Alessandra Moretti
Member of the European Parliament · S&D · IT
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, questa settimana il Parlamento europeo sta marcando un passo importante. La direttiva su diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato mette al centro le persone: minori che hanno vissuto l'orrore degli abusi, vittime della tratta di esseri umani, donne e uomini che portano il peso dell'od…”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, pensate alle famiglie che vi stanno intorno. Chi si fa carico dei bambini? Chi si occupa degli anziani? Di fronte a una disabilità, chi si assume i principali compiti di cura? Sono sicura che tutti abbiate in mente una donna.”
“Per questo, cogliamo con favore i progressi significativi contenuti nella direttiva: traguardi come il potenziamento del supporto psicologico, il sostegno alle infrastrutture come i centri antiviolenza e la tutela della privacy delle vittime sono solo alcuni dei passi fondamentali.”
“Sono più di 7 milioni le donne escluse dal mercato del lavoro europeo per assistere familiari, parenti e figli. E poi ci sono le donne per cui la cura è un lavoro remunerato, ma remunerato troppo poco, per le quali serve migliorare le condizioni di lavoro anche attraverso salari giusti.”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, ancora una volta il prezzo del sovranismo rischia di essere pagato dai cittadini, in questo caso mettendo a rischio la loro salute.”
“In un mondo che corre e che compete, "sovranismo" è una ricetta vecchia e superata anche in campo medico e farmaceutico. Serve più Europa, un'Europa federale e unita, che sia in grado di proteggere i suoi cittadini dalle prepotenze autoritarie di Trump, Putin e compagnia. 1-0188-0000”
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“Per questo, cogliamo con favore i progressi significativi contenuti nella direttiva: traguardi come il potenziamento del supporto psicologico, il sostegno alle infrastrutture come i centri antiviolenza e la tutela della privacy delle vittime sono solo alcuni dei passi fondamentali. Celebriamo anche un altro traguardo: per la prima volta l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva, incluso l'aborto sicuro e legale, è riconosciuto come parte dell'assistenza alle vittime di reato. L'Europa è credibile solo quando protegge i più vulnerabili, senza lasciare indietro nessuno. Con questo voto, mandiamo un messaggio chiaro: in Europa nessuna vittima può sentirsi sola. 3-0424-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, questa settimana il Parlamento europeo sta marcando un passo importante. La direttiva su diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato mette al centro le persone: minori che hanno vissuto l'orrore degli abusi, vittime della tratta di esseri umani, donne e uomini che portano il peso dell'odio online e della violenza; persone che, oltre al trauma, affrontano il silenzio e l'indifferenza della società e delle istituzioni che dovrebbero invece proteggerle. Le donne sono tra le più colpite: ci sono le vittime di violenza domestica, odio online, stalking, stupro. Loro, in particolare, spesso si trovano a subire una seconda ingiustizia quando, cercando di denunciare, vengono lasciate sole o addirittura colpevolizzate.”
“Sono più di 7 milioni le donne escluse dal mercato del lavoro europeo per assistere familiari, parenti e figli. E poi ci sono le donne per cui la cura è un lavoro remunerato, ma remunerato troppo poco, per le quali serve migliorare le condizioni di lavoro anche attraverso salari giusti. Vogliamo riforme e investimenti per ridurre il divario di genere nell'assistenza, che si concentrino sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata, sulle condizioni di lavoro e sulla disponibilità e accessibilità dei servizi di assistenza formale. 3-0361-0000”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, pensate alle famiglie che vi stanno intorno. Chi si fa carico dei bambini? Chi si occupa degli anziani? Di fronte a una disabilità, chi si assume i principali compiti di cura? Sono sicura che tutti abbiate in mente una donna. Sì, perché sono le donne a farsi carico in modo sproporzionato di questi compiti. Il 56 % delle donne con figli sotto i 12 anni dedica almeno cinque ore al giorno alla loro cura, contro il 26 % degli uomini. Questo porta spesso le donne a rinunciare al proprio lavoro e al proprio stipendio, stipendio che è sinonimo di indipendenza. Porta inoltre ad aumentare i divari di genere in termini di occupazione, retribuzione, pensioni e progressione di carriera.”
“In un mondo che corre e che compete, "sovranismo" è una ricetta vecchia e superata anche in campo medico e farmaceutico. Serve più Europa, un'Europa federale e unita, che sia in grado di proteggere i suoi cittadini dalle prepotenze autoritarie di Trump, Putin e compagnia. 1-0188-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, ancora una volta il prezzo del sovranismo rischia di essere pagato dai cittadini, in questo caso mettendo a rischio la loro salute. I dazi di Trump bloccano infatti la collaborazione internazionale in termini di ricerca e sviluppo di farmaci, e impediscono che si producano medicine fondamentali per la salute di tutti noi. Il conto andrebbe presentato ai sovranisti di quest'Aula, che giravano con i berretti MAGA e che hanno per anni decantato le grandi doti di Trump. Dopo i disastri al commercio internazionale, la guerra in Iran, la crisi energetica e le minacce alla stabilità internazionale, penso che il conto lo presenteranno gli elettori alle prossime elezioni.”
“Da un lato, chi desidera entrare a far parte dell'Unione europea, oltre a condividere obiettivi e valori sui quali non si può transigere, deve dimostrare nel merito passi concreti. Dall'altro, le istituzioni europee devono essere pronte a cambiare il metodo di lavoro, perché non possiamo pensare che le regole valide per pochi Stati membri possano essere adatte ad un'Europa di 30 attori. Con l'unanimità non si riuscirebbe a gestire nemmeno un condominio. 2-0441-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando sono state poste le basi dell'Unione europea, le premesse erano chiare: di fronte alle guerre che avevano devastato territori e popolazioni, serviva unirsi per fare in modo che un periodo così buio non si verificasse più. Oggi, a distanza di oltre 70 anni, ci troviamo uniti ma troppe sono le guerre che continuano a distruggere. Per questo torna urgente la necessità di procedere con l'allargamento della nostra Unione: si tratta di un investimento, prima di tutto, per la nostra sicurezza e la nostra stabilità. Eppure non possiamo essere esseri ingenui e pensare che basti una lista di buoni intenti per garantire una partecipazione proficua.”
“Eppure, in Italia per esempio, la metà delle donne non lavora mentre parte dell'altra metà è relegata in settori poco remunerativi, contratti part-time o in posizioni lontane da quelle decisionali. Questo Parlamento chiede di integrare una prospettiva di genere nelle politiche occupazionali, sociali ed economiche, non solo perché è giusto – e questo dovrebbe bastare – ma anche perché è la via migliore per far crescere le nostre economie. 1-0177-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'8 marzo è la festa delle donne, ma c'è ben poco da festeggiare: non abbiamo bisogno di fiori o di messaggi di auguri. Le donne e le ragazze vogliono tornare a casa la sera senza avere paura. Vogliono che le proprie scelte private non vengano indagate in un colloquio di lavoro. Vogliono non doversi occupare di tutto il carico domestico e di cura. Vogliono che i loro compagni abbiano un congedo parentale paritario per non essere penalizzate sul lavoro. Vogliono non dover essere doppiamente esposte al rischio di povertà o di insicurezza. Gran parte di queste insicurezze possono essere combattute garantendo alle donne un accesso al lavoro senza discriminazioni, perché un salario giusto è la prima vera forma di libertà.”
“Finché il consenso non sarà al centro della norma, le donne continueranno a non avere giustizia, perché le donne ancora oggi continuano a non essere credute. Chiediamo tribunali specializzati sulla violenza di genere, formazione specifica per magistrati, avvocati, forze dell'ordine e leggi adeguate che rispettino il principio di autodeterminazione. Se le donne devono difendersi anche dal sistema giudiziario le nostre democrazie sono fragili. 4-0027-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel 2025 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato Cipro perché in un caso di violenza sessuale di gruppo, invece di accertare l'assenza di consenso della vittima, le autorità hanno passato al vaglio la vita sessuale pregressa della donna, mettendone in dubbio la credibilità e trasferendo su di lei la responsabilità della violenza subita. Questa si chiama vittimizzazione secondaria. Accade oggi in Europa. È una vergogna che le donne abbiano ancora paura delle aule dei tribunali. Magistratura, forze dell'ordine e gli stessi parlamenti continuano ad alimentare una visione stereotipata e discriminatoria per cui è la donna, è la vittima che deve provare di non aver prestato il proprio consenso.”
“Non si capisce poi come le forze di destra possano parlare di salute quando ogni giorno in questo Parlamento provano a smantellare il Green Deal, come se l'ambiente non contasse nulla nella prevenzione dei tumori, oppure quando provano a fare passare tesi antiscientifiche, in particolare su fumo, su alcol. Servono risorse, servono politiche per la prevenzione, per abbattere le discriminazioni e consentire a tutti l'accesso a servizi sanitari pubblici di qualità. La salute dei cittadini è una priorità, ma va difesa coi fatti e non con le parole. 1-0168-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, giornate come quella che celebra la lotta contro il cancro fanno bene alla politica perché ci ricordano quali sono le priorità delle persone che credono nell'Europa. Non devono essere l'occasione per parole e promesse, ma lo strumento per rafforzare la nostra azione politica. Non si capisce come questa Commissione possa parlare di lotta al cancro quando la proposta per la spesa sociale è drasticamente ridotta. Viene tagliato il bilancio e si lasciano solo le briciole per la salute e la prevenzione. Spiace, tra l'altro, questa sera non vedere nessuno della Commissione presente in Aula.”
“Mi auguro che i tentativi maldestri di affondare questo provvedimento da parte delle destre, con emendamenti pretestuosi che nulla c'entrano con questo tema, siano respinti dalle forze responsabili di questo Parlamento, per avere un'approvazione rapida di un provvedimento il cui scopo principale è quello di rendere l'Europa più forte e i cittadini europei più tutelati. 1-0124-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, approvare questo provvedimento sui medicinali critici sarebbe un ottimo esempio di come l'Unione europea può, quando vuole, cambiare in meglio la vita dei suoi cittadini. Non possiamo permetterci di correre il rischio di non essere autonomi e pronti ad affrontare con efficienza crisi e shock che potrebbero verificarsi in futuro. Con questo atto legislativo mettiamo insieme le esigenze dei pazienti e il bene pubblico con uno stimolo e un supporto al settore farmaceutico europeo che lo renderà ancora più competitivo su scala globale. Come socialisti e democratici vogliamo che i soldi pubblici siano spesi nell'interesse della collettività, garantendo anche la partecipazione dei pazienti e dei professionisti sanitari, al processo di approvazione e di selezione delle priorità di spesa.”
“Significa impegnarsi affinché l'accesso all'assistenza sanitaria essenziale sia equo e uniforme in tutta Europa: i diritti non possono cambiare a seconda del paese in cui ci si trova. Sostenere "My voice, my choice" significa battersi per un'Europa davvero civile e giusta. 2-0543-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, Valentina Milluzzo era una donna di 32 anni incinta di due gemelli. Durante la gravidanza viene ricoverata per gravi complicazioni. Quando uno dei due feti muore, Valentina sviluppa una gravissima infezione, è in pericolo di vita, ma i medici non intervengono: finché l'altro feto ha un battito non si può fare nulla. Il giorno dopo, Valentina muore. In Europa riconosciamo salute, autodeterminazione e integrità fisica e mentale come diritti fondamentali, ma quando si tratta delle donne e del loro corpo, questi diritti diventano marginali, negoziabili, diseguali. Sostenere "My voice, my choice" significa affermare che l'autodeterminazione delle donne è un principio europeo che non resta astratto, ma che vive nelle leggi, nei sistemi sanitari e nelle scelte personali.”
“Noi socialisti e democratici crediamo, invece, che la salute debba essere prima di tutto un diritto e chiediamo alla Presidente von der Leyen di prendersi le sue responsabilità e offrire finanziamenti adeguati alla ricerca, mantenendo una linea di budget dedicata alla salute e rafforzando il programma EU for Health. Insieme ai cittadini, alle associazioni dei pazienti e ai medici e ricercatori, ci batteremo per rimettere la salute al centro dell'azione europea, perché senza salute nessun altro diritto può essere esercitato. 2-0392-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la scorsa legislatura abbiamo lavorato molto su salute e sanità. Spinti dalla pandemia abbiamo capito che nessuno si salva da solo. Anche le malattie non trasmissibili, come quelle cardiovascolari, richiedono una forte azione europea. Serve però un cambio di passo, partendo dai fondi che questa Commissione deve dedicare alla salute. Il bilancio pluriennale proposto dalla Commissione, però, è semplicemente ridicolo. Cancella anni di lavoro e di politiche che l'Unione europea stava costruendo e considera la salute come mero strumento di solo profitto.”
“L'Unione europea deve intervenire con maggiore incisività: dobbiamo aumentare l'assistenza umanitaria, ma pretendiamo la protezione dei civili e un'indagine indipendente sui massacri e sugli abusi. Non solo: l'Europa dovrebbe attuare rigorose misure di tracciabilità dell'oro e utilizzare tutte le leve diplomatiche a disposizione per esigere cooperazione dai paesi terzi coinvolti. 2-0363-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, le testimonianze dal Sudan su uccisioni di massa, attacchi a operatori umanitari, saccheggi e sequestri fanno venire i brividi. Si parla di una guerra dimenticata. Mentre nessuno guardava, è cresciuta una delle peggiori crisi umanitarie che costringe i civili a cibarsi di foglie e acqua contaminata. I bambini sono in preda a malnutrizione; le donne e le bambine sono vittime di stupro; gli uomini sono oggetto di esecuzioni di massa. Ma c'è qualcosa sullo sfondo di questo conflitto: dall'inizio della guerra il contrabbando d'oro è quadruplicato, viene venduto sul mercato globale ma oltre il 90 % finisce negli Emirati arabi uniti. Non a caso, nonostante le smentite ufficiali da parte del paese, indagini hanno individuato gli Emirati arabi uniti come un facilitatore esterno di RSF.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la regressione dei diritti delle donne in Europa è evidente. I femminicidi sono l'unico reato che continua ad aumentare nei numeri. Gli autori delle vittime delle violenze sono sempre più giovani. Alcune donne sono costrette ad ascoltare il battito del feto prima di interrompere una gravidanza. La segregazione sul lavoro è lampante, Il web è pieno di misoginia e i nuovi strumenti alimentano la frontiera del sessismo digitale. Non si può negare tutto questo. Questo Parlamento, almeno una parte, sta lavorando per definire strategie e azioni utili per combattere la violenza di genere in tutte le sue forme, ma la realtà è che si deve partire dall'inizio, dall'educazione.”
“La pericolosa polarizzazione creatasi nel Paese rischia di normalizzare la violenza e indebolire le istituzioni democratiche. Serve un cambio di passo. L'impegno serbo verso il percorso europeo non può essere fatto solo di parole: servono progressi concreti, in particolare sullo Stato di diritto, la lotta alla corruzione, l'indipendenza dei media e della magistratura, un sistema elettorale libero e l'allineamento alla politica estera europea. 2-0527-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, promozione della violenza, arresti arbitrari, propaganda antieuropeista e pro-Russia, controllo dei media e dei discorsi d'odio, minacce di morte e violenza, sorveglianza illegale, licenziamenti ingiustificati: così, nell'ultimo anno, il governo serbo ha risposto alle proteste che hanno riempito le strade di tutto il Paese in seguito al crollo di un tetto alla stazione di Novi Sad. Dietro a questo disastro sembrano esserci vicende di corruzione, di appalti pilotati, vicende su cui i manifestanti chiedono di fare luce e di verificarne le responsabilità. La risposta da parte delle autorità serbe nei confronti dei manifestanti non è degna di un Paese candidato ad aderire all'Unione europea, né tanto meno di uno Stato di diritto.”
“E spesso è la politica ad accendere la miccia di questo processo, quella politica che, invece di rispondere alle idee o alle inchieste, procede a costruire campagne mediatiche per isolare e screditare chi osa indagare il potere. Esprimo tutta la mia solidarietà a Sigfrido Ranucci, ai suoi cari e a tutti i giornalisti che come lui non si arrendono a raccontare fatti scomodi. Invito la politica, tutta, a garantire sempre la libertà di stampa: è una battaglia trasversale di tutti noi. (Il Presidente toglie la parola all'oratrice) 2-0415-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la libertà di stampa è un termometro di democrazia, è un pilastro costituzionale. Dove i giornalisti si sentono minacciati, intimiditi o bersagliati, nessun cittadino può godere appieno di diritti e libertà. Lo vediamo in Paesi autoritari, come la Russia di Putin; l'abbiamo visto nella Striscia di Gaza, dove più di 200 giornalisti sono stati uccisi; in Serbia, dove la mancanza di libertà di stampa è un elemento che ostacola l'integrazione nella nostra Unione. Ma dentro l'Unione europea cosa succede? In Italia la libertà di stampa sembra essere tollerata: oltre 250 giornalisti sotto vigilanza, di cui 22 sotto scorta. Ha detto bene Roberto Saviano: quando si trasforma un giornalista in un bersaglio pubblico, prima o poi qualcuno penserà di poter colpire anche fuori dallo schermo.”
“L'Unione europea dovrà supportare il reclamo presentato all'ONU a sostegno di Pakhshan Azizi e fare pressione affinché questo riceva riscontro nel minor tempo possibile. Facciamoci portatori di un'azione diplomatica concreta e coordinata per fermare l'ondata di esecuzioni in atto. 1-0035-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, lo scorso settembre due avvocatesse italiane hanno chiesto all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani di aprire un'inchiesta formale, ancora oggi priva di risposta, sulla situazione dell'attivista curda, Pakhshan Azizi, arrestata in Iran nel 2023 e condannata a morte nel 2024 per aver fornito aiuti umanitari a donne e bambini in fuga dagli attacchi dello Stato islamico. L'ONU ha dichiarato che nel 2025, in soli nove mesi, più di mille persone sono state giustiziate in Iran: si tratta di condanne perpetrate in seguito a processi a porte chiuse, iniqui, in un contesto di pratiche di tortura e confessioni estorte con la forza.”
“Le conseguenze non ricadono esclusivamente sulle persone colpite direttamente, ma sulla società, che da un lato perde risorse umane e dall'altro rischia di avere soggetti problematici abbandonati a se stessi. Serve un impegno maggiore, sia europeo che dei paesi membri, per includere la salute mentale tra le priorità nell'ambito di una vera Unione europea della salute che dobbiamo completare. 4-0106-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la salute mentale è uno dei grandi mali del nostro tempo. Colpisce in maniera trasversale, nessuno ne è esente, ma sono i più deboli a subirne le conseguenze più pesanti. In particolare, sono proprio i giovanissimi a manifestare i segni più evidenti di queste malattie, che spesso non vengono individuate tempestivamente, determinando anche per le famiglie un peso che non riescono a sopportare. Aumentano i disturbi alimentari, aumenta l'autolesionismo, aumentano l'ansia, l'aggressività e la dispersione scolastica. Nonostante questo, l'assistenza per la salute mentale non è inclusa tra le prestazioni sanitarie pubbliche e le persone vengono così lasciate sole.”
“Serve che l'Europa prenda in mano il tema dell'edilizia popolare, dell'ammodernamento delle abitazioni delle persone già più fragili, della progettazione urbanistica che può aiutare a rendere le nostre città più vivibili e pronte a rispondere a queste sfide così difficili. Le città soffrono in una morsa che spinge a un utilizzo sempre più massiccio dei condizionatori, che a loro volta inquinano e rendono ancora più calde le nostre città. Servono interventi strutturali e fondi adeguati per aiutare i nostri cittadini a migliorare la qualità della vita e per tutelare il nostro ambiente. 4-0088-0000 Brīvais mikrofons 4-0089-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli effetti del cambiamento climatico continuano a colpire i cittadini europei; pensiamo agli effetti sui nostri territori, con catastrofi sempre più frequenti, oppure agli effetti sulla salute. Le ricadute non sono uguali per tutti: colpiscono in modo più forte le persone più fragili, rappresentando un'ulteriore spinta verso le diseguaglianze e l'aumento delle differenze sociali. Nel corso delle ultime estati molti europei hanno patito ondate di caldo senza precedenti: oltre a dover affrontare con urgenza le cause primarie del cambiamento climatico, come Istituzioni dobbiamo anche farci carico di mitigare da subito gli effetti più concreti.”
“È ingenuo chi pensa che il Parlamento europeo possa appoggiare un governo che permette la repressione violenta delle manifestazioni, provvede a licenziare i dipendenti pubblici perché partecipano alle proteste, imbavaglia la stampa, gioca sporco con il processo elettorale: per tutto questo non c'è posto nell'Unione europea. Ci aspettiamo, invece, e vi assicuro lo speriamo davvero, di accogliere nella nostra famiglia europea una Serbia diversa, una Serbia democratica e libera. 2-0416-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, una cosa è certa: in Serbia non si può più tornare indietro. Gli ultimi dieci mesi di protesta e di presa di coscienza da parte dei cittadini serbi, non solo studenti, hanno marcato una svolta profonda nella storia del paese, che non può essere ignorata né dalla leadership serba, né tantomeno dalle istituzioni europee. Da qui e dalle richieste di migliaia di cittadini scesi in piazza serve ripartire, per costruire un paese nuovo. Da parte dell'Unione europea e di questo Parlamento non si tratta di sostenere un candidato o un partito serbo, si tratta di sostenere i valori europei.”
“Si tratta della punta di un iceberg. Servono provvedimenti per fermare queste nuove, insidiose forme di violenza di genere, per prima cosa colpendo i gestori, che dovrebbero essere responsabili legalmente e commercialmente. L'educazione sessuale ed affettiva, poi, nelle scuole diviene sempre più una priorità per costruire una civiltà del rispetto e, aggiungo, della libertà. Non ci può essere libertà laddove ci sono violenza e prevaricazione. 1-0028-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, non molti giorni fa ho ricevuto una telefonata da una collega che mi avvisava che migliaia di mie foto erano state pubblicate su un sito sessista e pornografico, e date in pasto ai commenti più osceni fino ad arrivare all'istigazione allo stupro. Non sono stata la sola: su quel sito erano ritratte, a loro insaputa, tantissime donne, politiche e non solo. Da almeno 15 anni venivano caricate foto di questo tipo e, da almeno dieci anni, venivano sporte denunce, eppure i gestori continuavano, imperterriti, ad alimentare questa carneficina digitale. Pochi giorni prima era stato denunciato un altro gruppo Facebook, nel quale mariti e compagni postavano le foto delle mogli, sempre a loro insaputa, per poi esibirle come carne da macello in una discarica sessista e irripetibile nei contenuti.”
“Dobbiamo chiedere con forza al governo il ritorno al trattato di pace del 2018, la liberazione dei prigionieri politici, la fine delle ostilità e l'accesso sicuro per gli aiuti umanitari. Non facciamo calare l'attenzione. 3-0437-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, quasi dieci milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria in Sud Sudan, dove dilaga il colera, la fame e dove si registra il più alto tasso di mortalità neonatale al mondo. Un paese in cui lo stupro è un'arma di guerra consueta. A differenza di altri, questo è un conflitto totalmente dimenticato. Il Sud Sudan è sul precipizio di una nuova guerra totale. Tensioni politiche sfociate in violenze, milizie, bombardamenti tra ribelli ed esercito, profilazione etnica, detenzioni arbitrarie, attacchi a civili e ospedali, come quello di Medici Senza Frontiere, fatto esplodere con un bambino di nove mesi al suo interno. La popolazione fugge verso paesi fragili, aggravando così crisi già esistenti.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, nel 2022 le segnalazioni di sfruttamento sessuale online sui minori sono aumentate di trenta volte rispetto al 2010. In rete proliferano dirette streaming, canali dedicati, immagini deep fake e generate con l'intelligenza artificiale, che permettono agli autori di nascondersi e sfuggire a sanzioni penali. L'Unione europea deve reagire con fermezza, a partire dall'ampliamento della definizione di materiale pedopornografico, includendo contenuti generati con l'intelligenza artificiale e manuali di abuso con pene severe certe, che non possono essere raggirate. Serve un approccio che metta al centro i minori con indagini rispettose e supporto psicologico adeguato.”
“Poi le crisi che abbiamo affrontato, che ancora non abbiamo risolto: penso al COVID, alla crisi energetica, alla povertà, al cambiamento climatico. Le donne pagano il prezzo più alto. Servono misure concrete per alleviarne gli effetti. Infine il tema della salute: dobbiamo investire in programmi che mettano finalmente in luce una medicina di genere appropriata. La salute deve essere un diritto accessibile e di qualità per tutti. Non vogliamo più continuare a curarci con diagnosi e medicinali pensati per un corpo maschile. 2-0234-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero ringraziare la Commissione e la commissaria Minzatu per questa road map sui diritti delle donne. Sono felice di aver ritrovato nel testo riferimenti a battaglie cruciali per la libertà di tante donne. Tuttavia chiedo che queste non siano solo belle parole spese in occasione dell'8 marzo: servono impegni concreti da realizzare attraverso misure legislative e non tangibili. La violenza di genere resta una piaga: una donna su tre ne è vittima in Europa. Quanto tempo ci vorrà ancora per concordare una definizione di stupro legata alla mancanza di consenso? Come possiamo promuovere progetti che insegnino ai nostri ragazzi il rispetto dei corpi e delle persone?”
“Spargono odio, seminano violenza, ma non hanno un piano per il futuro. Noi crediamo ancora in un futuro di sviluppo, per un'Europa però più giusta, un'Europa che sappia anche prendersi cura dei diritti e delle libertà. 3-0191-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, le destre europee non si nascondono più. Qualche anno fa osannavano Putin, che poi riportò la guerra in Europa, provocando una crisi globale che paghiamo ancora oggi. Adesso invece umiliano i nostri paesi applaudendo Trump, che sta per colpire il nostro sistema produttivo, le nostre imprese e i nostri lavoratori con dazi senza precedenti, che costeranno posti di lavoro e faranno schizzare in alto i prezzi dei prodotti. Loro sono gli anti europei, gli anti italiani, i patrioti al contrario. Salvini, Meloni e le destre, anche in questo Parlamento, sono muti di fronte a questa aggressione commerciale senza precedenti. Si inginocchiano di fronte al nuovo loro padrone e scaricano sul Green Deal tutta la loro inadeguatezza. La verità è che di patriottico loro non hanno nulla.”
“Diamo voce a questi giovani e chiediamo, insieme a loro, che il governo sappia rispondere in modo chiaro alle domande che vengono poste, che il governo risponda sulle presunte corruzioni e che la magistratura accerti le responsabilità per la tragedia di Novi Sad. Il tutto in un clima pacifico e rispettoso del diritto a manifestare, che va riconosciuto in tutte le democrazie. 2-0413-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, Stato di diritto, lotta alla corruzione, libertà di manifestare e indipendenza della magistratura sono i motivi per cui migliaia di studenti, e non solo, sono scesi pacificamente in piazza negli scorsi mesi. Ad unirli un coro di richieste che permetterebbe alla Serbia di fare chiarezza sulla tragedia di Novi Sad e di costruire un paese più giusto, libero dalla corruzione. È una forza nata dal basso, da giovani che non si riconoscono in un movimento politico. Eppure, noi politici europei non possiamo fare a meno di esprimere il nostro supporto a questi manifestanti pacifici, dal momento che le loro richieste sono le stesse espresse dal processo di adesione all'Europa.”
“Nell'ambito dell'Unione europea della salute chiedo, quindi, ai Commissari presenti – vedo qui la Commissaria Mînzatu – di presentare un piano europeo per il personale sanitario, una strategia con fondi e misure normative concrete, per dare respiro ai nostri medici ed operatori e fermare questa pericolosissima deriva. Lo chiedono il personale sanitario, ma anche i cittadini, che hanno diritto ad una sanità pubblica accessibile a tutti e di qualità. 2-0228-0000 SĒDI VADA: ROBERTS ZĪLE Priekšsēdētāja vietnieks 2-0229-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la pandemia abbiamo scoperto il valore e l'importanza del lavoro dei nostri medici ed operatori sanitari. Oggi che, per fortuna, non siamo più in emergenza sanitaria e che le priorità politiche sono altre, molti se ne sono dimenticati. Ma la carenza di personale pesa sia sugli stessi operatori, chiamati ogni giorno a decidere sulla vita delle persone in condizioni di stress e pressioni inaccettabili, ma anche sui pazienti, a cui non è fornito il servizio di cui avrebbero bisogno. Il nostro gruppo chiede da tempo che l'Unione europea della salute non sia solo un progetto di profitto e business, ma che sia unione sociale e dei diritti.”
“Chiediamo il rilascio immediato di Pakhshan Azizi, di Verisheh Moradi e di tutte le persone incarcerate e condannate ingiustamente. Come questo Parlamento ha chiesto più volte, vorrei poi ribadire la necessità di inserire le Guardie rivoluzionarie nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'Unione europea. Basta con l'ipocrisia, lo si faccia presto. La libertà e i diritti umani non devono e non possono conoscere confini. Donna, vita, libertà. 3-0434-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il coraggio delle donne fa paura al regime iraniano. Pakhshan Azizi, attivista curda, è rinchiusa con una condanna a morte nel carcere di Evin, lo stesso posto infernale in cui è stata detenuta Cecilia Sala. Due donne, due storie diverse, ma unite da un luogo che è simbolo di oppressione e violenza. È il coraggio, come quello di Pakhshan, che ha scelto di lottare per i diritti, ciò che il regime iraniano teme di più, soprattutto se sono le donne a combattere per la libertà. Le autorità rispondono con condanne a morte – che nel 2024 sono state 900 – con l'isolamento e con la tortura, andando a colpire maggiormente le minoranze etniche per instaurare il terrore e consolidare il potere.”