Camilla Laureti
Member of the European Parliament · S&D · IT
“Dobbiamo sbrigarci e possiamo farlo se lavoriamo per una vera parità di genere, con una politica agricola comune che metta al centro le donne, garantendo sì aiuti per l'accesso al credito e alla terra, ma anche aiutando e investendo nei servizi, trasporti, sanità, welfare sociale.”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, io credo che in quest'Aula oggi noi dovremmo farci una domanda più generale: vogliamo che le aree interne europee – che sono ossatura di cultura, tradizione, biodiversità, sostenibilità – continuino a vivere o no?”
“4-0102-0000 Camilla Laureti (S&D), risposta a una domanda "cartellino blu". – Guardi, io credo che l'argomento di oggi sia l'imprenditorialità femminile e le aree interne. Poi, se avremo la possibilità di parlare di tutti gli aiuti di tutti i generi, assolutamente non mi troverà contraria anche su questo. 4-0103-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, sono numeri importanti quelli del vino in Europa. Si tratta del terzo settore più grande in termini di esportazioni, abbiamo una produzione di 157 milioni di ettolitri, siamo il maggiore produttore al mondo e quasi 3 milioni di persone sono impiegate nell'economia che ruota attor…”
“Il pacchetto di misure che discutiamo e votiamo vuole dare risposte concrete, dando certezza nelle autorizzazioni e maggiori strumenti per affrontare le crisi, insieme a regole di etichettatura più semplici sia per i produttori sia per le persone.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcune priorità dell'agenda socialdemocratica trovano spazio nel programma per il 2026: penso alle iniziative sul lavoro di qualità, il costo dell'energia, la lotta alla povertà, le garanzie per l'infanzia.”
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“4-0102-0000 Camilla Laureti (S&D), risposta a una domanda "cartellino blu". – Guardi, io credo che l'argomento di oggi sia l'imprenditorialità femminile e le aree interne. Poi, se avremo la possibilità di parlare di tutti gli aiuti di tutti i generi, assolutamente non mi troverà contraria anche su questo. 4-0103-0000”
“Dobbiamo sbrigarci e possiamo farlo se lavoriamo per una vera parità di genere, con una politica agricola comune che metta al centro le donne, garantendo sì aiuti per l'accesso al credito e alla terra, ma anche aiutando e investendo nei servizi, trasporti, sanità, welfare sociale. Solo così potremo dire di non aver abbandonato aree così importanti per il nostro tempo di oggi e per il futuro dell'Europa. (L'oratrice accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 4-0101-0000 Petras Gražulis (ESN), pakėlus mėlynąją kortelę pateiktas klausimas. – Gerbiamoji, jūs kalbate apie moteris, bet pačios išradot labai daug lyčių. Ar jūs galite pasakyti, kiek šiuo metu yra lyčių? Ir kodėl tada ginate tik vieną lytį – moterų? Sako, kad 107, bet jūs patikslinkite, kiek yra lyčių?”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, io credo che in quest'Aula oggi noi dovremmo farci una domanda più generale: vogliamo che le aree interne europee – che sono ossatura di cultura, tradizione, biodiversità, sostenibilità – continuino a vivere o no? Se non vogliamo abbandonarle, allora dobbiamo aumentare gli aiuti alle persone che si occupano di tenerle in vita. E molto spesso la principale attività in queste aree è proprio l'agricoltura e, insieme all'agricoltura, dobbiamo aiutare le donne. Sono ancora pochissime: il 30% e solo il 3% di quel 30% hanno sotto i 40 anni.”
“Il pacchetto di misure che discutiamo e votiamo vuole dare risposte concrete, dando certezza nelle autorizzazioni e maggiori strumenti per affrontare le crisi, insieme a regole di etichettatura più semplici sia per i produttori sia per le persone. Voglio ringraziare i relatori anche per aver accolto alcuni emendamenti che ho presentato proprio per rafforzare e rendere più inclusiva la promozione del settore vitivinicolo europeo, garantendo un accesso più semplice per i piccoli e medi produttori e riconoscendo il sostegno all'enoturismo. Con questi interventi facciamo un passo avanti concreto per far sì che i fondi europei arrivino a chi, tenendo in vita le nostre aree interne rurali, valorizza il nostro patrimonio, fatto di paesaggio, cultura e rispetto per l'ambiente. 1-0059-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, sono numeri importanti quelli del vino in Europa. Si tratta del terzo settore più grande in termini di esportazioni, abbiamo una produzione di 157 milioni di ettolitri, siamo il maggiore produttore al mondo e quasi 3 milioni di persone sono impiegate nell'economia che ruota attorno a questo settore. Il vino è qualità, tradizione, rispetto per l'ambiente e per i nostri territori, ma anche economia, lavoro, turismo, anche per quelle aree interne e rurali, grazie al lavoro quotidiano di migliaia di piccole e medie cantine. Questa fotografia ha però anche lati più oscuri: gli effetti del cambiamento climatico, il riorientamento dei gusti delle persone, il calo delle esportazioni dovuto alle incertezze geopolitiche e all'irresponsabile guerra dei dazi di Trump.”
“E poi c'è il nodo cruciale delle risorse: senza una capacità di prestito comune, senza un PNRR europeo prorogato, senza un bilancio pluriennale che protegga le politiche sociali, la coesione, la politica agricola comune con fondi dedicati, l'Europa non potrà rispondere alle sfide che ha davanti. Oggi più che mai serve coraggio politico, serve un'Europa come un solo Stato: coraggio per scegliere la solidarietà, per investire nelle persone e per costruire un'Unione che non lasci davvero indietro nessuno. 2-0327-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, alcune priorità dell'agenda socialdemocratica trovano spazio nel programma per il 2026: penso alle iniziative sul lavoro di qualità, il costo dell'energia, la lotta alla povertà, le garanzie per l'infanzia. Sono strumenti coerenti con il pilastro europeo dei diritti sociali e con le nostre richieste, ma non basta. La casa è diventata ormai una vera emergenza sociale. Bene intervenire su affitti brevi e aiuti di Stato ma serve una risposta strutturale, un fondo europeo per l'edilizia sociale e un bilancio dedicato.”
“E intanto la Commissione ci presenta proposte per una nuova programmazione che ci preoccupano nel metodo e nel merito. Oltre a meno fondi, rischiamo di non parlare più di politica agricola comune ma di politica agricola della nazione. 2-0295-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, cibo, territorio e ambiente: di tutto questo si occupano gli agricoltori. Per questo, rafforzare la loro posizione è una battaglia giusta e garantire loro più sostegno e regole più chiare e meno burocrazia è una priorità. Ma semplificazione non può essere sinonimo di deregolamentazione e slegare la politica agricola comune dalle ambizioni e dalle leggi in materia ambientale non è la strada giusta. Per non parlare del costante tentativo delle destre di cancellare la condizionalità sociale. Non è così che si tutelano gli agricoltori e non si protegge il settore distruggendo le regole che proteggono il clima, il suolo e l'acqua. Questa PAC è entrata in vigore solo due anni fa e siamo già alla seconda semplificazione.”
“La condizione ambientale anche resta una priorità, e negarla oggi – e negare la centralità della sfida climatica – è dannoso e irresponsabile. Al lavoro in queste direzioni ci vediamo mercoledì per la vostra proposta. 4-0040-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, se flessibilità del bilancio vuol dire meno fondi, noi diciamo no. Lunedì abbiamo votato la nostra relazione sulla PAC post‑2027 e il nostro no al fondo unico è stato chiaro da parte di tutti. Come socialisti continueremo a chiedere che i fondi dell'agricoltura arrivino a chi coltiva la terra e che accanto al sostegno per ettaro ci siano più fondi per giovani, donne, aree interne rurali e piccole aziende agricole. Abbiamo inserito anche filiere eque e misure anti‑sottocosto, benessere animale ed etichettatura trasparente. Al centro resta la condizionalità sociale: abbiamo fatto una visita a Borgo Mezzanone, Foggia, con 5 000 migranti sotto lo schiaffo del caporalato.”
“Novanta giorni è il tempo che ci è stato dato per mettere in campo una risposta che deve essere compatta, europea, per sventare una guerra commerciale che avrebbe conseguenze enormi per le nostre esportazioni, soprattutto nel settore agroalimentare, che nel 2024 ha toccato quota 30 miliardi di euro. I dazi colpiscono settori strategici come quello dell'agricoltura, fatta di prodotti di qualità e rispetto al quale è centrale il ruolo rivestito dal made in Italy. Tutelano invece prodotti di minore qualità. La posta in gioco è troppo alta: non possiamo permetterci divisioni e frammentazioni. Siamo ad un tornante della storia delicata e da come lo attraverseremo dipenderà il nostro futuro. 2-0061-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, spesso quando si parla di guerre commerciali si mette l'accento sull'aggettivo "commerciale" ma bisogna metterlo sul sostantivo "guerre": queste sono le parole chiare e nette del Presidente Mattarella. Un monito a non dimenticare la storia che ha dimostrato come l'ostilità commerciale possa portare a scontri ancora più gravi. I dazi hanno già cominciato a fare danni prima che Trump li firmasse e poi li sospendesse per 90 giorni: imprese e lavoratori lamentano situazioni drammatiche con merci bloccate nei porti, anche a causa dell'incertezza.”
“Per questo abbiamo criticato la revisione della politica di coesione, che dà la possibilità di spendere fondi per industria delle armi e delle tecnologie critiche; 400 miliardi di euro pensati per ridurre le disparità regionali e per la coesione saranno riallocati verso altri obiettivi. Questa è un'aggressione alla politica di coesione. Torniamo a mettere al centro le persone: lavoro dignitoso e salario adeguato. Questa per noi, proprio sulla strada tracciata da Delors, è la competitività europea. 3-0195-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, "non possiamo innamorarci dell'Europa se non è sociale". Diceva così Jacques Delors, la persona che forse ha lavorato di più per un'Europa che non fosse solo economica, e che anzi vedesse legate competitività e coesione. Mai come oggi è fondamentale il pilastro sociale, perché sono aumentate le crisi e, con le crisi, aumentano le disuguaglianze. Crisi economica, pandemia, doppia transizione: i dati Eurostat ci parlano del 22 %, 95 milioni di persone in Europa a rischio povertà ed esclusione sociale; è aumentato il costo della vita e 20 milioni di cittadini non possono permettersi cibo di qualità e cure mediche adeguate.”
“Oltre alla condizionalità ambientale, non dimentichiamo la condizionalità sociale. Abbiamo di fronte a noi anni cruciali per il mondo agricolo, in cui sarà essenziale il dialogo e il confronto tra posizioni che spesso sono diverse. Questo è quello che dobbiamo a chi, oggi, con fatica e cura, continua a dedicarsi all'agricoltura e al nostro cibo. 4-0061-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, bene, la visione per quello che riguarda il reddito – ce lo ha detto anche lei il salario medio degli agricoltori e del 40% più basso rispetto ad altri settori – bene, le aree interne rurali che sono l'ossatura della nostra Europa, le filiere corte e i giovani e le donne. Mi raccomando attenzione anche alle donne giovani: sono gestite da donne solo il 3% del 12% delle aziende under 40. Mettiamo al centro, però, una politica agricola comune nuova e che arrivi davvero ovunque – in Italia, per esempio, 3/4 dei fondi PAC vanno alle aziende agricole più grandi – e che sia una PAC attenta alla sostenibilità – ha parlato anche lei della centralità dei nostri suoli – e che aiuti tutti gli agricoltori ad innovare.”
“Ciò che conta per noi, e su cui vale la pena investire, è il raggiungimento degli obiettivi che abbiamo già discusso con la Presidente von der Leyen e che per noi valgono e sono ancora quelli. Siamo pronti a discutere con la Commissione e verificare il modo migliore per avanzare, ma non nascondiamo un obiettivo di deregolamentazione dietro la parola semplificazione. Abbiamo titoli, omnibus, bussole, semplificazioni, ma non sappiamo cosa si vuole semplificare. Noi oggi abbiamo bisogno di un'Europa forte, compatta, una. Mai come in questo momento le persone chiedono lavoro stabile, giusto salario, alloggio dignitoso, sanità pubblica. Una bussola non ci basta, ce ne servono due: sì la competitività ma anche la bussola sociale. 3-0022-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, molta semplificazione e poche nuove iniziative legislative nel programma di lavoro che ci ha presentato. Noi socialisti non siamo innamorati della legislazione fine a sé stessa e vogliamo certamente rendere più semplice la vita di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Le persone sono al centro delle nostre politiche. Ma diamo le giuste risposte e facciamo le giuste politiche quando chiudiamo gli occhi o neghiamo le grandi sfide che abbiamo davanti? Dobbiamo cambiare il nostro modello di sviluppo e investire in innovazione per attuare le conversioni digitale e verde per una vera politica industriale europea. Chiediamo a quest'Europa di agire, e di farlo velocemente, con un grande piano di investimenti comuni.”
“Dobbiamo proteggere e ripristinare i nostri suoli, favorire con finanziamenti ad hoc e risorse il passaggio da metodi di coltivazione intensivi a pratiche agricole sostenibili. Se perdiamo i nostri suoli, perdiamo il pianeta. La desertificazione l'abbiamo vista arrivare e porta anche, e soprattutto, la nostra impronta: per questo, dobbiamo smettere di far finta che non esista e dobbiamo agire sin da ora. 4-0047-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la desertificazione va affrontata a livello globale, perché mette a rischio biodiversità, risorse idriche e sicurezza alimentare e fa tremare la giustizia sociale. Spaventa pensare che, anche a causa degli effetti della desertificazione e della siccità, entro il 2050 oltre 200 milioni di persone potrebbero essere costrette a migrare. Lo vediamo anche in Europa: il Sud soffre sempre di più per siccità e carenza di acqua. In Italia abbiamo intere regioni che restano per lunghi periodi senz'acqua, anche a causa di una scorretta gestione della risorsa idrica. L'acqua – il nostro bene più prezioso – non è una merce, ma è un diritto, e dobbiamo incentivarne conservazione e riuso e lavorare sulle reti idriche.”