Denis Nesci
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, il regolamento sui mercati digitali rappresenta un passaggio fondamentale per ristabilire condizioni di equità e concorrenza nel mercato digitale europeo.”
“– È evidente, caro collega, che questi eventi estremi non sono fatalità e non avvengono per uno sciagurato destino. Quindi la solidarietà è doverosa, ma al contempo bisogna anche ammettere che c'è un problema.”
“Mi soffermo, in particolare, sulla mia Calabria, una regione che ha reagito con dignità e senso di responsabilità, ma che non può essere lasciata sola. La capacità di resilienza dei cittadini calabresi non deve diventare un alibi per l'inerzia istituzionale europea. La dignità non può diventare o non può trasformarsi in rassegnazione.”
“– Io penso che la responsabilità, quando ci si trova dinanzi, come diceva il Suo collega, che tra l'altro mi sembra sia del Suo stesso gruppo, a onde di 10, 12, 16 metri, non può essere legata all'inerzia di un ministro o di un governo, che si è da subito attivato, non ora ma tempo fa, su come poter risolvere il problema.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, intervengo per richiamare l'attenzione di quest'Aula su una situazione che interpella direttamente la responsabilità dell'Unione europea.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, il mercato unico è la più grande conquista economica dell'Unione, ma oggi è ancora incompiuto. Lo conferma anche la relazione 2025 sulla competitività. Troppe barriere interne, troppe differenze regolatorie e una burocrazia che soffre chi lavora, invece di sostenerlo.”
The complete record
Every one of 11 lines we hold for Denis Nesci, in date order, each linked to its source. Free to read, in full, without an account.
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, il regolamento sui mercati digitali rappresenta un passaggio fondamentale per ristabilire condizioni di equità e concorrenza nel mercato digitale europeo. Assistiamo alla concentrazione di potere nelle mani di poche grandi piattaforme, veri e propri controllori di accesso, capaci di imporre regole e limitare opportunità alle nostre imprese, in particolare alle piccole e medie imprese, che costituiscono la base della nostra economia. Ritengo necessario intervenire per correggere queste distorsioni, ma occorre evitare il rischio opposto: una regolamentazione eccessiva, rigida e burocratica, che potrebbe ostacolare l'innovazione e frenare la crescita.”
“– Io penso che la responsabilità, quando ci si trova dinanzi, come diceva il Suo collega, che tra l'altro mi sembra sia del Suo stesso gruppo, a onde di 10, 12, 16 metri, non può essere legata all'inerzia di un ministro o di un governo, che si è da subito attivato, non ora ma tempo fa, su come poter risolvere il problema. Io penso che l'inerzia sia più legata a ciò che è stato fatto nella scorsa legislatura, per esempio quel richiamo del ripristino della natura. Se voi pensate di vedere l'uomo come il problema, il nemico dell'ambiente, avete sbagliato. Noi non siamo di questa opinione. Noi pensiamo che l'uomo, l'agricoltura sia al centro del sistema produttivo, non è il nemico dell'ambiente. 2-0035-0000”
“– È evidente, caro collega, che questi eventi estremi non sono fatalità e non avvengono per uno sciagurato destino. Quindi la solidarietà è doverosa, ma al contempo bisogna anche ammettere che c'è un problema. Questo maltempo, come voi molto spesso lo chiamate, è il frutto della crisi climatica preannunciata dalla scienza, che richiedeva azioni politiche strutturali da parte delle istituzioni che l'hanno ignorata. Quindi Le chiedo su chi indagherà il vostro governo, visto che chi aveva la responsabilità di tenere monitorato il territorio e adottare misure di prevenzione in Sicilia, oggi è il vostro ministro per la Protezione civile e oggi è quello che ha la responsabilità di questa situazione. (La Presidente toglie la parola all'oratrice) 2-0034-0000 Denis Nesci (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu".”
“Mi soffermo, in particolare, sulla mia Calabria, una regione che ha reagito con dignità e senso di responsabilità, ma che non può essere lasciata sola. La capacità di resilienza dei cittadini calabresi non deve diventare un alibi per l'inerzia istituzionale europea. La dignità non può diventare o non può trasformarsi in rassegnazione. La solidarietà europea deve tradursi in strumenti operativi, risorse tempestive e una presenza concreta sui territori. Oggi la Calabria guarda a Bruxelles come a un interlocutore credibile. A noi spetta il dovere politico e morale di dimostrare che questa fiducia è ben riposta. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 2-0033-0000 Cristina Guarda (Verts/ALE), domanda "cartellino blu".”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria, intervengo per richiamare l'attenzione di quest'Aula su una situazione che interpella direttamente la responsabilità dell'Unione europea. Calabria, Sicilia e Sardegna sono state recentemente colpite da eventi climatici estremi che hanno prodotto danni rilevanti a infrastrutture strategiche, sistemi produttivi e tessuti sociali già esposti a fragilità strutturali. Parliamo di territori che non chiedono assistenzialismo, ma risposte efficaci. I danni stimati in milioni di euro non sono solo numeri. Dietro ogni strada interrotta, ogni impresa ferma, ogni comunità isolata, ci sono sacrifici di una vita e prospettive improvvisamente compromesse.”
“Valorizzare le eccellenze locali significa costruire un'Europa più forte e più giusta. Infine, la digitalizzazione deve essere una grande opportunità per colmare i divari, non per crearne di nuovi. Servono infrastrutture digitali accessibili in tutti gli Stati membri e un quadro che protegga i dati e la sovranità tecnologica europea. L'innovazione digitale deve servire chi produce, non sostituirlo. Ci batteremo con determinazione per un mercato unico finalmente compiuto, costruito con rigore, pragmatismo e coraggio, al fianco dei nostri territori e dei nostri cittadini. 2-0021-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, il mercato unico è la più grande conquista economica dell'Unione, ma oggi è ancora incompiuto. Lo conferma anche la relazione 2025 sulla competitività. Troppe barriere interne, troppe differenze regolatorie e una burocrazia che soffre chi lavora, invece di sostenerlo. Il mercato unico deve essere uno strumento di crescita e competitività, non di omologazione. Meno vincoli calati dall'alto, più libertà per chi produce, innova e investe. Le PMI pagano il prezzo più alto di questa frammentazione. Se vogliamo che l'Europa cresca davvero, dobbiamo liberarle da ostacoli e oneri inutili. E non possiamo dimenticare le regioni meno sviluppate. Un mercato unico che lascia indietro interi territori non è un mercato unico compiuto.”
“Ogni giovane deve sentirsi libero di scegliere il proprio cammino, consapevole che il suo territorio non è solo un punto di partenza, ma una risorsa infinita di opportunità. È così che si darà nuova linfa ai nostri Paesi e all'intera Europa. È così che un giovane avrà la motivazione di rimanere, sentendosi al contempo parte di un mondo innovativo e proiettato verso il futuro. È un impegno che dobbiamo a noi stessi, ai nostri giovani e alle nostre economie. 3-0274-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, acquisire competenze significa valorizzare le concrete opportunità offerte dal territorio. L'obiettivo è potenziare simultaneamente formatori e apprendisti, incentivando l'ingresso nel mondo del lavoro di professionalità che si pensavano ormai perdute. Il nostro impegno deve essere quello di riuscire a bilanciare una strategia di sviluppo europea condizionata dall'avvento di nuove tecnologie attraverso l'utilizzo delle competenze e dei talenti. Il sistema economico europeo deve saper garantire ai nostri giovani le condizioni per poter investire nel loro futuro nei paesi d'origine, senza le difficoltà di doversi spostare per avere una vita lavorativa all'altezza delle loro aspettative.”
“È tempo di trasformare le sfide in opportunità e creare una società in cui l'amore possa fiorire, dove il sogno di diventare padre o madre possa brillare luminoso. Possiamo prendere l'esempio del governo Meloni, che ha considerato le risorse verso le famiglie un investimento e non una spesa. Costruiamo insieme un domani dove ogni vita sia celebrata e ogni famiglia prosperi. 3-0231-0000”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, la popolazione dell'Unione europea sta invecchiando e si prevede un declino. La diminuzione della forza lavoro porta a carenze di manodopera, pressione sui bilanci pubblici e spopolamento. Durante la conferenza sul futuro dell'Europa, i cittadini hanno chiesto di garantire supporto alle famiglie. Tuttavia, se l'Unione europea non inizia a investire sulla famiglia come punto cardine della sua azione, ci troveremo di fronte a un declino inarrestabile. Diventare genitori sta diventando un lusso per pochi, un sogno che sfugge a molti. Immaginiamo un futuro in cui la dolcezza della genitorialità non sia un privilegio, ma una realtà condivisa, un'Europa che sostiene ogni passo, che offre risorse e opportunità affinché ogni bambino possa crescere in un ambiente amorevole e protetto.”