← LEADERSHIP TERMINAL

EUROPEAN PARLIAMENT · SITTING

Carlo Ciccioli

Member of the European Parliament · ECR · IT

IN THEIR OWN WORDS

Con una revisione ci si aspettano più risorse per il settore, una radicale semplificazione delle regole superflue, il superamento di misure che hanno dimostrato tutti i loro limiti – come l'obbligo di sbarco – investimenti per il rinnovo della flotta, la sicurezza a bordo, l'innovazione e il rilancio della maricultura europea, che è essen…

PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

Un modello costruito quasi esclusivamente su vincoli, divieti e burocrazia finisce per indebolire l'intero comparto, rende più deboli le nostre marinerie e aumenta la dipendenza dall'Unione e dalle importazioni di prodotti ittici provenienti da paesi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali e sociali, in Italia, il 70‑80 % d…

PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la valutazione della politica comune della pesca conferma ciò che i nostri pescatori stanno denunciando da anni. La stessa Commissione riconosce che il settore soffre di un progressivo invecchiamento degli operatori, della difficoltà di attrarre giovani e di una redditività troppo modesta.

PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando parliamo di interferenze nei processi democratici, pensiamo subito a minacce esterne. Ma, da psichiatra, so che le dinamiche più profonde spesso nascono all'interno – vedi col Green Deal e col Qatar Gate.

PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato già detto molte volte: il Sudan è oggi il teatro della più grave crisi umanitaria del mondo. Trenta milioni di uomini e donne coinvolti – al confronto, la vicenda di Gaza è quasi pallida.

PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

L'Europa rischia di voler proteggere così tanto da interferire e da schiacciare, di voler guidare così tanto da non ascoltare più. Una società sana non è quella in cui tutto è corretto, previsto e controllato. È quella in cui i cittadini possono esprimersi liberamente, anche quando ci mettono a disagio, anche quando sbagliano.

PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

The complete record

Every one of 38 lines we hold for Carlo Ciccioli, in date order, each linked to its source. Free to read, in full, without an account.

  1. Con una revisione ci si aspettano più risorse per il settore, una radicale semplificazione delle regole superflue, il superamento di misure che hanno dimostrato tutti i loro limiti – come l'obbligo di sbarco – investimenti per il rinnovo della flotta, la sicurezza a bordo, l'innovazione e il rilancio della maricultura europea, che è essenziale. Difendiamo la nostra sovranità alimentare, il lavoro delle comunità costiere e il futuro dei giovani che vogliono ancora impegnarsi in questa professione. La transizione sostenibile non può essere un percorso ideologico contro i pescatori, deve essere una transizione pragmatica. 4-0060-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

  2. Un modello costruito quasi esclusivamente su vincoli, divieti e burocrazia finisce per indebolire l'intero comparto, rende più deboli le nostre marinerie e aumenta la dipendenza dall'Unione e dalle importazioni di prodotti ittici provenienti da paesi che non rispettano i nostri stessi standard ambientali e sociali, in Italia, il 70‑80 % del prodotto ittico è importato. La sostenibilità non è solo ambientale: deve essere economica, sociale e alimentare. Senza imprese competitive, senza redditività e senza nuove generazioni disposte a impegnarsi nella pesca, non esiste alcuna transizione.

    PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

  3. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la valutazione della politica comune della pesca conferma ciò che i nostri pescatori stanno denunciando da anni. La stessa Commissione riconosce che il settore soffre di un progressivo invecchiamento degli operatori, della difficoltà di attrarre giovani e di una redditività troppo modesta. La relazione ammette sostanzialmente che gli obiettivi economici e sociali della riforma non sono stati raggiunti. Proprio per questo è arrivato il momento di cambiare passo.

    PLENARY SITTING OF 2026-07-09 · READ THE VERBATIM REPORT

  4. Chi oggi alimenta questa guerra non ascolta gli appelli morali: risponde ad altre leve internazionali. Desta profonda preoccupazione la crescente infiltrazione di componenti islamiche estremiste, in particolare i Fratelli musulmani, così come le violenze contro le comunità cristiane. Ovviamente, è nostra responsabilità politica e morale intervenire. 3-0519-0000 PRÉSIDENCE: YOUNOUS OMARJEE Vice-Président 3-0520-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

  5. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato già detto molte volte: il Sudan è oggi il teatro della più grave crisi umanitaria del mondo. Trenta milioni di uomini e donne coinvolti – al confronto, la vicenda di Gaza è quasi pallida. Di fronte a una tragedia di tale portata epocale, la comunità internazionale non può limitarsi a esprimere preoccupazione: deve agire con determinazione. Limitarsi a non muoversi e non avere una visione strategica è inutile. Gli impegni assunti alla Conferenza di Berlino rappresentano un passo importante ma efficaci solo se accompagnati da condizioni concrete e un immediato cessate il fuoco umanitario su scala nazionale. Sia chiaro: la pace non si costruisce con appelli di principio. Serve pressione politica diplomatica su tutte le parti in conflitto.

    PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

  6. L'Europa rischia di voler proteggere così tanto da interferire e da schiacciare, di voler guidare così tanto da non ascoltare più. Una società sana non è quella in cui tutto è corretto, previsto e controllato. È quella in cui i cittadini possono esprimersi liberamente, anche quando ci mettono a disagio, anche quando sbagliano. Questo è il senso della democrazia: se vogliamo davvero evitare interferenze, forse il primo passo è avere meno paura e più fiducia nei nostri concittadini. 3-0247-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

  7. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando parliamo di interferenze nei processi democratici, pensiamo subito a minacce esterne. Ma, da psichiatra, so che le dinamiche più profonde spesso nascono all'interno – vedi col Green Deal e col Qatar Gate. Esiste una linea sottile tra protezione e interferenza: una madre che protegge è necessaria ma quando il controllo diventa eccessivo, il figlio non cresce, si adatta, si conforma, smette di scegliere, si appiattisce. E, senza scelta, la democrazia si svuota. Oggi, sempre più cittadini chiedono un cambio di passo. Non è rumore, non è devianza: è un segnale. Nella mia professione, quando un paziente cambia comportamento non lo si zittisce, lo si ascolta, perché dietro quel cambiamento c'è un bisogno, una richiesta di autonomia, di riconoscimento.

    PLENARY SITTING OF 2026-04-29 · READ THE VERBATIM REPORT

  8. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Iran è in atto una campagna di repressione ordinata dai vertici del regime teocratico militare, che ha portato a decine di migliaia di vittime civili. È stato detto da tutti, non si tratta di un errore, di un incidente, ma di una strategia deliberata: migliaia di uccisioni di massa, arresti arbitrari, sparizioni, torture e confessioni estorte, processi farsa, migliaia di persone detenute senza accesso ad avvocati e cure mediche. L'Iran è tra i paesi con il più alto numero di prigionieri politici al mondo. Parallelamente, il regime pratica una sistematica diplomazia degli ostaggi, colpendo anche cittadini europei o cittadini con doppia cittadinanza, con accuse false costruite ad arte. Donne, minoranze etniche e religiose, dissidenti, semplici cittadini: nessuno è al sicuro.

    PLENARY SITTING OF 2026-02-11 · READ THE VERBATIM REPORT

  9. Imporre limiti rigidi al subappalto e definire dall'alto i settori ad alto rischio significa penalizzare piccola e media impresa e comprimere la flessibilità. Servono legalità, controlli rigidi e non nuove regole. 3-0500-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-02-11 · READ THE VERBATIM REPORT

  10. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la tutela dei lavoratori e della concorrenza leale deve guidare ogni intervento europeo. Quando le regole vengono aggirate attraverso filiere opache e subappalti strumentali, si danneggiano lavoratori e le imprese oneste. Questa relazione affronta un problema reale, ma propone una soluzione sbagliata. Fenomeni come il caporalato dimostrano che servono controlli rigorosi e piena applicazione delle leggi. In Italia vediamo anche reti organizzate che reclutano e gestiscono manodopera al di fuori delle regole, che favoriscono l'ingresso irregolare di lavoratori stranieri extracomunitari nel mercato del lavoro, anche con utilizzo di documenti falsi o riutilizzati, alimentando dumping sociale e concorrenza sleale. Non è però con una nuova centralizzazione che risolveremo il problema.

    PLENARY SITTING OF 2026-02-11 · READ THE VERBATIM REPORT

  11. Oggi l'Unione europea deve sostenere un cessate il fuoco vero, verificabile, garantire la protezione delle minoranze etniche e religiose e impedire il ritorno della repressione terroristica. Serve un Occidente capace di tornare a fare scelte lucide e responsabile in quei contesti, evitando gli errori del passato e contribuendo davvero alla stabilità, alla pace duratura della regione. 2-0325-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-02-10 · READ THE VERBATIM REPORT

  12. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione nel nord-est della Siria resta comunque drammatica: violenze contro i civili curdi, instabilità politica, crisi umanitaria che colpisce soprattutto minoranze, donne e bambini e cristiani. Ricordiamo che la Siria è stata per decenni l'unico Stato arabo a vocazione socialista laica del Medio Oriente, guidato dal partito Baath, dove convivevano insieme, con rispetto reciproco, musulmani, ebrei, cristiani, curdi, alauiti, armeni, cosa che ho constatato di persona nel 2010. Con l'esplosione dell'Islam politico nel 2011 è iniziata una guerra civile devastante, che ha abbattuto un equilibrio multiculturale e ha aperto la strada a radicalizzazione e frammentazione.

    PLENARY SITTING OF 2026-02-10 · READ THE VERBATIM REPORT

  13. L'Europa resta vulnerabile a causa della dipendenza tecnologica, frammentazione industriale e anche dei ritardi sull'intelligenza artificiale militare. Dobbiamo adattarci, la difesa anti drone deve diventare una proprietà strategica, dobbiamo passare dai prototipi alla produzione industriale. Rimane l'etica: il controllo umano deve restare centrale. Se l'Europa si autoimpone limiti rigidi, mentre altri avanzano senza scrupoli e senza vincoli, rischiamo di disarmarci da soli. Anche qui serve pragmatismo e non ideologia. 4-0021-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-01-22 · READ THE VERBATIM REPORT

  14. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i droni e i nuovi sistemi di guerra non sono tecnologie sperimentali, futuribili. Sono già al centro dei conflitti attuali in Ucraina, Medio Oriente, Mar Rosso. Il vantaggio strategico appartiene a chi controlla lo spazio aereo a bassa quota e integra droni, cyber e intelligenza artificiale, producendo rapidamente su larga scala. I conflitti recenti ci hanno dato una lezione chiara: i droni hanno ridotto i costi della guerra, aumentato la letalità, reso vulnerabili anche le grandi potenze, ma anche ridotto il numero delle perdite degli attaccanti. Un drone da poche migliaia di euro può distruggere un carro armato, colpire infrastrutture critiche, paralizzare un porto e una base militare. Quindi la deterrenza oggi passa da qui.

    PLENARY SITTING OF 2026-01-22 · READ THE VERBATIM REPORT

  15. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la nuova Europa è una necessità storica. Le guerre mondiali del Novecento l'hanno appannata e marginalizzata. Gli equilibri europei sono passati dalla nostra area all'Oceano Atlantico, all'Oceano Pacifico. L'Unione europea è debole: sono 450 milioni di persone rispetto a 1 miliardo e 450 milioni dell'India, 1 miliardo e 420 milioni della Cina, 1 miliardo e 550 milioni dell'Africa. L'Unione europea avrebbe un altro peso, un altro contesto, se fosse un'Europa di 450 milioni dell'Europa chiamiamola occidentale e 250 milioni di Russia e Stati limitrofi. Dobbiamo ripensarci, senza pensare agli attuali governi. Non dobbiamo tenere conto che c'è questo o quel leader, questo o quel governo, perché ho ascoltato tanti interventi molto ostili nei confronti di Trump.

    PLENARY SITTING OF 2026-01-21 · READ THE VERBATIM REPORT

  16. Un collega europarlamentare della scorsa legislatura, Vidal‑Quadras, è stato... c'è stato un tentativo di assassinio proprio da parte di queste organizzazioni paramilitari. I tentativi pacifici ci sono stati con l'Onda verde del 2009. Ecco, io vorrei concludere con questo: speriamo che ci sia la resa dei conti, qualche... (Il Presidente toglie la parola all'oratore) 2-0373-0000

    PLENARY SITTING OF 2026-01-20 · READ THE VERBATIM REPORT

  17. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ripeterò ovviamente quanto è stato detto, ci auguriamo solo che il regime iraniano abbia le ore contate, non sono in corso solo semplici proteste, ma una vera e propria rivoluzione del coraggio. Però, bisogna ricordare dove è nato questo regime nel '79: da una rivolta contro lo scià, accusato di essere troppo occidentalizzato, poi proseguita con l'eliminazione fisica di tutti i gruppi politici, che pure avevano partecipato a quella rivoluzione, sia i moderati che quelli più ideologici, come i Mujaheddin del popolo. In questi anni ci sono state 130 000 esecuzioni, in questi 47 anni: una media di 2 500 esecuzioni l'anno, negli anni buoni solo un migliaio, negli anni cattivi 4‑5 000. La società è completamente controllata da una milizia militare, i Pasdaran, e una milizia anche civile, i Basij.

    PLENARY SITTING OF 2026-01-20 · READ THE VERBATIM REPORT

  18. La Serbia, pur con negoziati avviati, affronta sfide interne difficili, mentre la Croazia ha dimostrato che un'integrazione riuscita è possibile, come stanno dimostrando anche il Montenegro e l'Albania. Va sostenuto un processo di integrazione dei Balcani fondato su responsabilità, riforme concrete e rispetto delle identità nazionali, non su automatismi. Stabilità, sicurezza e sviluppo economico devono venire prima di ogni scorciatoia politica. L'integrazione non è un'omologazione forzata. Occorre trasformare la pace in stabilità duratura, senza ambiguità o false illusioni. 4-0028-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-12-18 · READ THE VERBATIM REPORT

  19. Signor Presidente, onorevoli colleghi, trent'anni fa gli accordi di Dayton-Parigi misero fine a una guerra devastante nel cuore d'Europa, uno dei più importanti esempi di diplomazia realistica al servizio della pace e della stabilità nei Balcani occidentali. Però, è avvenuto solo parzialmente. Le vicende del Kosovo lo hanno ampiamente dimostrato. La Bosnia-Erzegovina continua a essere un paese istituzionalmente fragile, attraversato da divisioni profonde che vengono spesso alimentate da attori esterni ostili. Per questo è essenziale ribadire un principio chiaro: il rispetto degli accordi di Dayton è la base imprescindibile per la stabilità. Ogni tentativo di aggirarli rischia di riaprire ferite che l'Europa non può permettersi.

    PLENARY SITTING OF 2025-12-18 · READ THE VERBATIM REPORT

  20. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le linee guida della Commissione per il 2026 fissano obiettivi importanti, cioè ricostruire gli stock ittici, proteggere l'ambiente marino e assicurare il futuro delle comunità costiere. Sono obiettivi condivisibili, ma vanno perseguiti in altro modo, con realismo e rispetto delle diverse realtà territoriali. Nel Mediterraneo la pesca non è dominata da grandi flotte industriali, è fatta da pescatori artigianali che lavorano in modo stagionale e con risorse estremamente limitate; applicare regole pensate per altri mari significherebbe penalizzare chi del mare vive e custodisce, da generazioni, tradizioni e sapere che sono parte della nostra identità.

    PLENARY SITTING OF 2025-11-26 · READ THE VERBATIM REPORT

  21. Per questo il nuovo patto del Mediterraneo deve segnare una svolta con tre condizioni: sicurezza delle frontiere, con una strategia europea per fermare i trafficanti; accordi di re-immigrazione vincolanti, senza i quali nessun partenariato è credibile; cooperazione economica concreta, che generi lavoro nei paesi partner e rafforzi l'autonomia energetica europea. L'Italia indica nel piano Mattei, promosso dal governo Meloni e condiviso dall'Unione, una visione pragmatica: cooperazione europea basata su investimenti, vantaggi reciproci e sviluppo locale, superando il dualismo nord-sud e portando le vere priorità dei paesi mediterranei. 1-0200-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-11-24 · READ THE VERBATIM REPORT

  22. Signora Presidente, onorevoli colleghi, siamo a trent'anni dal processo di Barcellona, nato per portare stabilità nel Mediterraneo. Finalmente, solo ora, l'idea del patto del Mediterraneo sta prendendo forma attraverso politiche concrete. Fino ad oggi l'area ha presentato molte criticità: guerre in Medio Oriente, episodi di terrorismo, crisi economiche, ingerenze straniere e rotte migratorie fuori controllo. Il partenariato tra pari promesso dall'Unione finora non si è realizzato. L'Europa paga oggi queste mancanze: pressione migratoria costante su Italia e Grecia, traffici criminali, espansione della presenza di Russia, Cina e Turchia nel sud del Mediterraneo.

    PLENARY SITTING OF 2025-11-24 · READ THE VERBATIM REPORT

  23. E questo sarà possibile solo riducendo la burocrazia, semplificando le procedure e rendendo il mercato europeo competitivo, come sostenuto nel rapporto Draghi. E questo lo abbiamo capito tutti. Infine, sul tema del riarmo: bene la mobilità militare ma è cruciale investire in infrastrutture ad uso duale, completare ad esempio le reti ferroviarie europee, rafforzando non solo la difesa ma anche la logistica. 2-0355-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-10-21 · READ THE VERBATIM REPORT

  24. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il programma di lavoro 2026 ci parla di difesa, resilienza, grandi trasformazioni. Bene, ma mi chiedo: esiste un piano B per l'Ucraina nel caso in cui, auspicabilmente, tornasse la pace? Va bene il riarmo, indispensabile per ridare dignità e sicurezza agli europei: ma non possiamo continuare a pianificare solo lo scontro. Serve anche una strategia per la ricostruzione, la diplomazia, la pace. Altrimenti, rischiamo di trovarci impreparati nel momento in cui la dovremo guidare noi. In quest'Aula sento parlare solo di grandi progetti e transizioni. Tutto molto bello ma senza risorse concrete restano sogni. Se davvero vogliamo un'Europa capace di realizzare ciò che si promette, dobbiamo attrarre grandi capitali internazionali.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-21 · READ THE VERBATIM REPORT

  25. Le sanzioni, voglio sottolinearlo, non sono contro l'Iran, ma contro chi lo opprime. Sono un segnale politico e morale, contro un potere che imprigiona, tortura, uccide i dissidenti e le donne che chiedono libertà. La vera guerra, fin dall'inizio, è quella tra il regime e il popolo iraniano, soprattutto contro le donne. Come ricordò Maryam Rajavi, presidente del Consiglio nazionale Resistenza iraniana, la crisi iraniana non si risolve con la compiacenza né con la guerra. La via è il cambiamento. Siamo nelle scelte giuste. Sottolineo di appoggiare questa decisione doverosa dell'Unione europea. 3-0482-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  26. Signora Presidente, onorevoli colleghi, io mi proclamo amico del popolo iraniano ma, dopo dieci anni di sospensione, l'Unione europea ha finalmente deciso di reintrodurre le sanzioni contro il regime iraniano. È una decisione giusta, necessaria e moralmente doverosa. Le ambizioni e le attività nucleari di Teheran violano gli impegni internazionali e minacciano la sicurezza dell'intero Medio Oriente e dell'Europa stessa. Vogliamo parlare di Hezbollah, di Hamas, dell'attentato all'ex parlamentare europeo Vidal-Quadras nel 2023, già vicepresidente del Parlamento europeo dal 1999 al 2014? Con queste misure l'Unione europea dimostra di non accettare più l'inganno e l'arroganza di un regime che usa il dialogo solo per guadagnare tempo e reprimere il proprio popolo.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  27. Podczas gdy Stany Zjednoczone wspierają własny przemysł motoryzacyjny, a Chiny agresywnie zdobywają rynek, Unia Europejska sama niszczy swoją przewagę technologiczną i gospodarczą. Europa potrzebuje neutralności technologicznej, a nie ideologicznego zakazu. Obywatele powinni mieć prawo wyboru, a polityka klimatyczna powinna opierać się na rozsądku, innowacji i realnych możliwościach, a nie na dogmacie. Ten zakaz musi zostać cofnięty dla wolności obywateli, dla przemysłu i dla przyszłości europejskiej motoryzacji.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  28. Bo zachowuje się jak kierowca, który widząc przed sobą ścianę, nie hamuje, ale przyspiesza. 3-0262-7500 Piotr Müller (ECR), na piśmie – Komisja Europejska już dawno oderwała się od rzeczywistości. Zakaz sprzedaży samochodów spalinowych po 2035 r. to ideologiczna decyzja, która zagraża europejskiemu przemysłowi i uderza w miliony kierowców. To nie jest polityka klimatyczna – to gospodarcze samobójstwo. Zamiast wspierać innowacje i konkurencję, Komisja forsuje jeden kierunek – elektromobilność, bez zapewnienia infrastruktury, surowców i przystępnych cen. Samochody elektryczne wciąż pozostają zbyt drogie dla większości obywateli, a ich produkcja uzależnia Europę od Chin. W efekcie grozi nam utrata setek tysięcy miejsc pracy, upadłości producentów i dalszy spadek konkurencyjności europejskiej gospodarki.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  29. Dlaczego wszyscy mamy być zmuszani do porzucania nowoczesnych technologii, jakie są wykorzystywane w dzisiejszej motoryzacji, by wbrew logice i wbrew realiom w bardzo bliskiej przyszłości po prostu nie mieć wyboru? Pamiętajmy o bardzo ważnej gałęzi przemysłu, jakim jest motoryzacja. Szacuje się, że ten sektor zatrudnia bezpośrednio i pośrednio około 14 mln osób. Jest ważnym elementem w budżecie UE. Tak było przynajmniej do tej pory, gdyż w wyniku odrealnionych przepisów szaleństwa zielonego ładu eksport pojazdów z UE drastycznie spada, rośnie zaś import samochodów z Chin, które stają się hegemonem globalnej podaży ogniw litowo-jonowych, które są wymagane w procesie produkcji tych pojazdów. To najwyższy czas by KE zrewidowała swoje stanowisko w tych kwestiach.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  30. A rozprava k tomuto bodu sa týmto skončila. Písomné vyhlásenia (článok 178) 3-0262-5000 Joachim Stanisław Brudziński (ECR), na piśmie – Dotychczasowe działania KE dotyczące przyszłości motoryzacji europejskiej były mocno niepokojące. Jednak była nadzieja, że to szaleństwo zielonego ładu wyhamuje, nabierze realności. Nic z tego – Komisja wręcz przyspiesza terminy, śrubuje normy, nie zwracając uwagi na to, co się dzieje w Europie i w świecie w tym sektorze. Komisja chce zmusić nas do korzystania z samochodów elektrycznych, chce zakazać rejestracji i produkcji samochodów spalinowych do 2035 r. A gdzie jest nasza wolność w tym wszystkim?

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  31. We also know what it is that we are doing: we are providing a clear signal to manufacturers, to their suppliers and investors in clean technologies, and we want to build trust and give them long-term certainty. At the same time, we are also coming up with pragmatic solutions on how to make it work. I have given you the full list already at the very beginning. So, it is a combination of being ambitious, of being street-smart, and of making sure we articulate and stay close to our true north. That is what we are going to do. I already told you about the review that is going on in the next three months. I am very much looking forward to continuing this debate as we go along – again, in order to make sure we reach each and every one of our goals that we have articulated. 3-0262-0000 Predsedajúci . – A ďakujem, pán komisár.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  32. What is at least very clear to me, with all the differences that I've heard, is that we all see that we are up for very significant change in this hugely important sector. In my view, therefore, it is hugely important to continue to not just focus on where we stand today, but also look at the longer-term trend and make sure that our industry – and we as a society – can actually thrive and prosper in the future. That means, in my view, that we need to make sure we are at the nexus of climate, of competitiveness and of independence. That is true for the economy at large, but it is certainly also very much true for this hugely important sector. So, we know why we are doing it: again, for the economy, for climate and for independence.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  33. Noi chiediamo di puntare sull'innovazione, sulla libertà tecnologica, sulla ricerca e non nella burocrazia e nella dittatura delle regole ottuse. C'è bisogno di un cambio vero, profondo, di una rivoluzione culturale aggressiva che porta alla riscossa dell'Europa, che è in mano a funzionari che, da decenni, pensano di poterla cambiare con arroganza. Questo tempo è finito. 3-0260-0000 PREDSEDÁ: MARTIN HOJSÍK Podpredseda 3-0261-0000 Wopke Hoekstra, Member of the Commission. – Mr President, thanks to the honourable Members for this very insightful debate, which was also, at times, entertaining – I'm not sure whether that was always deliberate, but it certainly was. I did manage to scare away at least half of the audience, but I'll try to suck that up afterwards.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  34. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono arrivato in Europa con molto entusiasmo, pensando che qui si potesse discutere con onestà, portando la voce dei miei territori e facendo capire, anche ai più ideologizzati, che non si possono fare leggi con totale disconnessione dalla realtà. Presto mi sono accorto che in questo Parlamento la politica non conta niente, le decisioni non le prendiamo noi, ma la Commissione europea, politicizzata, ideologica, che non valuta gli impatti, che ignora i cittadini e le imprese, assolutamente autoreferente. Il settore dell'automotive è il simbolo di questo approccio fallimentare. Mette a rischio milioni di posti di lavoro e industrie, penalizza i consumatori, riduce l'Europa alla dipendenza da altri paesi.

    PLENARY SITTING OF 2025-10-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  35. Ammettiamolo: finché esisterà la Repubblica islamica dell'Iran – che arma, addestra e finanzia gruppi terroristici – non ci sarà vera pace. Serve una posizione univoca dell'Occidente, con Unione europea e Stati Uniti allineati. Necessario è anche un atto di autocoscienza: Israele deve darsi regole chiare di tutela verso le popolazioni civili. Ma la scelta è una sola: o l'Occidente ritrova compattezza e coraggio per imporre la sua visione forte o lascerà spazio all'odio e al terrorismo per altri decenni. 2-0331-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-07-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  36. Signora Presidente, onorevoli colleghi, noi dobbiamo essere chiari: l'Europa in Medio Oriente è di fatto inesistente, non ha alcuna capacità di interlocuzione, né come Unione europea né come singoli Stati. Certamente, i problemi in Medio Oriente hanno radici antichissime, storiche e culturali. L'Islam più radicale coltiva l'idea di cancellare la presenza ebraica e lo Stato di Israele è vissuto come una provocazione intollerabile. Attorno a questa ferita aperta si sono costruite ideologie di odio, reti di terrorismo e finanziamenti occulti. L'attacco del 7 ottobre ha rivelato la vulnerabilità di Israele e là si è fatta strada la convinzione che l'unica risposta sia annientare tutte le basi del terrorismo e chi le alimenta. È questa la logica dietro le operazioni contro Hamas, Hezbollah e gli Houthi.

    PLENARY SITTING OF 2025-07-08 · READ THE VERBATIM REPORT

  37. Dal 2014 il paese ha già beneficiato di oltre 200 milioni di euro di fondi europei, con ricadute dirette su turismo, trasporti marittimi, transizione energetica. Il turismo incide per circa il 25 % del PIL nazionale. È necessario proseguire con determinazione nelle riforme, ovviamente: giustizia, libertà dei media, protezione delle minoranze e lotta alla corruzione. Non dobbiamo avere paura. La sua adesione non solo rafforzerà il paese, ma farà da battistrada alla sicurezza, alla prosperità e alla coesione dell'intera regione balcanica. 2-0356-0000

    PLENARY SITTING OF 2025-06-17 · READ THE VERBATIM REPORT

  38. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Montenegro è nazione strategica per l'adesione all'Unione europea degli interi Balcani occidentali, che rappresentano il completamento del lato orientale dell'area europea. È il paese più avanzato nel suo cammino verso l'adesione, con 33 capitoli negoziali aperti e sei già chiusi e quindi dimostra un forte impegno a favore delle riforme. È uno Stato chiave della strategia EUSAIR per la macroregione adriatico-ionica, dove abito anch'io. I suoi porti, in particolare Bar, rappresentano uno snodo cruciale per l'integrazione economica e per la sicurezza energetica dell'intera area. Il traffico merci è previsto in crescita del 30 % entro il 2030.

    PLENARY SITTING OF 2025-06-17 · READ THE VERBATIM REPORT