Marco Squarta
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Europa deve smettere di dare l'impressione di essere forte solo nei documenti e debole nella realtà. Mentre Stati Uniti e Cina decidono, investono e proteggono i propri cittadini, noi continuiamo a perderci tra burocrazia, vincoli e lentezze.”
“Il governo Meloni sta dicendo una cosa semplice e concreta: prima vengono i cittadini europei, prima vengono le famiglie, prima viene il diritto di vivere e lavorare con dignità.”
“Madam President, we all agree that minors must be protected online, but we cannot use this as a reason to create a central system that tells everyone how young people should access the digital world. This problem is complex, a single European solution could become even more complicated and intrusive.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, in Medio Oriente si è aperta una speranza vera, non un sogno, una speranza costruita con coraggio, grazie alla leadership di Donald Trump e alla determinazione anche di Giorgia Meloni, unica donna italiana a quel tavolo storico, che ha scelto la via del realismo, non delle illusioni ideologiche.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il piano proposto dal presidente Trump è oggi l'unica luce nelle tenebre di un conflitto che, dal 7 ottobre, ha seminato dolore e distruzione.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, a Gaza non assistiamo più a un conflitto, ma al progressivo annientamento di una popolazione inerme: bambini uccisi, madri in lacrime, ospedali ridotti in macerie. Immagini che non possono essere giustificate in nome della difesa.”
The complete record
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“Il governo Meloni sta dicendo una cosa semplice e concreta: prima vengono i cittadini europei, prima vengono le famiglie, prima viene il diritto di vivere e lavorare con dignità. L'Europa deve avere il coraggio di tornare dalla parte della sua gente, perché, se i cittadini iniziano a sentirsi soli, abbandonati e ascoltati solo quando devono fare sacrifici, allora il problema non sono gli europei, il problema è questa Europa. (L'oratore rifiuta una domanda "cartellino blu" di Benedetta Scuderi) 2-0157-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Europa deve smettere di dare l'impressione di essere forte solo nei documenti e debole nella realtà. Mentre Stati Uniti e Cina decidono, investono e proteggono i propri cittadini, noi continuiamo a perderci tra burocrazia, vincoli e lentezze. E intanto le famiglie europee fanno i conti con bollette sempre più pesanti, imprese in difficoltà e stipendi che valgono sempre di meno. Noi siamo favorevoli a una difesa europea più forte, perché il mondo di oggi è instabile e la sicurezza conta, ma non possiamo accettare che l'Europa trovi soldi e flessibilità solo per le armi, mentre per aiutare famiglie e imprese sull'energia risponde sempre di no. Perché, senza energia accessibile, non c'è lavoro, non c'è industria e non c'è futuro.”
“Madam President, we all agree that minors must be protected online, but we cannot use this as a reason to create a central system that tells everyone how young people should access the digital world. This problem is complex, a single European solution could become even more complicated and intrusive. A fixed digital age or strict automatic tools cannot replace the role of parents, teachers and adults. Limiting access might help, but it is not enough. Real protection comes from guidance, education, and strong support for families. If you want a safer digital online space, we must start from people, not from one uniform system. We need balance, not more distance between rules and everyday life. Protecting minors is not about technology alone, it is about responsibility and trust. 2-0436-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, in Medio Oriente si è aperta una speranza vera, non un sogno, una speranza costruita con coraggio, grazie alla leadership di Donald Trump e alla determinazione anche di Giorgia Meloni, unica donna italiana a quel tavolo storico, che ha scelto la via del realismo, non delle illusioni ideologiche. Ha vinto la linea del coraggio, quella che mette la sicurezza e la pace prima della propaganda. Adesso, però, è il momento dell'Europa. Non possiamo limitarci ad applaudire da lontano. Dobbiamo esserci, agire, contare, essere protagonisti di questa nuova stagione di pace, presenti sul territorio in un quadro NATO, per garantire la sicurezza, sostenere gli aiuti umanitari e guidare la ricostruzione. Solo così l'Europa tornerà ad essere ciò che deve: una forza di pace, di libertà e di speranza nel mondo.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il piano proposto dal presidente Trump è oggi l'unica luce nelle tenebre di un conflitto che, dal 7 ottobre, ha seminato dolore e distruzione. È un piano concreto che l'Italia, e con la forza di Giorgia Meloni, sostiene perché rappresenta l'unica via per una pace duratura e per porre fine a questa guerra assurda. Noi non possiamo ignorare che la tragedia è iniziata con la violenza di Hamas, ma non possiamo chiudere gli occhi davanti a risposte di Israele che si sono dimostrate sproporzionate e inaccettabili.”
“Solo un'Europa forte potrà contribuire a una pace duratura, con due popoli che vivono in due Stati, liberi e sicuri nella dignità e nella umanità. 2-0112-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, a Gaza non assistiamo più a un conflitto, ma al progressivo annientamento di una popolazione inerme: bambini uccisi, madri in lacrime, ospedali ridotti in macerie. Immagini che non possono essere giustificate in nome della difesa. Hamas resta un'organizzazione terroristica, il 7 ottobre ha lasciato una ferita incancellabile. Gli ostaggi vanno liberati subito, ma non possiamo accettare che la risposta diventi punizione collettiva. L'Italia con "food for Gaza" ha dimostrato che la solidarietà può tradursi in gesti concreti: tonnellate di aiuti inviati, bambini accolti e curati. È un esempio che l'Europa deve raccogliere senza indugi. Ora serve una sola voce, autorevole e decisa, che chieda il cessate il fuoco, la protezione dei civili e la liberazione di tutti gli ostaggi.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Europa di oggi è vecchia, lenta e ingabbiata, vive in un mondo che non esiste più. Mentre Stati Uniti e Cina corrono, noi restiamo fermi, bloccati da regole e burocrazia che soffocano tutto. Così perdiamo competitività, così perdiamo lavoro, così perdiamo futuro: le imprese non riescono più a investire, i giovani scappano, le famiglie non ce la fanno più. Serve un'Europa diversa: meno carte, meno divieti, più coraggio e più investimenti veri. Un'Europa che dia ossigeno a chi produce, a chi lavora, a chi tiene in piedi la nostra società. Io non accetto quest'Europa debole e distante, voglio un'Europa protagonista, concreta, capace di difendere la sua gente, perché, se non cambia adesso, l'Europa non guiderà il futuro, resterà schiacciata e irrilevante.”
“Solo così ogni madre, israeliana o palestinese, potrà smettere di temere che il futuro del proprio figlio sia una tomba. 2-0360-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il 7 ottobre ha segnato una ferita profonda: Israele è stata colpita da un attacco sanguinoso, vigliacco. Hamas è un'organizzazione terroristica che va smantellata, così come ogni forza che sogna di cancellare Israele dalla carta geografica. Ma non possiamo ignorare altre immagini: bambini palestinesi senza vita, madri tra le macerie, ragazzi mutilati, affamati, corpi accatastati e cibo distribuito come se la dignità fosse un lusso. Non si può restare indifferenti di fronte a tutto questo. L'Europa ha il dovere morale di alzare la voce, agire e mediare. Chiedo a Israele: sospenda subito i bombardamenti. Chiedo ad Hamas: liberi subito gli ostaggi. Fermiamo questa spirale che uccide innocenti. Solo due popoli con due Stati potranno guardarsi non più con paura, ma con rispetto.”
“Anche sul piano internazionale manca una visione strategica, non si fa riferimento ad alcuna azione coordinata con le politiche nazionali, come il piano Mattei promosso dal governo italiano. Serve una BEI seria, autonoma e che investa bene, non una banca ideologica, ma una banca utile all'Europa reale. 1-0088-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa relazione tenta di riconvertire la Banca europea per gli investimenti in uno strumento di spesa politica, allontanandola dalla sua missione originaria: finanziare progetti solidi, produttivi e con logica di mercato. Nel 2024 risulta che la BEI abbia destinato oltre il 50 % dei propri investimenti – 50,7 miliardi di euro – a progetti climatici: il sintomo evidente di un approccio ideologico, figlio del Green Deal, che rischia di rendere la BEI più uno strumento propagandistico che uno strumento strategico. I risultati? Spesso deludenti: progetti green inefficienti, fondi concessi all'agricoltura industriale poco sostenibile, iniziative bloccate o rinviate, come nel caso delle infrastrutture energetiche in Africa.”
“L'Unione europea deve intervenire su tre fronti: salari adeguati alla competenza e alla responsabilità, condizioni di lavoro competitive, incentivi per chi sceglie di restare o tornare. Se siamo in grado di mobilitare miliardi per il riarmo, dobbiamo essere altrettanto determinati nell'investire nelle persone, perché senza talento e competenze non ci sarà alcuna sovranità europea. 3-0271-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Europa non può permettersi di formare talenti che poi sceglieranno di costruire il loro futuro altrove. Se vogliamo davvero un'unione delle competenze, dobbiamo creare le condizioni perché studio, formazione, lavoro siano strumenti di crescita reale per le persone e per le nostre economie. Oggi, il problema non è solo la formazione, ma il valore che diamo alle competenze. Un ingegnere, un medico, un ricercatore, un tecnico qualificato in Europa spesso guadagnano meno, hanno meno prospettive di carriera e vivono in un sistema fiscale più penalizzante rispetto ai loro colleghi in altre parti del mondo. E allora la domanda è semplice: perché dovrebbero restare?”
“È essenziale presentarsi come un faro di equilibrio tra innovazione e libertà, guidando la trasformazione digitale senza cedere a derive centralizzatrici. Solo così potremo costruire un futuro digitale che tuteli i nostri valori fondamentali e affermi allo stesso tempo la leadership globale dell'Europa. 2-0143-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il Digital Services Act poteva essere un passo cruciale per equilibrare il mercato digitale, tutelare i cittadini e garantire opportunità alle piccole e medie imprese in un contesto dominato dalle Big Tech. Tuttavia, le recenti interpretazioni delle sue disposizioni dimostrano come il confine tra regolamentazione e imposizioni di narrazioni univoche possa diventare sempre più labile. Mi chiedo dunque: garantire un ambiente online equo e sicuro significa necessariamente favorire dinamiche di controllo eccessivo, troppo simili alla censura? La libertà di espressione è un principio non negoziabile e combatteremo contro ogni tentativo di trasformare la regolamentazione digitale in uno strumento per imporre un pensiero unico o soffocare opinioni scomode.”