Antonella Sberna
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Oggi, penso che dobbiamo pensare a creare le condizioni per aumentare competitività e valore aggiunto europeo e il testo che votiamo oggi rischia di essere fonte di idee che invece andrebbero a deteriorare competenze che è pericoloso centralizzare e togliere ai comparti nazionali.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, nei nostri territori ci sono migliaia di piccole imprese che ogni giorno perdono tempo e risorse dietro alla burocrazia, invece di dedicarli a crescere, assumere e innovare. Il 28º regime deve essere forgiato come uno strumento rivolto a semplificare la vita a chi investe, produce e crea lavoro.”
“Infine, il testo riconosce che, senza più innovazione, meno burocrazia e più offerta abitativa, non riusciremo ad affrontare per davvero questa crisi ed è proprio questa la direzione che oggi vediamo emergere anche da alcune politiche nazionali.”
“(L'oratrice accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 2-0051-0000 Gordan Bosanac (Verts/ALE), blue-card question. – Dear colleague, you have mentioned how it's really important also to solve the crisis on the local level in the cities. And you come from Italy, with beautiful Milan and Rome, etc.”
“Quindi io credo che vada contemperato tutto: vada contemperata una nuova edilizia, vada contemperato il recupero dell'edilizia pubblica e privata e vadano messi nel lavoro tutti questi strumenti, facendo riferimento alle diverse città nelle quali questo avviene – nelle città italiane ma anche nelle città europee.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la relazione che voteremo oggi sulla crisi degli alloggi segna un passaggio importante nel dibattito europeo sulla casa.”
The complete record
Every one of 34 lines we hold for Antonella Sberna, in date order, each linked to its source. Free to read, in full, without an account.
“Oggi, penso che dobbiamo pensare a creare le condizioni per aumentare competitività e valore aggiunto europeo e il testo che votiamo oggi rischia di essere fonte di idee che invece andrebbero a deteriorare competenze che è pericoloso centralizzare e togliere ai comparti nazionali. Armonizzazione delle basi imponibili, superamento dell'unanimità in materia fiscale, diritto del lavoro e codeterminazione sono tutti elementi che rischiano di far deragliare un progetto nobile e potenzialmente molto utile. Quindi, vi invito a concentrarci su quello che le imprese chiedono, ad esempio una partita IVA europea, un registro digitale unico e, nel complesso, procedure snelle e operative. Non creiamo ostacoli a questo percorso ancor prima del suo decollo. 4-0163-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, nei nostri territori ci sono migliaia di piccole imprese che ogni giorno perdono tempo e risorse dietro alla burocrazia, invece di dedicarli a crescere, assumere e innovare. Il 28º regime deve essere forgiato come uno strumento rivolto a semplificare la vita a chi investe, produce e crea lavoro. E questo è l'obiettivo primario che tutti condividiamo. Ma, affinché sia efficace, lo strumento deve rimanere volontario, non deve creare complessità che diventerebbero altrimenti ingestibili per gli Stati membri e quindi frenerebbero gli intenti che tutti, comunemente, abbiamo.”
“Quindi io credo che vada contemperato tutto: vada contemperata una nuova edilizia, vada contemperato il recupero dell'edilizia pubblica e privata e vadano messi nel lavoro tutti questi strumenti, facendo riferimento alle diverse città nelle quali questo avviene – nelle città italiane ma anche nelle città europee. Non dobbiamo infatti dimenticare le specificità delle aree interne, che presentano delle necessità, e quelle delle città magari più congestionate, che ne presentano delle altre. Io credo che vadano contemperate tutte le esigenze e non vada fatta di tutta un'erba un fascio – come si direbbe in Italia – ma vadano veramente create delle politiche utili a tutti i cittadini. 2-0053-0000”
“(L'oratrice accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 2-0051-0000 Gordan Bosanac (Verts/ALE), blue-card question. – Dear colleague, you have mentioned how it's really important also to solve the crisis on the local level in the cities. And you come from Italy, with beautiful Milan and Rome, etc. But where to build more in Milan? Where to build more in Rome? Can you explain it to us? Is there still some space to give it and to build the new stock? Can you explain a little bit about that? 2-0052-0000 Antonella Sberna (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu". – Io ritengo che sia un un lavoro da fare tutto insieme: non solo costruire ma anche riqualificare. Io ho appena citato il piano casa del Governo italiano, che sta per vedere la luce, proprio nel senso della riqualificazione.”
“Infine, il testo riconosce che, senza più innovazione, meno burocrazia e più offerta abitativa, non riusciremo ad affrontare per davvero questa crisi ed è proprio questa la direzione che oggi vediamo emergere anche da alcune politiche nazionali. Ad esempio, in Italia il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando su un piano casa che punta a recuperare il patrimonio edilizio esistente e a riportare sul mercato migliaia di alloggi oggi inutilizzati, aumentando concretamente l'offerta abitativa. Ecco, difendere il diritto alla casa significa anche difendere la proprietà, la libertà e la sicurezza delle famiglie europee. Commissario, mi auguro che tutto il nostro lavoro non resti una lettera morta, ma veramente venga preso in considerazione anche in una revisione sul piano europeo degli alloggi a prezzi accessibili.”
“Penso innanzitutto alla tutela del diritto di proprietà e alla condanna delle occupazioni illegali, perché difendere la proprietà significa difendere la fiducia dei cittadini e garantire sicurezza nei nostri quartieri. Abbiamo anche ribadito il ruolo centrale degli Stati membri e delle autorità locali, nel rispetto chiaramente del principio di sussidiarietà. Abbiamo voluto richiamare l'attenzione su realtà spesso dimenticate nel dibattito europeo sulla questione abitativa, come le città di medie dimensioni, e sulle necessità di sostenere studenti e giovani famiglie, che sempre più spesso incontrano difficoltà nell'accesso alla casa.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la relazione che voteremo oggi sulla crisi degli alloggi segna un passaggio importante nel dibattito europeo sulla casa. Per molti anni il tema dell'abitare è stato affrontato soprattutto nella sua dimensione sociale, concentrando il confronto su strumenti di sostegno pubblico e misure di protezione per chi si trova in difficoltà. Questa relazione mantiene giustamente quella attenzione ma introduce anche una prospettiva più ampia e più concreta. Per questo considero importante anche, che nel testo finale siano stati inseriti alcuni principi molto chiari, anche grazie al lavoro di emendamenti che abbiamo condiviso durante il lavoro sulla relazione.”
“Perché sostenere la famiglia rende l'intera società più giusta e sostenibile e perché il divario esistente nasce dagli squilibri demografici che dobbiamo invertire con assoluta urgenza. 1-0154-0000”
“Al contrario, dobbiamo incentivare la flessibilità necessaria affinché aziende e politiche pubbliche permettano alle famiglie di superare i paradossi strutturali esistenti e conciliare le diverse dimensioni della vita: servono più servizi per l'infanzia, maggiore elasticità nelle opportunità e favorire un maggiore accesso alle donne e alla previdenza complementare. Ma serve anche che gli uomini siano messi nelle condizioni culturali e retributive per condividere più pienamente le responsabilità familiari. Per questo ho proposto la creazione di un Patto europeo per la famiglia e la demografia, con l'obiettivo di rendere più coerenti le politiche europee che incidono su lavoro, servizi e sostenibilità demografica.”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, è evidente che si deve fare di più per cambiare numeri e statistiche che al giorno d'oggi fanno rabbia e aumentano la frustrazione. Ma il divario pensionistico tra uomini e donne nasce ben prima del momento in cui ci si ritira dal mondo del lavoro. I dati sono reali ma sono soprattutto il risultato di percorsi di vita diversi, spesso legati alle responsabilità familiari. Ma noi chiaramente, la risposta che incoraggiamo non può consistere nel penalizzare la maternità o scoraggiare la famiglia.”
“Dobbiamo trovare metodi per rendere riconoscibili le manipolazioni. L'obiettivo non è censurare, ma coordinare prevenzione, educazione digitale e cooperazione tra Stati, ma anche rafforzare il ruolo delle famiglie, con lo sviluppo di strumenti di parental control più efficaci, e pretendere che le piattaforme si assumano la responsabilità del loro impatto sui minori. Alcuni Stati membri, come l'Italia, hanno già normative avanzate e politiche preventive. Ispiriamoci, ma agiamo in fretta perché i racconti di ragazzi isolati, umiliati, spinti al silenzio o peggio, fanno sempre più male e questo action plan va nella giusta direzione. 2-0401-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Commissari, "le leggi per contrastare il bullismo e il cyberbullismo ci sono, ma è necessario un percorso attuativo che richieda sforzi e coordinamenti". A pronunciare queste parole è Ernesto Caffo, presidente della Fondazione SOS Telefono Azzurro, in occasione della Giornata italiana contro il cyberbullismo, che si è svolta qualche giorno fa. Il fenomeno corre veloce e sfrutta le asimmetrie tra gli Stati membri, ma è qualcosa su cui il 90 % degli europei ritiene urgente intervenire. Il cyberbullismo va oltre immagini false, video manipolati, identità rubate. I deep fake rappresentano uno degli sviluppi più preoccupanti della violenza online. Dobbiamo agire per la protezione degli utenti più giovani, senza che l'innovazione diventi un'arma contro la dignità delle persone.”
“È il primo intervento organico di questo tipo in Europa e rappresenta un modello che dialoga in modo coerente con l'attuale normativa europea. La lotta contro i deepfake illegali e offensivi è una battaglia di civiltà digitale per un uso etico e responsabile della tecnologia. Quindi abbiamo tutti il dovere di dare risposte equilibrate, con norme intelligenti e mirate, che creino un perimetro solido nel quale poter liberare ingegno e innovazione, mettendo al centro le persone, però, e non gli algoritmi. L'esperienza italiana dimostra che è possibile farlo. 2-0030-0000”
“Signora Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, oggi il digitale corre più veloce della nostra capacità di distinguere il vero dal falso e, secondo le stime più recenti, i contenuti deepfake crescono in modo esponenziale. Il dato più preoccupante è che molti dei deepfake hanno contenuti a sfondo sessuale usati per umiliare, ricattare, colpire la reputazione in particolare di donne e minori. Oggi disponiamo di strumenti normativi forti che devono essere applicati pienamente e con determinazione, ma questo non basta di fronte alle dinamiche digitali in evoluzione. L'Italia ha introdotto nel codice penale la diffusione illecita dei deepfake, riconoscendola come nuova forma di violenza digitale.”
“Un insieme di regole comuni che rafforzi il mercato interno e rimetta al centro chi crea valore. E siccome è da più di quindici anni che a Bruxelles si parla e ne stiamo parlando, facciamo in modo che questa sia la volta giusta e che si possa discutere dei dettagli, perché non vogliamo che questo si riduca a un ennesimo labirinto di regole. E su questo, è il momento, e noi ci siamo. 1-0066-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, c'è una storia che si ripete spesso in Europa: qualcuno con un'idea forte, un computer acceso fino a tardi, la voglia di provarci davvero. E all'inizio tutto sembra possibile. Poi arrivano le prime domande: dove apro l'azienda? Che regole devo seguire? E se domani voglio uscire dai confini nazionali? Di fronte a questi dubbi molti si fermano, non perché manchi il talento o perché le regole siano giuste, ma perché le regole sono troppe, a volte, troppo diverse e troppo confuse. L'idea del 28º regime nasce proprio da questa storia. Nasce per dire a chi vuole fare impresa che l'Europa non deve essere un ostacolo. Un quadro giuridico europeo semplice, facoltativo, armonizzato, che deve significare meno burocrazia e più tempo e risorse per innovare, assumere e competere.”
“Se le case non sono accessibili la vita indipendente non esiste; finché nei territori mancano i servizi, nessuna carta europea potrà colmare quel vuoto; finché la burocrazia rimane un labirinto, l'autonomia rimane una promessa. E allora il punto politico è semplice: non servono porte simboliche, servono porte che funzionano, ovunque nell'Unione europea – case accessibili, servizi concreti, regole snelle e investimenti misurabili. Questa è la responsabilità di un'Europa che vuole essere credibile. Non chiediamo alle persone di adattarsi alle barriere, chiediamo alle istituzioni di eliminarle. 3-0372-0000”
“Signora Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, immaginate una scena molto semplice: domani mattina provate ad aprire la porta di casa e scoprire che non si apre. Non è perché è chiusa, ma perché non è stata costruita per voi. Questa è la condizione quotidiana di milioni di europei con disabilità. E non parlo soltanto di una porta fisica, parlo dell'accesso alla scuola, al lavoro, ai trasporti, all'abitare, alla vita indipendente, alla deistituzionalizzazione. Porte progettate per altri, non per chi ne ha necessità. La strategia post-2024 che cosa deve poter fare? Deve poter cambiare proprio questo, l'architettura delle possibilità.”
“Non solo un anniversario con un evento sportivo, ma una comunità che sceglie lo sport come linguaggio comune. Manifestazione che si è aperta srotolando una bandiera europea di 600 metri quadrati. Perché l'Europa è anche questo: 167 società sportive coinvolte, oltre 1 000 atleti per la parte competitiva di dieci nazionalità, 40 province, 15 regioni e 194 città diverse in Italia. Un evento che è diventato un simbolo di comunità e di Europa. Se vogliamo davvero difendere il modello europeo di sport, dobbiamo partire da lì, dalle strade, dai campi di provincia, dalle nostre città, dalle piccole società sportive, perché ogni persona che indossa una maglia non sogna solo di vincere, ma di sentirsi parte di qualcosa di più grande. 1-0073-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, cosa rende davvero europeo il nostro modo di intendere lo sport? Non soltanto la competizione o un risultato, ma l'accessibilità, l'inclusione, la partecipazione. Lo sport è salute pubblica, è educazione civica, è coesione territoriale. Ecco perché le politiche europee devono continuare a investire nelle infrastrutture sportive locali, nel volontariato e nella partecipazione dei giovani e delle donne. Vi porto oggi un esempio concreto di come questi valori possono trasformarsi in realtà. In occasione del 10° anniversario della Settimana europea dello sport, a Viterbo il Parlamento europeo e la Commissione in Italia hanno promosso la "Half Marathon Città dei Papi", una mezza maratona competitiva e gratuita.”
“Per questo desidero ringraziare l'onorevole Nesci per l'eccellente lavoro svolto, con un approccio partecipato e un'attenzione reale ai bisogni delle comunità e alla dignità, come ha detto prima, delle aree rurali e di chi le popola. Se vogliamo costruire politiche europee efficaci, dobbiamo partire dal dialogo sincero con le aree interne, con i piccoli centri, con quelle zone spesso lasciate ai margini, ma che costruiscono l'anima dell'Europa. E l'attenzione che la Commissione sta dedicando a questo tema è massima e l'apprezziamo molto. È lì, nei borghi, nelle campagne, nei cuori e nei luoghi meno centrali che l'Europa può ritrovare se stessa e il senso della sua missione originaria. 1-0179-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, coesione, infrastrutture, giovani, semplificazione, diritto a restare: sono queste alcune delle parole che attraversano il cuore di questa relazione e ne sintetizzano lo spirito. Parole che non sono slogan, ma richieste reali che arrivano con forza da chi vive e amministra le realtà locali. Territori che parlano con la voce degli amministratori, delle famiglie, degli imprenditori e dei giovani che vogliono costruirsi un futuro senza essere costretti ad abbandonare le proprie radici. Aree che chiedono un'Europa più vicina, più concreta, più giusta. Questa relazione ha il merito di portare al Parlamento europeo quelle istanze che abbiamo raccolto in mesi di ascolto e confronto diretto.”
“Alcuni passi avanti sono stati fatti su infrastrutture intelligenti e sostenibili: non solo energia e trasporti ma anche acqua e strumenti digitali. Infine, un principio che sembra semplice ma non lo è: semplificare. Abbattere la burocrazia, dare risposte chiare e accessibili a chi vuole investire sul proprio territorio e rendere competitivo il nostro sistema produttivo. Questa è la cornice dove immaginiamo di poter lavorare insieme, di collaborare a un bilancio reale per un'Europa più forte, più vicina e più concreta. 2-0242-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, noi vogliamo un bilancio europeo che guardi al futuro ma con i piedi ben piantati nei bisogni reali delle persone, senza ambiguità e con più certezze. Alcuni segnali con gli emendamenti nelle commissioni li abbiamo lanciati e sono stati accolti. Il primo, la famiglia, non è una voce a margine ma un pilastro della crescita europea, così come la lotta allo spopolamento, soprattutto nelle aree rurali. Se vogliamo affrontare il calo demografico, servono politiche coraggiose, strutturali, che mettano al centro chi ogni giorno costruisce comunità: madri, padri e figli. E ancora gli enti locali: non possiamo parlare di coesione se lasciamo fuori chi conosce davvero il territorio. Comuni e regioni devono essere parte attiva dall'inizio alla fine del procedimento.”
“Allora, chiaramente, non solo in Italia ma anche in Europa ce ne sono diversi, ho sentito anche gli altri colleghi. La domanda è: vista la strategicità, lo sviluppo e anche la portata di competitività che portano queste infrastrutture strategiche per tutta Europa, se all'interno della programmazione sono previsti fondi specifici, anche in virtù dei Commissari che lo scorso luglio credo siano stati nominati proprio per lo studio e il completamento di questi corridoi? 3-0388-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, tutti concordiamo nella strategicità e nell'importanza delle infrastrutture dei corridoi TEN-T, quindi l'interconnessione tra porti, ferrovie, interporti, connessioni stradali e così via. La mia domanda è se, all'interno di tutta la programmazione che state portando avanti, sono previsti fondi e stanziamenti per i completamenti dei cosiddetti "ultimo miglio", cioè i completamenti anche di pochi chilometri o di piccole infrastrutture che incrociano i corridoi TEN-T con, ad esempio, i corridoi core – faccio l'esempio della Adriatico-Tirrenica, la Orte-Civitavecchia cosiddetta, che è un'infrastruttura che manca di otto chilometri ma che interconnette in realtà il corridoio scandinavo-mediterraneo con i due mari.”
“Competitività, casa, acqua, energia, decarbonizzazione, semplificazione: una programmazione che non si aggrappa al passato, ma sceglie di affrontare le sfide con coraggio; che ha la lucidità di rendersi flessibile quando il contesto lo richiede; che agisce nel presente per gettare solide basi per il futuro. Così si inizia veramente a costruire l'Europa che vogliamo e che tanti hanno chiesto. Il Parlamento c'è, e lavorerà seriamente affinché si faccia presto e bene. 2-0391-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, oggi è una giornata importante per i nostri territori, per le nostre imprese e per i nostri cittadini. Un approccio innovativo ai fondi di coesione, dalla flessibilità alla semplificazione, fino a un'azione a misura di territorio. Oggi restituiamo alle regioni europee e ai cittadini il principale strumento per la crescita: una politica di coesione che non resta immobile davanti alle crisi, ma risponde in modo rapido e concreto alle richieste che arrivano dalle regioni, dalle città e anche dalle comunità locali.”
“La burocrazia è come un dazio invisibile: non si paga alla dogana ma ogni giorno pesa sulle imprese, rallenta gli investimenti e blocca la crescita. Il primo Omnibus ritengo che abbia aperto una strada. Ma non bastano le intenzioni: è il momento di trasformare le parole in azioni concrete. 1-0096-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, sapete qual è la prima richiesta di chi vuole aprire un'attività in Europa? Regole chiare, tempi certi, meno ostacoli, in altre parole meno burocrazia. I numeri parlano da soli: 80 miliardi di euro l'anno spesi solo dalle piccole e medie imprese italiane per adempiere a procedure amministrative. Se consideriamo anche l'impatto sulle famiglie e sulle aziende, la cifra supera i 225 miliardi di euro: l'Europa non può permetterselo; l'Italia non può permetterselo. Il primo pacchetto Omnibus rappresenta un riconoscimento tardivo ma necessario. Perché accorgerci solo oggi che bastava alzare la soglia da 250 a 1000 dipendenti per escludere l'80% delle imprese dall'applicazione della direttiva CSRD sulla rendicontazione di sostenibilità ambientale?”
“E comunque non c'è crescita senza persone: se l'Europa non affronta il declino demografico, chi lavora nelle fabbriche? Chi guida l'innovazione? Chi tiene in piedi il nostro modello economico e il nostro stile di vita? L'Europa deve diventare il luogo dove l'innovazione prospera, un ecosistema dinamico che abbatta le barriere, semplifichi i processi e attragga gli investimenti. Serve che la burocrazia e la politica lavorino insieme, non che l'uno boicotti l'altro. Dobbiamo lavorare insieme sui provvedimenti che attueranno questo piano e renderlo operativo. Aspettiamo il lavoro legislativo, a partire dalla flotta di omnibus che la Commissione ha promesso, per costruire un'Europa che non solo superi le sfide globali, ma che arrivi a guidarne il cambiamento. 3-0281-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Vicepresidente, ecco la bussola per la competitività, che in questi mesi abbiamo chiesto con forza e che contiene per ora utili premesse per guidare un rinnovato futuro di crescita e innovazione. La riduzione della burocrazia è il segnale che io vedo come il più denso di significato. La semplificazione è cruciale per consentire alle imprese di concentrarsi su ciò che conta davvero: innovare, crescere e competere a livello globale. In parallelo, la bussola pone un forte accento sull'innovazione come motore fondamentale per la competitività. Dobbiamo investire in ricerca e sviluppo, creare un ambiente favorevole per le start-up e le imprese tecnologiche. Solo così possiamo mantenere la nostra leadership nei settori strategici e fronteggiare la concorrenza internazionale.”
“La tecnologia, a questo punto, può essere un alleato prezioso nella ricerca delle persone scomparse. L'uso del telerilevamento satellitare e della tecnologia LiDAR può aiutare a individuare fosse comuni e raccogliere prove fondamentali per identificare le vittime e restituire loro la dignità. L'Unione europea deve investire in queste tecnologie, ma oltre alla tecnologia serve la volontà politica. L'Unione europea deve farsi promotrice di meccanismi vincolanti per la ricerca delle persone scomparse, affinché nessun paese possa ostacolare la verità. Cari colleghi, il diritto alla verità non ha scadenza. Le famiglie di chi è scomparso continuano a cercare, senza scelta e senza tempo. È nostro dovere stare al loro fianco, trasformando i valori dell'Europa in azioni concrete. 1-0168-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi, 10 febbraio, in Italia celebriamo il Giorno del ricordo, una giornata dedicata alla memoria delle vittime italiane delle foibe e delle centinaia di migliaia di persone costrette all'esodo dalle terre giuliano-dalmate, una ferita ancora aperta, perché molti di loro restano senza nome e molte famiglie senza una verità. Ma il dolore dei dispersi non è solo un ricordo del passato. Ancora oggi, in troppi conflitti, migliaia di persone scompaiono senza lasciare traccia. A Cipro, a cinquant'anni dall'invasione turca, oltre 2 000 persone risultano ancora disperse. Nei Balcani, durante le guerre degli anni '90, sono molti i casi irrisolti, così come in Ucraina migliaia di bambini sono stati deportati, separati dalle loro famiglie, vittime di un'ingiustizia che segnerà intere generazioni.”