Roberto Vannacci
Member of the European Parliament · ESN · IT
“Isn't it better to invest in our own energy that we can produce here in Europe, rather than sending that money – all that money – abroad? 3-0274-0000 Roberto Vannacci (ESN), risposta a una domanda "cartellino blu". – Collega, domanda molto interessante.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, l'elettricità pulita, ma l'unica cosa che dobbiamo pulire è il nostro cervello, dai tarli e dai dogmi dell'ambientalismo ideologico.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la signora von der Leyen se ne è andata. Avete visto? Stava male, aveva una brutta cera. Era preoccupata! D'altra parte, altro non sa fare. Putin riceve il ministro degli Esteri iraniano e il vicepresidente Vance va a Islamabad. La signora von der Leyen, invece, sta a guardare.”
“Ma è applicata all'oggetto sbagliato: se l'avesse applicata a se stessa, signora von der Leyen, e alla Commissione che guida, avrebbe evitato a noi popoli europei un sacco di danni e un sacco di guai. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 3-0047-0000 Dario Nardella (S&D), domanda "cartellino blu".”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'estrema destra, il pericolo fascista, il passo dell'oca e il cordone sanitario. E invece chi, nelle strade d'Europa, spacca, brucia, incendia e assalta la polizia con il martello è la violenza di sinistra. A parole si dicono i difensori della libertà, della democrazia, dei diritti.”
“Servirebbe, invece, un'altra direttiva, quella per proteggere le case editrici che vengono ostracizzate dal partecipare alle fiere dei libri perché accusate di diffondere idee di destra, oppure per difendere le persone, come quel colonnello in congedo ed analista militare, Jacques Baud, che ieri è stato sanzionato, senza un processo e sen…”
The complete record
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“Investiamo in energia nucleare e sfruttiamo e continuiamo a sfruttare quelle fonti di energia che sono convenienti, per quanto provengano dall'estero, diversificando il nostro portafoglio energetico e non passando da una dipendenza all'altra. 3-0275-0000”
“Isn't it better to invest in our own energy that we can produce here in Europe, rather than sending that money – all that money – abroad? 3-0274-0000 Roberto Vannacci (ESN), risposta a una domanda "cartellino blu". – Collega, domanda molto interessante. Peccato che questa indipendenza energetica, che lei evoca, non c'è con le energie rinnovabili, perché se è vero che sono rinnovabili il vento e il sole, non sono rinnovabili le terre rare che servono per trasformare l'energia del vento e del sole in energia elettrica. E queste terre rare e materiali e metalli che ci servono, lo sa da chi li importiamo? Dalla Cina. Quindi, preferisce spostare la dipendenza in un altro settore? Allora investiamo, per esempio, in biomasse, che sono il vero combustibile autarchico.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, l'elettricità pulita, ma l'unica cosa che dobbiamo pulire è il nostro cervello, dai tarli e dai dogmi dell'ambientalismo ideologico. Negli ultimi venti anni, in Italia, spendendo la bellezza di 70 miliardi di euro, abbiamo installato impianti eolici e fotovoltaici per una potenza di 60 gigawatt, il che ci consente di produrre – look at me, Commissioner – solo il 4 % del fabbisogno energetico globale nazionale, solo il 4 %. Questi impianti sono chiaramente incentivati robustamente, il che ci rivela che non sono convenienti, altrimenti non avrebbero bisogno di incentivi.”
“Ma è applicata all'oggetto sbagliato: se l'avesse applicata a se stessa, signora von der Leyen, e alla Commissione che guida, avrebbe evitato a noi popoli europei un sacco di danni e un sacco di guai. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 3-0047-0000 Dario Nardella (S&D), domanda "cartellino blu". – Onorevole Vannacci, lei se la prende sempre con l'Europa. Ma non ha speso una sola parola su Donald Trump e sul fatto che lui, insieme al Primo ministro israeliano, Netanyahu, sono i principali responsabili di questa guerra. Perché non ha il coraggio di dire che questo è il fallimento dei sovranisti come lei, che continuano a perpetrare una logica nazionalista antieuropea?”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, la signora von der Leyen se ne è andata. Avete visto? Stava male, aveva una brutta cera. Era preoccupata! D'altra parte, altro non sa fare. Putin riceve il ministro degli Esteri iraniano e il vicepresidente Vance va a Islamabad. La signora von der Leyen, invece, sta a guardare. Anzi, vara il 20º pacchetto di sanzioni contro la Russia, ben sapendo che nell'ultimo trimestre sono ben sei i Paesi europei che incrementano esponenzialmente l'importazione di gas da Mosca. E poi, quando tutto sembra perso, finalmente escogita la strategia per la crisi in Medio Oriente: il lockdown! In pratica, facciamo come gli scarafaggi, che si immobilizzano e si congelano fingendo di essere morti quando arriva il predatore. Ecco, la strategia sarebbe giusta.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'estrema destra, il pericolo fascista, il passo dell'oca e il cordone sanitario. E invece chi, nelle strade d'Europa, spacca, brucia, incendia e assalta la polizia con il martello è la violenza di sinistra. A parole si dicono i difensori della libertà, della democrazia, dei diritti. Ma nei fatti fanno ben altro. Come una componente di quest'Aula che è indagata per essere andata in Ungheria a spaccare la testa a chi non la pensava come lei. E solo l'ultimo dei fatti, quello di Quentin Deranque, ce lo dimostra con una brutalità estrema. Anche qui c'è un aggressore e un aggredito. Ma, come nella politica internazionale, l'Europa della tecnocrazia e quest'Aula applicano due pesi e due misure. E allora è venuto il momento di cambiarla questa Europa.”
“Servirebbe, invece, un'altra direttiva, quella per proteggere le case editrici che vengono ostracizzate dal partecipare alle fiere dei libri perché accusate di diffondere idee di destra, oppure per difendere le persone, come quel colonnello in congedo ed analista militare, Jacques Baud, che ieri è stato sanzionato, senza un processo e senza un tribunale, dalla Commissione europea, che gli ha bloccato i conti, congelato i beni e proibito l'accesso all'Unione europea solo per le sue opinioni, perché sono state arbitrariamente considerate una propaganda del Cremlino. Andando avanti così, signora Lahbib, a quando il rogo degli eretici con la signora Kaja Kallas che accende il falò? E allora, visto che ha inventato lo zainetto, ci metta dentro anche un potente estintore. 3-0209-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissaria Lahbib, che piacere rivederla. Lei è un'esperta in sopravvivenza. E da quel suo zainetto, che ci doveva salvare dall'invasione dei russi, oggi dovrebbe tirar fuori un defibrillatore per rianimare questa proposta di direttiva antidiscriminazione, che è morta da decenni. È dal 2008, infatti, che il Consiglio non l'approva, perché è inutile e non serve a proteggere quelle conosciute minoranze che rivendicano più capricci che diritti.”
“Questi fondi devono andare solo a chi rispetta la libertà di culto, a chi rispetta i nostri valori e a chi rispetta le nostre identità. Non possiamo finanziare invece chi massacra i nostri fratelli e chi distrugge i nostri valori. 3-0196-0000”
“Doamna comisară, am onoarea să vă salut. Signora Presidente, onorevoli colleghi, sono andato a vedere il significato della parola genocidio e vuol dire: distruzione di un gruppo etnico e religioso metodicamente, tramite lo sterminio dei suoi individui e l'annullamento dei suoi valori culturali. Ed è esattamente quello che sta succedendo in Africa ed in tanti paesi del Medio Oriente, dove milioni di cristiani vengono perseguitati per il semplice fatto di essere cristiani e per il loro credo religioso. Secondo Open Doors sono circa 380 i milioni di cristiani perseguitati e più di 5 000 vengono uccisi ogni anno. Allora l'Europa cosa fa? Non fa quasi nulla. Continua a finanziare questi paesi, continua a versare ed erogare fondi, e questo noi lo potremmo fare: potremmo bloccare i fondi e condizionarli.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, non rimandare a domani quello che potresti fare oggi. E quindi io dico: non aspettiamo la disfatta di domani quando oggi possiamo chiudere con una sconfitta, ma anche con la pace. Sì, lo so, la retorica è totalmente diversa: l'Ucraina resiste e sta vincendo. E la signora von der Leyen da quest'Aula ci ha raccontato delle schede elettroniche che i russi rubano; e il signor Mario Draghi ci ha raccontato anche delle sanzioni economiche che hanno messo in ginocchio il Cremlino; e la stampa del mainstream ci evidenzia come i russi combattano con i badili e come si siano – pensate un po' – autosabotati il Nord Stream 2.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa Commissione si sforza di presentarci oggi un programma che è l'emblema del suo fallimento negli ultimi sei anni. Al Green Deal, che ha distrutto la nostra economia, e a una politica immigratoria totalmente inadeguata, che ha eroso il nostro stato sociale e che ha minato la già vacua identità del vecchio continente, si aggiunge un ReArm Europe che fa gli interessi degli Stati Uniti e della finanza internazionale. Non solo: ma questa Commissione si ostina nell'assurda dittatura di regole ottuse, invece di lavorare a supporto degli Stati e per il benessere dei popoli e delle nazioni. Basta con il Green Deal! Basta con l'immigrazione selvaggia! Basta con l'islamizzazione della nostra società e basta con l'erosione progressiva della sovranità nazionale!”
“È l'Europa dell'insignificanza nelle relazioni internazionali, come lo comprovano gli esiti del conflitto russo-ucraino e di questa grande tragedia che si sta consumando in Medio Oriente. Proprio per questa realtà, signor Primo Ministro, noi Patrioti la dobbiamo cambiare questa Europa e con Lei ci rivediamo quando la nebbia si sarà dissipata da questa Sua visione. 2-0096-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Primo Ministro, Lei ci ha offerto la Sua visione dell'Europa, ma l'immagine che ci ha prospettato appare alquanto annebbiata e distorta. Le consiglio di cambiare oftalmologo, perché l'Europa che ogni giorno subiscono i cittadini del vecchio continente è l'Europa del fallimento totale. Innanzitutto, il fallimento della leadership socialdemocratica, che ci ha riempito di immigrati clandestini che delinquono ed erodono il nostro stato sociale. È l'Europa dell'islamizzazione progressiva delle nostre città. È l'Europa dell'energia, che costa più cara che ovunque altro al mondo. È l'Europa del Green Deal, che ha desertificato il nostro tessuto industriale e ci ha reso più poveri.”
“Oggi continua a fallire sulla pace, rinunciando alla pace possibile e giusta, quella che si può ottenere subito, e ubriacando i popoli europei con il concetto di "pace giusta", che non è mai esistito nella storia dell'umanità. E fallisce anche sulle garanzie di sicurezza, perché non esiste garanzia senza il rischio di dover andare a combattere, se necessario. E ve lo dico da patriota e sovranista convinto: non una goccia di sangue italiano verrà versato per questa guerra che non difende la nostra patria e non difende i nostri interessi nazionali. 2-0031-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, nella mia vita non avrei mai pensato di dover dar ragione a una pasionaria del socialismo, del green deal e della cessione della sovranità nazionale alla tecnocrazia di Bruxelles. Ma una cosa giusta, nella sua vita, il commissario Teresa Ribera l'ha detta: questa Unione europea ha fallito. Ha fallito sui dazi, così brillantemente negoziati da "Frau von der Leyen"; ha fallito sull'immigrazione, riempiendo l'Europa dei disperati della Terra; ha fallito sull'energia, che prima compravamo economicamente dai russi, e oggi spendiamo 700 miliardi di euro per comprarla da Washington; ha fallito sulle armi, che oggi compriamo dagli Stati Uniti per darle e regalarle agli ucraini; ha fallito sulla guerra, pensando di poterla vincere con sanzioni economiche, con roboanti dichiarazioni e con tanta propaganda.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, s'ils n'ont pas de pain ? Qu'ils mangent de la brioche! Eh sì, perché ieri io sono andato a fare la spesa al supermercato. Non l'ho incontrata, signora Kallas. Evidentemente, Lei e la signora von der Leyen la spesa la fate fare da qualcun altro. Ma non era un supermercato qualsiasi, era il Kiel Institute, e sono andato immediatamente nel reparto carri armati e ho trovato un listino prezzi: il carro tedesco Leopard 2A8 costa 29 milioni di euro, il carro russo T-90 ne costa quattro di milioni di euro e il carro cinese 99 Alfa ne costa 2,3. Poi ho cambiato reparto e sono andato al reparto dei semoventi di artiglieria.”
“Ecco, se veramente volete la pace, vi ci dovete sedere a quel tavolo e non fare come la signora von der Leyen che preferisce andarsene. Perché se non sei al tavolo, allora sei nel menù. E l'unica cosa che ci rimane da discutere in quest'Aula, se non vi sedete a quel tavolo, è se essere parti dell'antipasto oppure del dessert. 3-0047-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, dice un vecchio proverbio: "Se non sei al tavolo, allora sei nel menù". Oggi in quest'Aula avremmo dovuto parlare di pace e invece le uniche parole che ho sentito rimbombare all'interno di quest'Aula sono: armi, munizioni, sanzioni e guerre. Sì, perché la pace, prima di discuterla bisogna volerla. Ma non mi risulta che nessun esponente di questa Commissione, o tantomeno di questo Consiglio, abbia voluto sedercisi a quel tavolo della pace. Anzi, vi siete scagliati ferocemente contro il presidente di turno, Orban, che è stato l'unico esponente di questa Unione europea che ha cercato di riportare il dialogo tra le parti in conflitto. E mentre Trump parla con Putin, firma accordi per le terre rare e discute con Zelensky nella Basilica di San Pietro, l'Unione europea pensa ai cannoni.”
“Ma come: negli ultimi tre anni ci avete dipinto una Russia infognata nel Donbass e che perde di fronte a un modesto avversario come l'Ucraina e oggi ce la volete dipingere come il nemico dell'intera Unione europea? Fate pace con il cervello. La realtà è che Bruxelles vuole ingoiare la sovranità nazionale con la scusa e il pretesto della difesa comune. Quello di cui abbiamo bisogno sono nazioni forti con eserciti.... (La Presidente toglie la parola all'oratore) 2-0375-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, oggi la signora von der Leyen è Polifemo e io mi chiamo Nessuno e posso dirvi con assoluta certezza che il libro bianco è un cavallo di Troia. Perché, chi è il nemico? E quali sarebbero gli scenari strategici? Perché se il nemico è la Russia, la Russia spende in termini assoluti, in difesa, due volte e mezzo in meno di quanto non spenda l'Unione europea e ha un PIL più basso dell'Italia ed è un nono di quello dell'Unione europea ed ha una popolazione che è un terzo di quella dell'Unione europea ed ha una capacità industriale che è ridicola di fronte alla capacità industriale del Vecchio continente.”
“Le vere emergenze sono l'autarchia e la dittatura e la sospensione della democrazia, come è avvenuto pochi giorni fa in Romania, che i tecnocrati di Bruxelles appoggiano e sostengono. Le vere emergenze sono gli attentati e la criminalità e gli atti di criminalità, che quasi giornalmente gli immigrati illegali portano a termine a spese e a danno dei cittadini europei nelle nazioni europee. Queste sono le vere emergenze, signora von der Leyen, non la paura di vederci un soldato russo col colbacco in testa alle porte di casa. E ci venga in Parlamento, e non abbia paura, perché qua non l'aspetta un plotone di cosacchi con le sciabole, ma i rappresentanti del popolo europeo che vogliono dire la loro sul loro futuro. 2-0068-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signora von der Leyen: ma dov'è? Monsieur Costa, elle ne se cache pas derrière vous, Mme von der Leyen? Perché la signora von der Leyen ha paura di questo Parlamento ed invoca l'articolo 122, lo stato di emergenza, per raggirare l'unica istituzione europea eletta dal popolo e per indebitare noi e i nostri figli per 850 miliardi di euro da spendere in armi. Eppure i carri russi non sono a Varsavia, neanche a Budapest e neanche a Praga. E Parigi non brucia sotto gragnole di colpi. Quello che brucia in Francia sono le chiese cristiane. Queste sono le vere emergenze signora von der Leyen! Sono le famiglie europee che non arrivano a fine mese e che non hanno i soldi per pagare le bollette del gas, che le politiche scellerate della sua Commissione hanno fatto lievitare esponenzialmente.”
“E dobbiamo parlare con chi ha chiuso le valvole del gas che fluiva dall'Ucraina in Europa e che ha causato l'immediato incremento dei prezzi e delle bollette, che poi paghiamo noi cittadini europei. Ma soprattutto dovremmo volerla, la pace, a tutti i costi, non averne il terrore, come sembrate averne voi, signori della Commissione, e voi, signori del Consiglio. 3-0133-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, circa due anni fa il presidente Draghi, quello che ha scritto il noto rapporto, ci disse: "Volete la pace o il condizionatore?" Ecco, oggi non abbiamo né l'uno né l'altro, perché in Ucraina tuonano i cannoni e il condizionatore non lo possiamo accendere per il grande costo dell'energia. Incrementare le spese in difesa, con un crescente costo dell'energia e delle materie prime, ci ridurrà, come nel caso Draghi, a non avere né burro né cannoni. Se vogliamo avere entrambi – il burro e i cannoni – dobbiamo far scendere il costo dell'energia e delle materie prime, che sarebbe l'unico provvedimento che rilancerebbe tutta l'economia nella zona europea. Ma per fare questo dobbiamo parlare con la Commissione, che sembrerebbe anteporre altri interessi a quelli dei paesi europei.”