Ilaria Salis
Member of the European Parliament · The Left · IT
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la povertà in Europa non è più un'emergenza marginale, sta diventando una frattura sociale sempre più profonda, più visibile e più violenta. In Italia quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta.”
“Di una strategia europea per contrastare la povertà senza le adeguate coperture finanziarie? È ridicolo. Per combattere davvero la povertà servono risorse economiche, investimenti pubblici. Servono buoni salari, case accessibili, welfare, sanità, pubblica istruzione.”
“Mr President, three long, horrific years of war in Sudan. 30 million people have been forced to flee their homes. More than 4 million crossed the borders. Over 33 million now depend on humanitarian assistance, and nearly half of the population faces acute hunger. It is an unacceptable, humanitarian catastrophe.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, i diritti fondamentali sono sempre più sotto attacco in Europa. L'agenda classista e liberticida dell'estrema destra è evidente. Ma in tempo di crisi e guerre anche le forze democratiche finiscono per accettare troppi compromessi al ribasso.”
“E a chi sostiene che i diritti siano per alcuni, ribadiamo che o sono di tutti o altrimenti si chiamano privilegi. Difendere i diritti acquisiti e conquistarne di nuovi è la stessa battaglia, la nostra battaglia. Ci vogliono sudditi della nazione. Noi vogliamo essere cittadini del mondo.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, negli ultimi quattro anni i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 25 %. Nello stesso periodo gli affitti sono saliti del 34 %, invece i salari sono rimasti completamente fermi.”
The complete record
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“Di una strategia europea per contrastare la povertà senza le adeguate coperture finanziarie? È ridicolo. Per combattere davvero la povertà servono risorse economiche, investimenti pubblici. Servono buoni salari, case accessibili, welfare, sanità, pubblica istruzione. Servono soldi, quei soldi che, quando si tratta di riarmo o di sostenere le banche e le grandi imprese, si trovano sempre. Se si vuole combattere davvero la povertà, servono politiche serie per la redistribuzione della ricchezza. 3-0300-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la povertà in Europa non è più un'emergenza marginale, sta diventando una frattura sociale sempre più profonda, più visibile e più violenta. In Italia quasi 6 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Ma la povertà non è una fatalità, non è un incidente della Storia, è il risultato preciso di un modello economico e politico che si chiama capitalismo: finché i governi continueranno a fare gli interessi dei capitalisti invece di quelli dei lavoratori, la povertà continuerà a crescere. Noi rifiutiamo questo modello. L'Europa non deve essere uno spazio costruito per massimizzare i profitti, ma uno spazio fondato sulla cooperazione sociale, sulla dignità e sui diritti. E allora di che cosa stiamo discutendo oggi?”
“Local elites profit from it. Meanwhile, Sudanese society has been left alone. If we want to have any real impact in Sudan, as elsewhere, we must confront the web of complicity that makes this war possible. 3-0525-0000”
“Mr President, three long, horrific years of war in Sudan. 30 million people have been forced to flee their homes. More than 4 million crossed the borders. Over 33 million now depend on humanitarian assistance, and nearly half of the population faces acute hunger. It is an unacceptable, humanitarian catastrophe. Once again, the international community and the European Union appear unable or unwilling to exert meaningful pressure to stop this brutal cycle of violence. Why? Because this is not simply a war. It's a system. It's a transnational system sustained by economic interests, by the flow of arms, by extraction economics, by geopolitical competition. Gold, oil, strategic routes – these are not background factors; these are key drivers of the conflict. Warlords fight each other. External actors fuel the violence.”
“E a chi sostiene che i diritti siano per alcuni, ribadiamo che o sono di tutti o altrimenti si chiamano privilegi. Difendere i diritti acquisiti e conquistarne di nuovi è la stessa battaglia, la nostra battaglia. Ci vogliono sudditi della nazione. Noi vogliamo essere cittadini del mondo. E quanti diritti avremo dipende da noi, dalla nostra capacità di lottare insieme. La storia della democrazia è una storia di diritti conquistati: sta a noi continuare a scriverla. (L'oratrice rifiuta una domanda "cartellino blu" di Silvia Sardone) 2-0339-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, i diritti fondamentali sono sempre più sotto attacco in Europa. L'agenda classista e liberticida dell'estrema destra è evidente. Ma in tempo di crisi e guerre anche le forze democratiche finiscono per accettare troppi compromessi al ribasso. Per noi, al contrario, i diritti di ciascuno e di tutte non sono negoziabili: sono la nostra linea rossa, la nostra barricata. A chi giustifica la compressione dei diritti in nome della sicurezza, rispondiamo che una sicurezza senza diritti produce sudditi, non cittadini. E i sudditi non sono mai veramente al sicuro. A chi contrappone i diritti sociali ai diritti civili, diciamo che è un errore. Non è un gioco a somma zero ma una lotta che rafforza l'altra.”
“Bisogna migliorare e rendere più stringente la direttiva sul salario minimo europeo, imponendo anche l'adeguamento automatico dei salari all'inflazione. Bisogna fissare un tetto massimo ai prezzi degli affitti e dei generi di prima necessità. Dove si prendono i soldi? Tassando fortemente e in modo progressivo i grandi patrimoni, i profitti e le rendite. 1-0340-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, negli ultimi quattro anni i prezzi dei beni alimentari in Italia sono aumentati del 25 %. Nello stesso periodo gli affitti sono saliti del 34 %, invece i salari sono rimasti completamente fermi. Questo significa che il potere d'acquisto dei cittadini è calato drasticamente, che le classi lavoratrici si stanno impoverendo. Altro che "i migranti di qua, i migranti di là": la vera emergenza sicurezza in Italia e in Europa è il carovita; è il fatto che sempre più persone fanno fatica a pagare l'affitto, a fare la spesa e ad arrivare a fine mese. Quindi sono necessarie e urgenti normative europee che intervengano su salari, affitti e prezzi dei generi di prima necessità.”
“Il potere pubblico, se vuole avere ancora qualche senso per i cittadini, deve intervenire. Le soluzioni esistono, ma ci vuole volontà politica: investire risorse pubbliche e tassare i grandi patrimoni. Chiediamo un grande piano di edilizia residenziale pubblica, la limitazione degli affitti brevi turistici e misure contro il fenomeno delle case sfitte e la speculazione immobiliare. 2-0070-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la casa è la base dei diritti. Senza casa tutto il resto diventa fragile e precario: la sicurezza, il lavoro, la salute, l'istruzione, la dignità stessa delle persone. Eppure oggi, in Europa e senz'altro in Italia, troppe persone non hanno una casa; troppe famiglie faticano ogni mese a pagare l'affitto o il mutuo.; Troppi lavoratori non possono permettersi di vivere nelle città dove lavorano. La crisi abitativa è ormai sotto gli occhi di tutti e fa rabbia, oltre che vergogna. Viviamo in società ricche e progredite: ma com'è possibile che non riusciamo nemmeno a garantire un'abitazione degna a tutti? Questo succede quando gli interessi economici vengono messi davanti ai bisogni delle persone, quando il mercato viene lasciato senza limiti.”
“Ma lo sappiamo: per Trump il diritto internazionale è carta straccia e farà tutto ciò che è in suo potere per soffocare la libertà e l'autodeterminazione del popolo cubano, colpevole di vivere in quello che lui ritiene essere il suo cortile di casa. E di fronte a questa arroganza e disumanità, l'Europa ancora una volta tace. Un silenzio vergognoso, complice, pavido. Cos'altro ancora deve accadere per comprendere che gli Stati Uniti rappresentano un pericolo per l'umanità intera? Solidarietà al popolo cubano. 1-0227-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, da oltre 60 anni Cuba vive sotto embargo degli Stati Uniti, un embargo criminale che ha già imposto troppe sofferenze alla popolazione e ha impedito il libero sviluppo dell'isola. Ma oggi assistiamo a una nuova e pericolosa escalation: dal 29 gennaio l'amministrazione Trump sta cercando di strangolare definitivamente questo paese con un blocco energetico senza precedenti. Le conseguenze sono gravissime. La crisi umanitaria si aggrava ogni giorno: blackout, carenze di beni essenziali, ospedali senza medicine. Non stiamo parlando di astratte dispute geopolitiche: stiamo parlando della vita concreta di 11 milioni di uomini, donne e bambini. Si tratta di una punizione collettiva inflitta a un intero popolo, una pratica illegale secondo il diritto internazionale.”
“Un esempio recente è la decisione della maggioranza del governo di Giorgia Meloni di bocciare la proposta del congedo parentale paritario. Una scelta imbarazzante. Una scelta che la dice lunga sulla destra oggi al potere: radicalmente ostile all'emancipazione femminile e alla parità di genere. È proprio vero: non basta avere una donna a capo del governo per fare politiche in favore delle donne, soprattutto se si ostina a comportarsi come un uomo qualunque. 1-0184-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia, nonostante livelli di istruzione sempre più alti e superiori agli uomini, le donne continuano a partecipare meno al mercato del lavoro, guadagnano meno e raramente ricoprono ruoli dirigenziali. In compenso, sostengono gran parte del lavoro domestico e di cura, invisibile, non pagato e spesso non riconosciuto nemmeno da chi ne beneficia. Agli uomini spetta invece il lavoro retribuito, quello che garantisce autonomia, indipendenza e potere. Questo non è il frutto di una libera scelta. È il risultato di un sistema di potere antico e ostinato: il patriarcato. Le donne hanno lottato e lottano per cambiare questo stato di cose e il cambiamento avanza. Ma incontra ancora tante, troppe resistenze maschiliste, dentro e fuori le istituzioni.”
“It means showing empathy, staying human. It means believing, still, in a simple and radical principle: the equality of all human beings. It means saving lives at sea, supporting someone across the mountain trail, cooking a free meal, providing legal support, disrupting the machinery of deportation. This is anti-fascism; this is us. Long live Renee Good; long live Alex Pretti. 3-0212-0000”
“Madam President, I want to use this minute to send from here, from the European Parliament, all my and our solidarity to the families and friends of Renee Good and Alex Pretti. Renee and Alex paid with their lives for what is right: standing against ICE; standing against raids, abductions and deportations; supporting neighbours in their own communities. That is what anti-fascism looks like today. We hold their memory in our hearts. Alex and Renee will always remain a powerful example. In the United States, there is ICE, but here in Europe, there is Frontex. And because of their actions, the Mediterranean has become the deadliest migration route in the world. Only days ago, nearly 1 000 people lost their lives trying to cross it. Anti-fascism from one side of the ocean to the other means resisting nationalism and its border regimes.”
“We know that agreements are often disrespected and always reflect the relations of power. This is why it's up to us to do everything we can to strengthen DAANES. Democratic confederalism is not just a regional project. It is a concrete alternative of peace and justice in a world dominated by nationalism, supremacism and violence. It is for the Kurds, but not only for the Kurds. It is for Arabs, Assyrians, Armenians, Yazidis and Turkmen. It is for women. It is for everyone who wishes to live free. This struggle concerns us all. And as for the illegal siege of Kobani: humanitarian access now. (The speaker concluded in a non-EU language) 2-0287-0000 PREȘEDINȚIA: NICOLAE ȘTEFĂNUȚĂ Vicepreședinte 2-0288-0000”
“Mr President, in recent days we have lived through deep, dark concern for the fate of the Autonomous Administration of North and East Syria, for the present and the future of the Democratic Confederalist Revolution. We fear the worst. But as our comrades on the ground taught us, we never abandoned resistance. We never lost hope. Now, an agreement with the transitional government of Syria has been signed. If this was possible, it is thanks to the massive, powerful mobilisation of the peoples of north‑east Syria. It is thanks to the rise of the Kurdish people across Türkiye, Iraq and Iran. And it is also thanks to the international solidarity. Now we must stay vigilant. We must ensure that every single term of that agreement is respected. We are not naive.”
“Le risposte non possono limitarsi all'emergenza. Serve prevenzione, cura del territorio, investimenti strutturali e protagonismo delle comunità locali. Altro che grandi opere! Altro che ponte sullo Stretto! Quei soldi vadano a Niscemi, vadano alle popolazioni colpite, vadano in aiuti e servizi veramente utili. 2-0049-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi climatici estremi che colpiscono il Sud Italia non sono calamità isolate. Sono il segno evidente della crisi sistemica dell'Antropocene. In Italia, dove il ciclone Harry si è abbattuto con violenza su Sicilia, Calabria e Sardegna, questi eventi segnano il punto di saldatura fra la crisi climatica e le disuguaglianze sociali. Cicloni, mareggiate, alluvioni, incendi e siccità vanno a colpire territori depressi, già segnati da scarse opportunità, spopolamento, infrastrutture fragili, servizi ridotti. La crisi climatica aggrava così quella famosa "questione meridionale" di cui Antonio Gramsci parlava un secolo fa, criticando il capitalismo italiano. Bisogna smetterla di trattare il Sud e le isole come colonie interne, buone al massimo per il turismo stagionale.”
“In Libia, i veri trafficanti di esseri umani imprigionano e torturano le persone per impedirgli di partire. In Albania abbiamo ormai pronta la nostra piccola Guantanamo. Nei CPR la vita umana viene continuamente umiliata e offesa. In tutta Europa, i nostri concittadini senza cittadinanza sono trattati come esseri umani di serie B, iper sfruttati dai padroni, discriminati dallo Stato. C'è però uno stesso spirito di resistenza che unisce Minneapolis alle ONG che salvano i migranti in mare, che unisce la rivolta di Los Angeles con le lotte dei lavoratori stranieri in Europa, che collega la ferrovia sotterranea americana con quella europea. Quello è e sarà sempre il nostro spirito: solidarietà umana e internazionalista, oltre ogni confine. 3-0196-0000 PRÉSIDENCE: YOUNOUS OMARJEE Vice-Président 3-0197-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo negli Stati Uniti: la grande deportazione è in corso, la caccia all'immigrato si trasforma in rastrellamenti di massa, l'ICE si comporta come la Gestapo. I sedicenti patrioti si rivelano per quello che sono veramente: dei vili suprematisti bianchi. In Europa la situazione non è meno grave, le destre ossessionate dai migranti la stanno rendendo ancora peggiore. Non c'è l'ICE, ma abbiamo Frontex, l'agenzia europea che coordina e supporta le polizie nazionali. Frontex opera soprattutto alle frontiere dell'Unione e nei paesi terzi, collaborando spesso con regimi autoritari e brutali. Il Mediterraneo è divenuto la rotta migratoria più letale del mondo. Lungo la rotta balcanica si muore di freddo, mentre squadracce di fascisti danno la caccia ai migranti.”
“Invece, la fantomatica "Europa dei diritti" resta bloccata da veti nazionali e da maggioranze di destra, incapace di difendere persino le basi della dignità umana. La libertà di discriminare non è una libertà: è un abuso. Ed è un abuso che rende la nostra società più ingiusta e più violenta. Se l'Unione europea non è in grado di affermare questo principio minimo, allora dobbiamo chiederci seriamente che cos'è l'Europa oggi. 3-0230-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, i lavori sulla direttiva antidiscriminazione sono praticamente fermi dal 2008, 17 anni. In 17 anni, l'Unione europea non è riuscita a fare un concreto passo avanti su una materia che dovrebbe essere ovvia, elementare, condivisa. O forse no? O, forse, c'è davvero qualcuno, in quest'Aula e nei governi nazionali, che pensa sia legittimo discriminare una persona per la sua religione, per una disabilità, per l'età o per l'orientamento sessuale? Se è così, almeno abbiate il coraggio di dirlo apertamente, perché qui non stiamo parlando di una riforma radicale, che pur sarebbe necessaria, stiamo parlando del minimo sindacale: garantire a tutte e tutti, nessuno escluso, un trattamento equo.”
“Basterebbe adottare subito alcune semplici misure: una tassazione sugli immobili lasciati sfitti, il blocco dei canoni di locazione in rapporto ai salari reali, una tassazione fortemente progressiva sulla rendita, il divieto di affitti brevi turistici nelle aree ad alta tensione abitativa e, soprattutto, un massiccio stanziamento di fondi europei vincolati a piani di edilizia residenziale pubblica. Eppure nessuna di queste misure trova spazio nel piano europeo per la casa appena presentato dal Commissario. Che cosa stiamo aspettando? Per quanto ancora pensate di poter ignorare una crisi che colpisce milioni di cittadini europei? (La Presidente toglie la parola all'oratrice) (L'oratrice rifiuta una domanda "cartellino blu" di Ruggero Razza) 2-0341-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Italia è il paese europeo con i salari più bassi in rapporto al costo della vita. La metà dei lavoratori guadagna meno di 1 700 euro al mese e, a Milano, l'affitto medio di un appartamento di 60 metri quadri è di 1 422 euro al mese, a Firenze 1 344 euro, a Venezia 1 284 euro, a Roma 1 104. Sono numeri che parlano chiaro: nelle città italiane l'accesso alla casa è diventato un privilegio. Siamo di fronte a una vera e propria catastrofe sociale. Una catastrofe, però, che non ha cause naturali, è il prodotto di precise scelte politiche e quindi può essere affrontata. Serve solo la volontà a livello europeo.”
“Construction and machinery firms like Caterpillar and Volvo deliver the bulldozers that demolish Palestinian homes. Ladies and gentlemen, this is a coordinated system of profit. This is racial colonial capitalism. Genocide continues because it is profitable. But we have a duty. The European Union must suspend the EU-Israel Association Agreement now. 2-0361-0000”
“Madam President, everyday in Gaza and across Palestine, people are injured, killed, displaced. Land is stolen. Humanity denied. Life suppressed. How did we get to this point? And what is our responsibility? This is not just a matter of international politics. It is also a matter of political economy, of capital, greed and profit. Private corporations actively fuel and profit from the Zionist settler colonial project, the occupation and the ongoing genocide. This is the key message of the latest UN report by Special Rapporteur Francesca Albanese. A powerful capitalistic machine of profit is feeding destruction. Arms manufacturers like Lockheed Martin, Leonardo and Thales supply the weapons and fuel military escalation. Tech giants such as Google, Amazon and Meta enable mass surveillance and repression with no ethical restraint.”
“Un potere oscurantista non poi così diverso dai talebani o dagli ayatollah. Non possiamo accettarlo. Se il governo ungherese calpesta le libertà fondamentali e reprime le minoranze, allora va sanzionato e isolato. I soldi dei contribuenti europei non devono finanziare la repressione di un regime. Solidarietà al Pride e a chi avrà il coraggio di manifestare comunque per un'Ungheria migliore e libera. Solidarietà a Maja in sciopero della fame, che resiste con dignità e fierezza... (L'oratrice rifiuta una domanda "cartellino blu") (La Presidente toglie la parola all'oratrice) 3-0216-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, libertà di riunione nell'Ungheria di Orban? Solo per chi fa comodo al regime. Da un lato, si vieta il Pride, si censura la libertà di espressione di migliaia di cittadine e cittadini ungheresi ed europei, si criminalizza la comunità LGBTQI+ con l'assurda infamante accusa di essere pericolosa per i bambini e, dall'altro, si tollera la parata neonazista del cosiddetto Giorno dell'onore, che ogni febbraio infesta le strade di Budapest. Un raduno internazionale di militanti di estrema destra, razzisti, omofobi, suprematisti, fanatici religiosi, portatori di odio e di violenza, che rappresentano un pericolo reale per chiunque non si conformi alla loro orrenda ideologia. Ecco quindi il volto di un regime compromesso con l'estrema destra più radicale.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Ungheria è un paese europeo tenuto in ostaggio da un regime autoritario e corrotto. Cari colleghi, guardiamo ai fatti più recenti. Come agisce un governo liberticida ai tempi dell'intelligenza artificiale? Viktor Orbán ci mostra la via: prima vieta il Pride, marchiando la comunità LGBTQI+ come "pericolosa per i bambini" – forse glielo ha suggerito il suo amico Putin. Poi minaccia di utilizzare il riconoscimento facciale per identificare e punire chiunque osi manifestare comunque. Complimenti! E sul fronte della politica estera? Anche lì Orbán non delude. Dopo aver espresso solidarietà a Marine Le Pen – condannata per aver rubato milioni di fondi pubblici – oggi riceve a Budapest, con tutti gli onori, il criminale di guerra Netanyahu.”