Cristina Guarda
Member of the European Parliament · ALE · IT
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la crisi dei fertilizzanti è innanzitutto una crisi fossile, perché è quella la loro materia prima. Bene, quindi, che la Commissione dimostri di poter resistere alle peggiori pressioni lobbistiche. Finalmente.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, ci rendiamo conto che la Presidente von der Leyen oggi non ha parlato di agricoltura? Io capisco, perché per alcuni il peso dell'industria rispetto a piccole agricoltrici e agricoltori come me...”
“E questo è uno dei prezzi che paghiamo per la nostra dipendenza, mentre l'Africa è nel pieno di una carestia, mentre in Iran e in Libano le persone muoiono per una guerra inutile, basata su interessi economici diabolici di uomini che molti di voi hanno definito alleati.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore. Oggi colmiamo un vuoto della direttiva, rafforzando la cooperazione nei casi transfrontalieri. Era necessario. Ma fuori da quest'Aula sappiamo che la realtà è ancora difficile.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, dodici ore al giorno, senza tutele, senza contratti, invisibili. Duemila lavoratori sono in queste condizioni a Treviso, in una sola provincia del Veneto, la mia regione, e solo in agricoltura.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ambasciate iraniane in Europa stanno scrivendo e minacciando i cittadini iraniani in Europa, intimidendoli per avere il loro silenzio.”
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“Se vogliamo combattere la povertà alimentare, poi, il problema non è soltanto produrre cibo a basso costo: sono gli stipendi letteralmente da fame. 2-0249-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la crisi dei fertilizzanti è innanzitutto una crisi fossile, perché è quella la loro materia prima. Bene, quindi, che la Commissione dimostri di poter resistere alle peggiori pressioni lobbistiche. Finalmente. E va bene, possiamo pure discutere di stoccaggi strategici, nuovi fornitori, aiuti temporanei o tecnologie miracolose che richiedono investimenti enormi, ma, se non riduciamo la dipendenza dal fossile e dai fertilizzanti di sintesi, stiamo semplicemente preparando la prossima crisi. Oggi l'Europa importa il 90 % del gas e fino al 45 % dei fertilizzanti azotati. È questa dipendenza che colpisce agricoltori e famiglie. Se vogliamo davvero un sistema alimentare resiliente, dobbiamo costruire autonomia attraverso economia circolare, recupero dei nutrienti e soprattutto agroecologia.”
“E questo è uno dei prezzi che paghiamo per la nostra dipendenza, mentre l'Africa è nel pieno di una carestia, mentre in Iran e in Libano le persone muoiono per una guerra inutile, basata su interessi economici diabolici di uomini che molti di voi hanno definito alleati. E quindi alla Commissione chiedo di fare l'unica cosa sensata: costruire una strategia europea affinché l'agricoltura esca dalla dipendenza, investendo in economia circolare e agroecologia, per la libertà di piccoli e medi agricoltori e delle famiglie europee. 3-0091-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, ci rendiamo conto che la Presidente von der Leyen oggi non ha parlato di agricoltura? Io capisco, perché per alcuni il peso dell'industria rispetto a piccole agricoltrici e agricoltori come me... Sì, ma ignorare il tema per non ammettere il fallimento della sua e vostra strategia basata sull'importazione di fertilizzanti e cibo sottocosto non salverà nessuno: né agricoltori, né famiglie. Un pacco di pasta – 500 grammi, 90 centesimi – entro l'estate potrebbe superare l'euro, più 10% per l'aumento del costo di fertilizzanti e carburanti fossili che passano per Hormuz.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il relatore. Oggi colmiamo un vuoto della direttiva, rafforzando la cooperazione nei casi transfrontalieri. Era necessario. Ma fuori da quest'Aula sappiamo che la realtà è ancora difficile. Parlo con tanti colleghi agricoltori che sanno bene che cosa significa firmare un contratto, quando c'è, senza aver alcun potere sul punto più importante, il prezzo, senza il quale non possiamo vivere e non possiamo nemmeno continuare a produrre cibo. E poi avere paura di denunciare pratiche sleali per timore di ritorsioni, o semplicemente non sapere nemmeno che queste tutele esistono. La Commissione ha annunciato una nuova revisione per quest'anno. Vi chiedo tre cose molto chiare: introdurre il divieto di vendita sottocosto, prevedere sanzioni forti e garantire protezione per chi denuncia. 4-0100-0000”
“Le morti sul lavoro, lo sfruttamento, gli alloggi degradanti non sono un caso, ma il risultato di un sistema che abbiamo il dovere morale di smantellare. 3-0501-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, dodici ore al giorno, senza tutele, senza contratti, invisibili. Duemila lavoratori sono in queste condizioni a Treviso, in una sola provincia del Veneto, la mia regione, e solo in agricoltura. Ben 500 agenzie di somministrazione sono sotto controllo ed è questo un sistema disumano contro i diritti, contro la qualità, di cui ci riempiamo la bocca, mentre in nome della competitività schiacciate i più deboli. Questa non è la buona Europa sociale, cristiana. Vogliamo regole europee stringenti: massimo due livelli di subappalto, divieto di subappalto del core business e più controlli per smascherare gli abusi. Colleghi, esigiamo una direttiva che renda visibili gli invisibili.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, le ambasciate iraniane in Europa stanno scrivendo e minacciando i cittadini iraniani in Europa, intimidendoli per avere il loro silenzio. Che nessuno informi, che nessuno osi parlare di ciò che sta capitando – donne, giovani uccisi per mano di gruppi diabolici, che devono essere dichiarati per quello che sono: terroristi – ma a impedirlo c'è il governo italiano di Meloni. D'altronde, per voi Netanyahu non è un criminale e quindi nemmeno i Pasdaran lo sono, vero? E, intanto, sono 12 000 i morti in due settimane. Difendere la libertà di parola e chiamare i responsabili con il loro nome è un dovere politico e morale. 2-0375-0000”
“Il potere della grande distribuzione che deprezza il nostro lavoro, la mancanza di fondi e strategie per le aree rurali o per continuare a produrre cibo nella crisi climatica: vorrei davvero vedervi con lo stesso entusiasmo e impegno a risolvere questi problemi, molto più difficili di togliere qualche condizionalità ambientale, perché richiedono visione e soprattutto coraggio politico. Possiamo essere davvero tante, giovani e donne, fateci entrare e fateci restare in agricoltura. 1-0162-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, dodici anni fa ero una giovane agricoltrice e mi sono sentita sola: burocrazia soffocante, costi esorbitanti per i terreni, accesso al credito proibitivo e il ricambio generazionale, una corsa a ostacoli. Non potevo crescere, ho faticato tanto. Dodici anni dopo voglio che nessun'altra giovane agricoltrice si trovi nella mia stessa situazione. Perché un imprenditore non può solo sperare in una svolta, deve vederla. Se no, chi potrà produrre il cibo d'ora in poi? Questa semplificazione fa passi in avanti – per il biologico, per i piccoli produttori – ma molto della burocrazia rimane, perché è responsabilità degli Stati membri. Eppure, parlate tanto di deregolamentazione, ma mai di ciò che possiamo fare noi direttamente, ciò per cui possiamo fare la differenza noi, qui, in Europa.”
“Difendere la libertà religiosa di tutti significa essere coerenti con il bene comune e i valori cristiani. E allora sì, l'Europa non può ignorare ciò che sta accadendo e deve agire come custode della libertà di tutti. Essere europei significa difendere gli oppressi, tutti: dai popoli africani a quelli delle Americhe, all'umanità palestinese anche. Solo così si potranno difendere il bene comune e pure i valori cristiani, non apparendo come "sepolcri imbiancati" (Matteo, 23: 27-29). 3-0186-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la libertà religiosa e di culto è una delle conquiste principali dell'Europa moderna. Nei secoli, ammettiamolo, siamo stati tutt'altro che esempio da seguire su questo tema, ma è proprio per questo che non possiamo ignorare oggi ciò che sta accadendo in Nigeria e in altre regioni del Medio Oriente: è inaccettabile che ad esseri umani vengano strappati i diritti più basilari, come la libertà religiosa, di coscienza, addirittura la vita. E per questo che noi qui, in Europa, non possiamo permetterci di guardare altrove, ma non dobbiamo curarci che le vittime siano cristiane o musulmane o appartenenti a qualunque altra fede: chi crede davvero nella libertà e chi crede nella carità sa che la dignità dell'uomo è universale.”
“Il principio di precauzione non è un favore ma è il minimo dovuto a chi ogni giorno respira, beve, mangia sostanze pericolose che non ha scelto. È il diritto di restare a vivere nella propria terra, tutelata e resa sana da politici che non aspettano i morti per difendere la vita. I PFAS sono una lezione di umiltà: ci ricordano che la politica senza scelta diventa propaganda e chiunque dica il contrario probabilmente non ha visto soffrire le persone avvelenate da queste aziende. 1-0076-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, per crisi sanitarie ed ambientali come quella dei PFAS, la realtà va pensata con pragmatismo. I dati sono essenziali ma insufficienti ad oggi. Quindi, bene lavorare su soluzioni come il database delle alternative per passare dal vecchio – pericoloso e inquinante – al nuovo, dimostrando che l'Europa può guidare l'innovazione della chimica verso un futuro sicuro e sostenibile. Attenzione però: non serve una nuova piattaforma dati se le aziende ancora possono scegliere cosa raccontare e cosa nascondere. Serve trasparenza vera, nuovi investimenti nella ricerca indipendente e fondi per le agenzie come ECHA, a cui si chiede di fare di più senza però darle le risorse adeguate.”
“Agli agricoltori servono nuove strategie sostenibili per generare reddito, non ostacoli, servono contratti sicuri e trasparenti e il divieto di vendere sottocosto di produzione, e sostenibili perché l'acqua e il suolo fertile non sono infiniti. E invece che cosa fate? Bandite termini termini come "burger vegetale", affaticando un nuovo mercato invece di sostenerlo. Lo fate per codardia o per proteggere chi ha paura. Ma paura di chi? Di chi produce verdure o di chi non vuole mangiare animali? 2-0306-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia chi coltiva canapa industriale è trattato come un criminale. Questo è uno degli esempi dei risultati della vostra deregolamentazione europea: una finta flessibilità che crea disparità tra Stati, lasciando i settori in balia dei capricci nazionali. Noi chiediamo strategie chiare e meno pesanti per l'agricoltura e in questa relazione vi ho proposto di farlo per un settore, quello della canapa, e ci stiamo riuscendo. Per cui grazie, perché finalmente riusciamo e iniziamo a difendere una filiera che diversifica il reddito, rigenera i suoli, crea opportunità ed è fatta prevalentemente da giovani e anche da donne.”
“Servono strumenti concreti, stabili e accessibili, e questa strategia ha un nome: agroecologia. Commissario, smettiamo di rincorrere gli interessi di chi non vuole cambiare e costruiamo finalmente una politica agricola che protegge chi ci protegge. 4-0046-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la siccità ci sta mettendo in difficoltà, ci sta presentando il conto: 50 miliardi solo nel 2022, 5 milioni di lavoratori agricoli in ginocchio per la mancanza di acqua. I raccolti sono crollati, i suoli si stanno degradando, la perdita di biodiversità accelera: questa è la normalità climatica in Europa, di cui voi siete complici, oggi. Chi lavora la terra, prendendosene veramente cura, non viene valorizzato, non viene riconosciuto. Un suolo vivo che trattiene acqua, biodiversità necessaria per produrre cibo, che è bene comune: questo è quello che fanno loro, questi sono gli agricoltori, veri custodi del nostro futuro. E come tali devono essere sostenuti. A breve scopriremo la strategia della politica agricola comune del futuro.”
“Non sapete quanto sia stata davvero in difficoltà nel leggere che ci sono ancora reticenze nel bandire i PFAS definitivamente, nell'accompagnare tutto il sistema produttivo, non soltanto alcuni settori, a bandire l'utilizzo dei PFAS e a trovare soluzioni strategiche alternative. La salute si tutela e le risorse naturali si tutelano senza compromessi. 2-0442-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, io vengo da uno dei territori d'Europa più contaminati dai PFAS e sono pure agricoltrice, per cui potete pure immaginare quanto importante per me sia la resilienza idrica, quanto importante sia la tutela di questa risorsa. Ecco perché, rileggendo le parole di questa relazione di iniziativa, ammetto che è stato un grande dispiacere vedere che si punta quasi esclusivamente su grandi soluzioni ingegneristiche, però inconsistenti, e ci si affida a ribadire delle false promesse di natura esclusivamente tecnologica per risolvere invece una necessità, quella dell'agricoltura, quella del sistema potabile, che è quella di utilizzare le migliori soluzioni per capacità ed economicità, attingendo alle conoscenze del passato, e alla migliore ricerca che ci garantisce di ridurre l'utilizzo delle risorse.”
“Quello che state facendo non è ammodernare la politica di coesione ma asservirla ad una rischiosa escalation militare. 1-0192-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghe e colleghi, grazie alla scorsa strategia europea dei fondi di coesione, solo in Italia sono stati avviati 37 000 progetti e forniti 6 miliardi alle piccole e medie imprese e più di un miliardo di euro per i territori più svantaggiati. Questi dati e il 9º rapporto sulla coesione confermano che questo è il fondo europeo che impatta su economia, occupazione, servizi sociali, ambiente, partendo dai territori per i territori. Oggi però c'è un problema: la Commissione vuole tradire questi obiettivi e lo fa permettendo di finanziare multinazionali e industria bellica. Lo spopolamento però non si combatte con le armi: qui c'è bisogno di scegliere da che parte stare. E noi questi fondi li vogliamo usare per i cittadini che ci chiedono servizi, lavoro e dignità.”
“Ad esempio, in questa sua visione, Commissario, i centrali servizi ecosistemici, generati dagli agricoltori che lavorano in simbiosi con l'agricoltura, li vuole consegnare in mano al mercato senza tutele. Così, anche questa volta, invece di essere un'opportunità di reddito per gli agricoltori, il controllo lo avrà il mercato. Lo stesso mercato che oggi lascia nelle tasche degli agricoltori solo il 7% del prezzo pagato dai consumatori. Commissario, lavorare per un salario giusto è un diritto anche per noi agricoltori. Ci restituisca il controllo di tutto questo. 4-0025-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, è davvero un grande "wow", perché torna al centro la competitività in agricoltura. Temo, però, che in questa sua visione, Commissario, la competitività dipenda, per lo più, dal peso dell'agricoltura nel commercio globale che dalla capacità di garantire cibo sano per gli europei. Quindi, cari colleghi, noi insieme dobbiamo guidare l'agricoltura europea a ritrovare la propria autonomia, a non essere più ostaggio degli oligopoli delle multinazionali che controllano i mercati, la genetica dei nostri semi, la chimica e ora anche la transizione verso il biologico e l'agroecologia, volendoli sempre più controllare e snaturare.”
“È inaccettabile che la premier Meloni continui a volerci portare il nemico in casa, e con Starlink lo fa. Un progetto europeo alternativo a Starlink c'è: è IRIS2. Sosteniamolo. L'Unione europea deve sviluppare un'infrastruttura autonoma, per evitare ricatti geopolitici e per garantire la nostra sicurezza. 4-0147-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, i negoziati tra il governo italiano e Elon Musk su Starlink sono una questione strategica per la sovranità e la sicurezza dell'Unione. Meloni vuole cedere le comunicazioni governative e militari all'uomo chiave di Trump, lo stesso Musk che sostiene l'estrema destra tedesca con l'obiettivo di destabilizzare le istituzioni europee. Quali altre e quante altre ingerenze vogliamo accettare? Vogliamo davvero che le nostre reti di informazioni classificate siano gestite da un'azienda non europea? Ricordate che cosa è successo quando Musk ha interrotto l'accesso a Starlink in Ucraina? La fretta non vale la spesa. Le destre europee vanno in ginocchio da Trump e lui ci ha ringraziato tassando le nostre industrie strategiche. Ma ora vogliamo svenderne anche altre?”