Carlo Fidanza
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, a beneficio dell'intera Aula, un chiarimento procedurale. Si chiede un rigetto della proposta originaria? Si chiede un rigetto della proposta come emendata dal voto dell'Aula, che ha visto passare due emendamenti? 4-0220-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il sistema ETS è oggi totalmente incompatibile con i bisogni dell'industria europea e si è trasformato in una tassa carbonica contro le nostre famiglie, contro le nostre imprese.”
“Invece, al buon senso si preferisce ancora una volta la difesa di un totem ideologico, mentre chi lavora sulla revisione pensa di cavarsela con qualche modifica di facciata ai benchmark.”
“Signora Presidente, signora Alta rappresentante, onorevoli colleghi, a Cuba vediamo il volto peggiore del regime comunista, che da oltre 60 anni priva il suo popolo della libertà.”
“L'Unione europea non può continuare a legittimare chi calpesta sistematicamente la libertà. Per questo, torniamo a chiedere con forza la sospensione immediata dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione.”
“Signor Presidente, signora Ministra, signora Commissaria, onorevoli colleghi, le crisi geopolitiche hanno già avuto un impatto diretto e durissimo non soltanto sull'energia ma anche sul nostro sistema agroalimentare. Ed è per questo che abbiamo insistito per allargare il dibattito di oggi anche a questo tema.”
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“Signora Presidente, onorevoli colleghi, a beneficio dell'intera Aula, un chiarimento procedurale. Si chiede un rigetto della proposta originaria? Si chiede un rigetto della proposta come emendata dal voto dell'Aula, che ha visto passare due emendamenti? 4-0220-0000”
“Invece, al buon senso si preferisce ancora una volta la difesa di un totem ideologico, mentre chi lavora sulla revisione pensa di cavarsela con qualche modifica di facciata ai benchmark. Questa è la strada che conduce diritti al suicidio industriale e alla desertificazione produttiva dell'Europa, oltre che alla dipendenza totale dell'Europa dalla Cina. E non è questa la strada che possiamo percorrere, non è questa la strada che noi accettiamo. 3-0205-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, il sistema ETS è oggi totalmente incompatibile con i bisogni dell'industria europea e si è trasformato in una tassa carbonica contro le nostre famiglie, contro le nostre imprese. Questo è vero, a maggior ragione, in questa fase di crisi energetica, che porterebbe qualsiasi persona di buon senso almeno a sospenderlo immediatamente per i settori più colpiti, a partire dalle industrie energivore. Quel buon senso che avrebbe dovuto portare a non fare l'ETS marittimo, che sta spostando traffici commerciali dai porti europei ai porti africani, a mettere nel cassetto per sempre gli ETS 2 su trasporto pesante e abitazioni, a impedire la speculazione finanziaria sulle quote di carbonio.”
“L'Unione europea non può continuare a legittimare chi calpesta sistematicamente la libertà. Per questo, torniamo a chiedere con forza la sospensione immediata dell'accordo di dialogo politico e di cooperazione. L'Europa deve scegliere da che parte stare: o con i tiranni o con i dissidenti, o con la dittatura castrista o con il popolo cubano. 2-0431-0000”
“Signora Presidente, signora Alta rappresentante, onorevoli colleghi, a Cuba vediamo il volto peggiore del regime comunista, che da oltre 60 anni priva il suo popolo della libertà. Mancano elettricità, acqua, carburante e medicinali, il popolo soffre, la denutrizione avanza, mentre la corruzione del regime, ormai al collasso, dilaga insieme alla repressione, con arresti arbitrari e persecuzioni contro dissidenti politici e contro le comunità cristiane. Dopo le proteste di marzo, hanno fatto il giro del mondo i nomi dei cubani arrestati: tra loro c'è Jonathan Muir, 16 anni – 16 anni – detenuto nonostante i gravi problemi di salute che fanno temere per la sua vita, e c'è Erich Padrón, un muratore colpevole soltanto di aver chiesto cibo e dignità in un video sui social. Insieme a loro, oltre 1 260 prigionieri politici.”
“Per questo è essenziale, a nostro avviso, sterilizzare l'effetto del CBAM e dell'ETS sulla produzione e sull'importazione dei fertilizzanti. Continuare ad applicarli come se nulla fosse, in una fase di riduzione della disponibilità e di forte rialzo dei costi, colpisce agricoltori e consumatori e rischia di alimentare inflazione e recessione. Allo stesso tempo, dobbiamo offrire alternative concrete, come il digestato di origine animale, che è una soluzione già disponibile, organica, naturale, europea, circolare. Per questo è necessario da subito eliminare barriere normative che ne limitano l'utilizzo e garantire flessibilità agli Stati membri. Oggi gli agricoltori europei hanno bisogno di decisioni immediate e realistiche come queste e noi siamo pronti a sostenerle.”
“Signor Presidente, signora Ministra, signora Commissaria, onorevoli colleghi, le crisi geopolitiche hanno già avuto un impatto diretto e durissimo non soltanto sull'energia ma anche sul nostro sistema agroalimentare. Ed è per questo che abbiamo insistito per allargare il dibattito di oggi anche a questo tema. È evidente che la competitività delle nostre imprese agricole è oggi sotto pressione: accogliamo quindi con favore quanto dichiarato dal commissario Hansen in vista del piano d'azione europeo sui fertilizzanti e l'impegno della Commissione a garantire prevedibilità e stabilità agli agricoltori nel breve termine. È un segnale che va nella giusta direzione. Ma dobbiamo essere chiari: il sostegno economico da solo non basta. Servono misure urgenti che incidono immediatamente sui costi di produzione.”
“Chi sceglierà ancora una volta la strada delle mediazioni al ribasso, della burocrazia o dell'ideologia ne sarà responsabile davanti ai cittadini. 1-0147-0000”
“È stato quindi significativo avere ottenuto per la prima volta l'apertura a interventi nazionali per sterilizzare l'impatto dell'ETS sulle bollette e finalmente il venir meno di un totem, un pilastro di quel Green Deal ideologico che ha distrutto la competitività europea. Noi riteniamo che si debba fare però ancora di più e che, in questa fase di crisi, l'ETS debba essere sospeso. Poi, nella proposta di revisione del prossimo luglio, la Commissione sarà chiamata a estendere le quote gratuite per le industrie energivore, essere coraggiosa nella difesa dell'industria di base e affrontare finalmente con determinazione il tema della speculazione finanziaria sulle quote di carbonio. Il tempo per evitare la desertificazione industriale del nostro continente sta per scadere.”
“E mentre si attende l'apertura concreta di uno spiraglio negoziale che possa portare alla fine del conflitto e alla rinuncia definitiva dell'Iran ai suoi piani nucleari, l'Unione europea dovrebbe fare la propria parte con più coraggio nel sostenere la sicurezza energetica dei suoi Stati membri e la competitività delle proprie imprese. Per questo è stata importante l'iniziativa del governo italiano, che ha visto l'adesione di dieci governi per richiedere una profonda revisione del sistema ETS, che impatta sulla formazione del prezzo dell'energia elettrica e si ripercuote in modo differente tra paese e paese; per alcuni è diventato insostenibile. A maggior ragione nella sua combinazione con il CBAM, l'ETS finisce per essere una tassa ambientale che mina la competitività e favorisce la delocalizzazione delle nostre industrie.”
“Signora Presidente, signor Commissario, presidente Costa, onorevoli colleghi, l'Europa è sotto pressione su più fronti e non può più permettersi risposte lente né tantomeno ideologiche. La crisi in Medio Oriente ci impone realismo e rapidità di azione perché incide direttamente sul costo dell'energia, l'approvvigionamento di materie prime critiche, i traffici commerciali e, se dovesse perdurare, anche sulla sicurezza interna europea con possibili nuovi flussi migratori. Un rischio che dobbiamo prevenire se non vogliamo farci male, come fu con la folle gestione dei flussi dalla Siria nel 2015.”
“Non sono episodi casuali, non sono "compagni che sbagliano", il massimo della condanna che normalmente arriva dalla sinistra istituzionale in questi casi, ma attacchi coordinati e feroci, portati avanti con tecniche militari e terroristiche. C'è una nuova centrale criminale dell'antifascismo militante, di fronte a cui la reazione deve essere durissima e unanime. Rafforzare il coordinamento tra le forze di polizia nazionali e con Europol, accertare i collegamenti e inserire Antifa e questa rete di estremismo criminale nella lista UE delle organizzazioni terroristiche internazionali. 3-0421-0000”
“Un'ondata di odio e violenza transnazionale che ha come bersaglio non solo militanti di destra ma anche le forze dell'ordine, come abbiamo visto molte volte di recente, e soprattutto in Italia. Ricordiamo, tra i tanti, i fatti di Torino: una guerriglia urbana in cui sono rimasti feriti decine di agenti, uno dei quali brutalmente aggredito, mentre era a terra, a colpi di martello. Già, il martello: è la nuova versione delle chiavi inglesi con cui, negli anni '70, sono state strappate decine di vite innocenti. Da questo attrezzo prende il nome anche la famigerata Hammer band tedesca, che si è macchiata di numerose violenze in Germania e in altri Paesi europei, comprese quelle di Budapest del 2023, nel corso delle quali venne arrestata la nostra collega Ilaria Salis, a cui è stata vergognosamente garantita l'immunità parlamentare.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un inquietante filo rosso che lega le organizzazioni terroristiche di estrema sinistra in tutta Europa. Nel corso di manifestazioni antifasciste a Roma, a inizio gennaio, al fianco di compagni italiani sfilava Raphaël Arnault, deputato de La France Insoumise, leader de La Jeune Garde, già sciolta dalle autorità francesi. In quelle stesse ore, militanti di Gioventù Nazionale, venivano aggrediti a colpi di bastone da un commando straniero. Poche settimane dopo, un commando antifascista a Lione uccideva barbaramente il giovane patriota Quentin Deranque. Tra gli arrestati con l'accusa di omicidio, molti appartenenti a La Jeune Garde, tra cui un assistente parlamentare di Arnault.”
“Se vogliamo davvero che l'Europa giochi un ruolo in questa partita, dobbiamo mettere da parte le impostazioni ideologiche e garantire una piena neutralità tecnologica, sostenendo l'innovazione e l'industria invece di ostacolarle. Solo così la transizione sarà credibile e alla portata delle nostre imprese. 4-0022-0000”
“Il problema è che, mentre chiediamo all'industria uno sforzo enorme, continuiamo a scaricare su di essa costi altissimi, aggravati da un sistema malato come quello delle quote ETS che, così com'è – e lo abbiamo visto proprio nel trasporto marittimo – continua a produrre effetti controproducenti. I fondi messi a disposizione dalla Commissione non bastano per colmare il differenziale di prezzo che frena la produzione europea dei carburanti sostenibili. Servono strumenti mirati e un uso intelligente delle risorse ETS. E serve semplificare: certificazioni, tracciabilità, importazioni, partnership con paesi terzi. Senza certezze regolatorie non arriveranno investimenti privati e resteremo dipendenti da mercati extraeuropei.”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, la transizione dei settori dell'aviazione e del trasporto marittimo richiede serietà, investimenti e pragmatismo. Troppo spesso, invece, l'Unione europea ha scelto l'ideologia, imponendo obiettivi senza garantire gli strumenti per raggiungerli. Lo diciamo da tempo: senza un vero mercato europeo dei carburanti sostenibili non ci sarà né decarbonizzazione, né competitività. Il piano di investimenti per i trasporti sostenibili va in una direzione più realistica e questo è un fatto positivo. Riconoscere il ruolo del GNL, del biometano, del metanolo, dei biocarburanti avanzati significa ammettere, finalmente, che non esiste una sola tecnologia valida per tutti, ma un percorso graduale che deve partire da quello che oggi è già disponibile.”
“Vogliamo risorse garantite per chi, ogni giorno, assicura il nostro cibo e la nostra sicurezza alimentare. Non ci rassegniamo a vedere smantellare la PAC con scelte che alimentano squilibri nel mercato interno e indeboliscono i nostri produttori nella competizione globale. Abbiamo bisogno di una politica agricola solida, autonoma e adeguatamente finanziata, perché soltanto questo approccio può garantire la nostra sovranità alimentare e quindi garantire la libertà dei nostri popoli. 1-0153-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Ministra, signor Commissario, attendevamo con ansia un segnale di ravvedimento da parte della Commissione, dopo le tante critiche ricevute nelle ultime settimane. E invece, ancora una volta, sembra che la montagna abbia partorito un topolino. Qualche passo avanti sulla coesione, certamente, a fronte però di una proposta sull'agricoltura che è ancora assolutamente e largamente insufficiente, direi inaccettabile. Accantonare, in modo figurato sulla carta, una percentuale di risorse per le aree rurali non significa, purtroppo, sostenere gli agricoltori, e questo lo sa bene la Commissione e lo sanno bene soprattutto gli agricoltori. Quello che noi non smetteremo di chiedere non è l'ennesimo esperimento di finanza creativa.”
“Ma, mentre con la mano destra si scrive una lettera per andare finalmente incontro a imprese e cittadini, sapendo di avere a che fare con governi sempre meno disposti a seguire queste follie, come se ci fosse ancora Timmermans, con la mano sinistra si stringe la corda al collo di imprese e cittadini, con la nefasta proposta della legge sul clima e della riduzione delle emissioni al 90% nel 2040. E si va avanti con soluzioni deboli, come il timido rinvio del regolamento sulla deforestazione, che invece dovrebbe essere radicalmente modificato. Purtroppo, il messaggio è chiaro: la strada dei compromessi al ribasso con la sinistra è un vicolo cieco che porta l'Europa verso un irreversibile declino. 3-0025-0000”
“Signora Presidente, signor Ministro, signor Commissario, onorevoli colleghi, diciamocelo: la vera novità di questo Consiglio è la lettera sulla competitività che la Presidente von der Leyen ha inviato lunedì ai leader. Una novità, anche perché, per la prima volta, leggiamo una autocritica sul Green Deal, nella quale, oltre finalmente a un'apertura sui biocarburanti per le auto, si riconosce che molte norme rischiano di aggravare la dipendenza strategica dalla Cina e far perdere competitività alle nostre industrie. Finalmente ci si è accorti che il re è nudo!”
“Sul solco di questi due provvedimenti positivi, chiediamo quindi alla Commissione di andare avanti con più rapidità, più forza e più coraggio nel sostenere gli agricoltori, la sicurezza e la sovranità alimentare dell'Europa, a partire dalla futura PAC post- 2027 e soprattutto dal prossimo Quadro finanziario pluriennale che, nella proposta formulata, continuiamo a considerare del tutto insoddisfacente. 2-0277-0000”
“Con la semplificazione della PAC, inoltre, riduciamo la burocrazia e diamo finalmente agli agricoltori strumenti più efficaci per innovare e per competere. Positivi l'aumento del sostegno alle organizzazioni di produttori e le misure per una filiera zootecnica tutta europea, con buona pace di quelle associazioni ambientaliste che ancora oggi si sono schierate per la prosecuzione delle sciagurate politiche del Green Deal e a danno dei nostri agricoltori. È tempo, invece, di tornare a una politica agricola che metta al centro produzione, reciprocità, redditività e sostenibilità economica.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, i provvedimenti che ci accingiamo a votare domani vanno nella giusta direzione e danno finalmente un segnale importante di attenzione al mondo agricolo. Con la riforma dell'organizzazione comune dei mercati introduciamo misure concrete per rafforzare la posizione degli agricoltori nella catena del valore, riequilibrare i rapporti contrattuali, valorizzare il ruolo delle cooperative agricole. Bene anche le norme sull'etichettatura dei prodotti a base di carne, essenziali per garantire trasparenza e tutelare realmente i consumatori, e le misure che privilegiano i nostri prodotti negli appalti pubblici, rafforzandone la tracciabilità e l'indicazione d'origine.”
“Ha saputo resistere alle lusinghe e rimanere fino all'ultimo fedele alla sua città: "E' il centro del mio mondo, mi ispira da sempre" diceva Armani di Milano, la sua città che oggi lo saluta e che, in fondo, gli somiglia così tanto: discreta, lavoratrice, mai troppo appariscente. Ha amato lo sport, ha vestito le nazionali olimpiche, ha accompagnato dal suo posto a bordo campo i canestri e le vittorie della sua amata Olimpia, perché lo sport – diceva – "ha gli stessi valori che io inseguo nella vita e nel lavoro." La sua eredità culturale, fatta di sobrietà, modernità, raffinatezza e senso estetico universale, continuerà a renderci orgogliosi e a ispirare le generazioni future. Addio, Re Giorgio. 1-0041-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, "il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia." Con queste parole, giovedì scorso ci ha lasciato il signor Giorgio Armani, come erano soliti chiamarlo i suoi collaboratori. Stilista di straordinaria eleganza, fondatore di un universo creativo riconosciuto in tutta Europa e in tutto il mondo. Giorgio Armani ha incarnato, nella sua forma più autentica, il genio italiano e il valore del made in Italy, che per lui era semplicemente questo: bello, ben fatto e pensato in Italia dall'inizio alla fine.”
“Ed è anche per questo che, quando discutiamo dei nostri necessari investimenti in difesa, come fatto al Consiglio dopo il vertice NATO, dobbiamo considerare come tali anche quelli per contrastare le minacce ibride, difendere i confini, proteggere le infrastrutture strategiche e controllare le materie prime critiche. Significa difendere la nostra libertà e la nostra sovranità. 3-0023-0000”
“Signora Presidente, signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, l'ultimo Consiglio europeo, fortemente incentrato sui temi internazionali, è stato preceduto ancora una volta da un vertice sull'immigrazione, presieduto da Giorgia Meloni insieme ai colleghi di Olanda e Danimarca. L'immigrazione non deve essere subita, ma deve essere gestita. Avanti, allora, con il contrasto dell'immigrazione irregolare, con gli accordi con i paesi extra‑UE, con la definizione di paesi terzi sicuri e con l'accelerazione dei rimpatri. Perché la strumentalizzazione dell'immigrazione è una delle minacce ibride a cui l'Europa è sottoposta, come abbiamo visto anche ieri in Libia, nella Libia orientale, dove è stato impedito l'accesso al Commissario Brunner e a tre importanti ministri di altrettanti paesi europei.”
“Colleghi, nelle prossime ore depositeremo le firme necessarie per richiedere l'istituzione di una commissione di inchiesta sul cosiddetto "green gate". Ringrazio i quasi 200 deputati che l'hanno supportata e faccio appello agli amici del PPE, che hanno avuto un ruolo importante nel richiedere chiarezza sulle azioni delle ONG ambientaliste, affinché si uniscano a noi in questa battaglia di verità e di trasparenza. 2-0046-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, nell'ultimo Consiglio si è parlato molto di difesa e di sicurezza. Non abbandonare la cooperazione transatlantica in nome di iniziative velleitarie; non ragionare soltanto di nuovo debito pubblico, ma di strumenti per stimolare gli investimenti privati; non parlare soltanto di riarmo, ma di sicurezza a 360 gradi e di difesa delle nostre libertà dalle minacce ibride. È questa la strada di buon senso tracciata da leader lungimiranti, come Giorgia Meloni. Ma si è parlato di competitività e semplificazione: concetti chiave, che però non si possono realizzare se non rivedendo obiettivi e tempistiche di ogni singolo provvedimento del Green Deal, disinnescando il pilota automatico di qualche burocrate ideologizzato.”
“Siamo, purtroppo, ancora di fronte a un piano intriso di ideologia full electric in stile Timmermans, per quanto annacquata dai continui richiami alla guida autonoma e i contenuti digitali: un errore scientifico, industriale, geopolitico imperdonabile. Qualcuno probabilmente considera già perso l'automotive europeo e ci lascia intendere che dovremmo dedicarci alla riconversione verso la difesa della nostra industria pesante, con tanto di beatificazione di quel debito pubblico un tempo visto come fumo negli occhi. Lo dico con chiarezza: noi non ci rassegniamo questa idea e continueremo a difendere l'industria e il lavoro europeo, la libera scelta dei consumatori e la neutralità tecnologica, la filiera della componentistica e la sovranità industriale e politica dell'Europa.”
“Signora Presidente, Ministro, Signor Commissario, onorevoli colleghi, non userò giri di parole. Il nostro gruppo si aspettava molto di più da questo piano. Bene il rinvio delle multe per i costruttori, da noi fortemente richiesto; malissimo non aver previsto una deroga anche per il settore dei veicoli pesanti, la cui elettrificazione non è sostenibile sul piano tecnologico e di mercato, danneggiando pesantemente un settore nel quale ancora competiamo con l'industria extra-europea in condizioni di vantaggio. Bene l'anticipo della revisione del regolamento CO₂, anch'esso da noi fortemente richiesto; malissimo il mancato riferimento alla neutralità tecnologica, nonostante le rassicurazioni del Vicepresidente Séjourné.”
“Ai sensi dell'articolo 215, proporremo una commissione di inchiesta per fare piena luce su questo scandalo vergognoso che ha coinvolto le istituzioni europee. Vogliamo la verità su questa vergogna e vogliamo sapere quanti soldi sono stati spesi in maniera irregolare, a chi sono stati dati, per quale motivo, chi hanno cercato di condizionare, con quale esito e se è stato fatto anche su altre materie importanti della nostra legislazione. 4-0148-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per un richiamo al regolamento ai sensi dell'articolo 215 e dell'allegato I al nostro codice di condotta. Ieri abbiamo avuto notizie di stampa, rilanciate dal collega del PPE, Gotink, che ringrazio, è una conferma inquietante da parte del Commissario Serafin: durante lo scorso mandato, la Commissione europea avrebbe stanziato più di 700 000 euro a favore di associazioni ambientaliste, al fine di convincere membri di questo Parlamento a sostenere con il loro voto le follie green volute dall'ex Commissario Vicepresidente Timmermans. Saremmo di fronte a un vero e proprio greengate, all'utilizzo di risorse pubbliche per condizionare il voto di questo Parlamento... (La Presidente toglie la parola all'oratore) 4-0144-0000”