Brando Benifei
Member of the European Parliament · S&D · IT
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, a Gaza il genocidio non è mai finito. Le parole del patriarca di Gerusalemme, Pizzaballa, sono come pietre: mancano acqua, cibo, medicinali, i topi mordono i bambini, mentre le persone muoiono. Hamas sembra aprire al trasferimento dell'amministrazione civile, ma non al disarmo.”
“Mi rivolgo al governo italiano in primis, a Giorgia Meloni: abbia il coraggio, per una volta, e tolga il veto sulla sospensione dell'accordo di associazione UE‑Israele, riconosca, come Italia, lo Stato di Palestina. È necessario che almeno la parte commerciale degli accordi sia sospesa, come abbiamo chiesto in questo Parlamento.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il "kill switch" non è più un'ipotesi: è stato premuto. A giugno, con una firma, Donald Trump ha chiuso l'accesso al modello di intelligenza artificiale più potente al mondo, anche all'Agenzia per la cibersicurezza europea, che l'aveva appena ottenuto.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, mentre gli Stati Uniti mettono in discussione l'accordo che lega Stati Uniti, Canada e Messico, e che per trent'anni è stato il pilastro dell'integrazione economica nordamericana, l'Europa fa una scelta opposta e rafforza le proprie alleanze.”
“Una strategia di importanza globale che ha anche benefici, per i nostri territori, molto immediati. Penso alle imprese dei nostri territori, dell'Italia, con indicazioni geografiche protette come quelle per i formaggi o quelle per i vini.”
“E nessuno si azzardi a pensare di comprare l'accesso ai modelli americani, allentando in segreto l'applicazione delle nostre leggi. La sicurezza digitale europea non va più affittata a nessuno, va costruita, con apertura, ma con determinazione, per difendere i nostri interessi. 2-0345-0000”
The complete record
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“Il Parlamento europeo lavorerà sul regolamento sui dazi presentato dalla Commissione: dobbiamo inserire una data di scadenza all'accordo per poterlo rinegoziare entro un tempo definito; dobbiamo proteggere acciaio e alluminio e i prodotti che li contengono, fondamentali per la nostra industria, dai dazi ultra punitivi del 50 %; dobbiamo tutelare la nostra agricoltura e la produzione vitivinicola, con esenzioni da negoziare subito. La Commissione europea ha portato avanti un lavoro molto difficile. Alcuni governi, come quello italiano, hanno da subito boicottato questo sforzo, prostrandosi all'amministrazione americana, ma ora dobbiamo reagire. Per questo dobbiamo aprire nuove rotte commerciali per l'Europa, rafforzare la nostra economia internamente e ricostruire un rapporto transatlantico equilibrato e basato sul rispetto.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, Trump minaccia sanzioni all'Europa perché non gli piacciono le nostre leggi e von der Leyen sorvola su tutto questo nel discorso odierno, ma non possiamo farci ricattare e nessun accordo può basarsi sulla coercizione e le minacce. Il presidente del PPE, Manfred Weber, ha detto che l'accordo UE-USA non lo convince, ma va sostenuto per senso di responsabilità. Io credo, invece, che abbiamo la responsabilità politica di dire la verità ai nostri concittadini, è cioè che non possiamo accettare l'accordo così com'è oggi se vogliamo fare il bene e gli interessi degli europei.”
“Ora la comunità internazionale si unisca nel definire condizioni giuste per una pace sostenibile e sicura, che sia rispettosa del popolo ucraino e dell'Europa, di cui l'Ucraina è parte, e che ricostruisca un ordine internazionale fondato sul diritto e non sulle sfere di influenza e sulla prepotenza. 2-0036-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il tappeto rosso americano per il criminale di guerra Putin ha prodotto solo altre bombe su Kiev, uccidendo civili inermi. A sentire Trump, la guerra doveva finire a 24 ore dal suo insediamento, invece siamo ancora qui a farci prendere in giro da un autocrate assassino. Nessun cessate il fuoco è stato raggiunto, mentre doveva essere questa la precondizione per proseguire le negoziazioni. Basta perdere tempo, serve un passo avanti concreto nell'utilizzo degli asset russi congelati per sostenere l'Ucraina in modo che paghi davvero chi ha causato tutto questo, superando le divisioni fra i paesi europei.”
“Looking forward, the IGF must address pressing issues regarding artificial intelligence, disinformation and responsibilities of major platforms. European Union must stand for an internet governance for all, and with everyone involved in dialogue and cooperation, to deliver the best results for the whole humanity. 1-0199-0000 Vystúpenia na základe prihlásenia sa o slovo zdvihnutím ruky 1-0200-0000”
“Mr President, renewing the mandate of the Internet Governance Forum is essential for safeguarding global internet governance. Its inclusive, multi-stakeholder model ensures that governments, civil society, businesses and the technical community can work together on equal footing, preventing fragmentation and purely state-driven approaches and political manipulations that threaten digital rights. The 20th IGF, held in Norway, with over 9 000 participants and over 165 countries represented, demonstrated the forum's irreplaceable role in preserving an open and interoperable internet. I was honoured to take part in these discussions, reaffirming the IGF as a cornerstone of global cooperation. With this resolution, we urge the United Nations General Assembly to renew and reinforce the IGF mandate, providing it with the resources it needs.”
“Non possiamo più muoverci da un ultimatum all'altro: mettiamo noi delle scadenze chiare, a questo punto, per arrivare a un accordo definitivo che sia mutualmente vantaggioso. L'unità dell'Europa è messa alla prova e noi dobbiamo rispondere da europei: con fermezza, con coerenza e con coraggio, dimostrando che alle parole seguono i fatti. 3-0270-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, i dazi illegali statunitensi, fuori da ogni regola dell'Organizzazione mondiale del commercio, stanno colpendo già il 70 % delle merci europee. L'Unione sta negoziando in buona fede, anche grazie al Suo lavoro, Commissario Šefčovič, proprio come si fa tra alleati, ma oggi l'Europa viene trattata sempre più come un avversario, non come un partner. Questo non è accettabile, deve cambiare. Nel momento in cui un accordo quadro, una prima tappa verrà concordata, questi dazi dovranno essere in larga parte rivisti, altrimenti l'Unione europea dovrà adottare subito contromisure serie sui beni, ma anche sui servizi. Alcune contromisure sono già pronte e vanno attivate, altre andranno preparate, per disincentivare ulteriore volatilità e caos, inevitabili, se rimanessimo inermi.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il rispetto del diritto è quello che sta alla base dell'adesione all'Unione europea. Proprio questo manca nel vergognoso memorandum firmato da Giorgia Meloni con l'Albania, un accordo fallimentare da 800 milioni, ora riciclato con l'idea di trasformare centri vuoti in CPR, buttando montagne di soldi dei contribuenti. Un piano inumano, ma anche inutile e costoso, che non affronta davvero le sfide migratorie. Lo dimostrano anche le critiche arrivate da diversi governi europei, persino quelli più vicini a Meloni. Il governo pensi invece a sostenere davvero l'ingresso dell'Albania nell'Unione europea e non strumentalizzi il tema per accordi inutili e dannosi. Va invece sostenuto il percorso europeo dell'Albania con serietà e impegno, sostenendo le riforme e sostenendo la vicinanza alla nostra Unione.”
“Di fronte a ciò che accade nel mondo, penso al massacro di civili a Gaza con il piano criminale di Netanyahu di occupare la Striscia, difendere il diritto internazionale in ogni luogo rimane una necessità esistenziale per l'Europa ma, mi sento di dire, anche per il futuro del mondo per fermare conflitti e violenze. 3-0035-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il sostegno dell'Unione europea a una pace equa, sostenibile e globale in Ucraina non può prescindere dalla giustizia. È proprio su questo che si fonda il nuovo meccanismo europeo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina, su cui ho lavorato insieme ad altri colleghi. Esso garantisce risorse per la ricostruzione utilizzando i profitti derivanti dagli asset russi congelati in Europa. Perché il costo del sostegno all'Ucraina deve essere pagato da chi è responsabile per tale devastazione: la Russia di Vladimir Putin, non quindi dagli ucraini e dagli europei. Nessuna pace può essere costruita alle spalle dell'Ucraina. Kiev deve essere parte del processo negoziale. L'Europa deve essere al tavolo, non come spettatrice, ma come attore fondamentale. L'unico modo per farlo è rimanere uniti.”
“In ogni caso, l'Europa deve stabilire un'alleanza con tutti coloro che vogliono mantenere un ordine del commercio mondiale fondato sulle regole e stipulare nuovi accordi. Questa che stiamo vivendo è l'ennesima prova: in questo mondo così complicato c'è bisogno di un'Unione europea più unita e più forte. 2-0045-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario Šefčovič, onorevoli colleghi, il reale obiettivo dei dazi illegali imposti da Donald Trump è uno e uno solo: stravolgere il modello democratico e sociale europeo, abbattendo le nostre norme che ci tutelano su cosa mangiamo e beviamo, in quale ambiente viviamo, quali diritti abbiamo di fronte ai giganti tecnologici. Da qui dobbiamo mandare un messaggio chiaro: le nostre leggi le decidiamo in Europa per gli europei. Nei prossimi mesi negozieremo per superare questa situazione dannosa per l'economia di entrambe le sponde dell'Atlantico. Con la commissione Commercio saremo a Washington a fine mese. Vogliamo trovare un accordo utile: ma se non ci sarà davvero la volontà di arrivarci, saremo pronti a rispondere con contromisure forti su beni e servizi americani.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il benessere dell'Europa è messo duramente a rischio di fronte ai dazi americani che saranno annunciati domani; questo tema è ovviamente al centro del dibattito fra noi e i nostri governi. Dobbiamo rispondere subito in maniera coesa, come Unione europea, e dobbiamo farlo in modo netto e senza tentennamenti, perché solo così si potrà sedere al tavolo negoziale alla pari e scongiurare un danno economico incalcolabile per le nostre imprese, ma anche per quelle americane. Dobbiamo preparare misure tariffarie come i dazi di risposta e, se sarà necessario, anche non tariffarie, per esempio rafforzando le regole per l'acquisto di beni europei in via prioritaria in alcuni ambiti.”
“Dobbiamo lavorare per rendere l'Europa più competitiva con la qualità del lavoro, delle competenze, dei prodotti, e non fare una rincorsa verso il basso a danno dei nostri lavoratori, imprenditori e territori. Sicuramente, qui dal Parlamento europeo, ci impegneremo per impedire queste scelte contrarie ai veri interessi europei. 1-0118-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, semplificare serve, deregolamentare no. Saremo sempre disponibili a lavorare per sburocratizzare i meccanismi europei, ad esempio di accesso ai fondi, ma non siamo disponibili a buttare a mare il modello sociale europeo. Il pacchetto Omnibus, oggi, è un attacco ai progressi della scorsa legislatura su sostenibilità sociale e ambientale. La semplificazione è solo apparente: le proposte sono affrettate e creano incertezza giuridica. Questa deregolamentazione tocca anche l'ambito digitale, come la scelta sbagliata di ritirare la proposta di direttiva sulla responsabilità civile per danno da intelligenza artificiale. Ci troviamo così con un sistema che non offre abbastanza tutele legali ai cittadini e che confonde le piccole e medie imprese. L'assenza di regole chiare non crea innovazione.”
“In ogni caso, dobbiamo portare avanti i nostri progetti. L'Unione ha già lanciato il progetto IRIS2 per una connettività satellitare sicura. È in ritardo questo progetto. La Commissione deve impegnarsi a realizzarlo più velocemente insieme agli Stati membri. E poi le crescenti tensioni geopolitiche. La dipendenza da fornitori esterni per infrastrutture cruciali è un tema non solo rispetto ai satelliti, ma anche per i cavi sottomarini, le tecnologie mobili. Si mette a rischio, se non si lavora su questo, l'autonomia strategica dell'Europa. Dobbiamo fare di più, adesso e insieme. Non perdiamo altro tempo, perché ne va della nostra libertà. 4-0159-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito su Starlink in Italia ci ha posto un doppio interrogativo: possiamo affidarci per comunicazioni del governo e degli apparati di intelligence e di difesa ad aziende fondate e guidate da chi oggi pubblicamente supporta forze filo-Putin e anti-UE, con l'uso di potenti mezzi di comunicazione e di risorse illimitate? E, qualora adottassimo sistemi come Starlink, possiamo rischiare che il governo americano ne interrompa le funzionalità, come è accaduto in una occasione in Ucraina? Io credo serva equilibrio e approfondimento. Vale per l'Italia, che ho usato come esempio, e vale per l'Europa. Non possiamo precluderci nessuna soluzione tecnologica, ma quando si tratta della sicurezza nazionale ed europea dobbiamo essere certi di mantenere il controllo e la riservatezza necessaria.”
“L'inserimento dell'accordo di Parigi e del capitolo su commercio e sviluppo sostenibile sono passi positivi, ma permangono nodi irrisolti che vanno approfonditi: il meccanismo di riequilibrio, la risoluzione delle controversie, l'efficacia delle misure contro la deforestazione, ma anche la necessità di rafforzare il sistema doganale per garantire la sicurezza del mercato interno e dei consumatori. Come Socialisti e Democratici abbiamo avviato un dialogo con la Commissione, le parti sociali e le ONG per valutare ogni aspetto dell'accordo. Mi rivolgo in particolare alla Commissione: abbiamo un anno per dare risposte, come istituzioni, alle questioni sollevate dagli europei, per agire sulle criticità in modo convincente, con provvedimenti e azioni e poter quindi convincere anche questo Parlamento della bontà dell'accordo.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'accordo con il Mercosur è un'intesa di grande rilevanza geopolitica e potrebbe ridefinire gli equilibri globali. Per l'Unione europea rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare la propria presenza in America latina e contrastare l'influenza di altre superpotenze. Tuttavia, per decidere se possiamo votarlo, è essenziale valutarne l'impatto su lavoratori, imprese, agricoltura e ambiente, assicurando che siano rispettate regole chiare e condivise.”
“Ed è giusto che la Corte faccia piena chiarezza sul caso Al Masri, un'altra umiliazione inferta all'Italia da Giorgia Meloni, liberando un criminale internazionale nonostante il mandato d'arresto della stessa Corte. Questo è il momento per l'Europa di scegliere da che parte stare: con la giustizia o con l'impunità. 2-0496-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, le sanzioni imposte da Trump contro la Corte penale internazionale sono una grave minaccia all'ordine mondiale, mentre la stessa Corte porta avanti la sua missione di contrastare l'impunità senza guardare in faccia nessuno, da Putin a leader africani, da Hamas a Netanyahu. Mi vergogno della mancanza della firma italiana alla lettera a difesa della Corte redatta da 79 paesi, compresi tutti i paesi fondatori dell'Unione. Vergogna Meloni! Vergogna Salvini! Vergogna Tajani! L'Unione europea deve agire immediatamente attivando il regolamento 2271/96 per proteggere la Corte e i suoi funzionari. Vanno bloccati gli effetti extraterritoriali delle sanzioni statunitensi, consentendo alla Corte di continuare la sua missione.”
“È una contraddizione che va sanata, perché questo conflitto non riguarda solo la competitività, ma la nostra autonomia strategica. Gli Stati Uniti hanno investito 52 miliardi di dollari nel loro Chips Act. Serve un rilancio, in modo che la capacità produttiva di semiconduttori avanzati in Europa sia rafforzata, e dobbiamo anche rilanciare la cooperazione transatlantica col Trade and Technology Council. Servono azioni concrete per garantire innovazione, sicurezza e leadership tecnologica, e servono adesso. 2-0467-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la decisione degli Stati Uniti di imporre restrizioni all'esportazione di chip superpotenti per l'intelligenza artificiale è una sfida diretta alla resilienza economica e alla sovranità tecnologica dell'Europa. Classificando gli Stati membri in categorie diverse, viene minata la politica commerciale comune e si danneggiano i rapporti transatlantici. L'Unione europea deve agire con determinazione per difendere il mercato unico e investire in tecnologie strategiche. Sono appena tornato dal summit dell'IA a Parigi, come la Vicepresidente Virkkunen qui presente, e la Commissione ha, proprio in questo momento, promesso 200 miliardi di EUR con l'iniziativa InvestAI. Ma nella bussola della competitività i semiconduttori sono solo appena citati.”
“Questo messaggio, cari rappresentanti della Commissione e del Consiglio, deve essere mandato con molta nettezza, e anche noi – lo dico come presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con gli Stati Uniti – faremo la nostra parte per far avanzare l'agenda europea: un'Europa che deve essere aperta al dialogo, ma sempre consapevole di sé stessa, dei propri valori e dei propri impegni nei confronti dei suoi cittadini. 2-0213-0000”
“Condivido quanto dice la Presidente von der Leyen quando ha detto che bisogna essere pragmatici nelle nostre relazioni con Trump, ma senza cedere sui nostri principi e difendendo i nostri interessi e valori. Dovremmo negoziare duramente su questioni come il commercio, i possibili dazi, le misure ambientali, l'energia, la sicurezza internazionale e molto altro. Dovremo anche accettare che su alcuni temi le distanze rimarranno, come sulla regolazione degli spazi digitali, lo abbiamo visto anche nella discussione di oggi. Ma, prima di tutto, dobbiamo pretendere rispetto: è la base per un rapporto costruttivo.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, Donald Trump si è nuovamente insediato alla Casa Bianca e annuncia una nuova era dorata per l'America, che, stando alle sue parole, dovrà fondarsi sulla rivalsa contro coloro i quali si starebbero approfittando degli Stati Uniti e arricchendo alle loro spalle. I primi atti, dopo il discorso inaugurale, svoltosi alla presenza dei principali miliardari tech americani e di alcuni leader della destra mondiale, evidenziano una linea politica netta e per molti aspetti preoccupante per gli interessi europei. Il Presidente americano non ha menzionato l'Europa né ha invitato rappresentanti dell'Unione europea.”
“A chi ci ha definito una tirannia dobbiamo chiedere rispetto, e dobbiamo chiarire che non accettiamo – e non accetteremo – interferenze nei processi democratici con manipolazioni e abusi di conflitti di interesse, magari sfruttando ricchezza e potere. La nostra stessa democrazia oggi è in gioco. Dobbiamo fare tutti le scelte giuste. 2-0141-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito di questa mattina ha chiarito che per molti colleghi della destra la libertà di espressione significa che in Europa dovrebbe essere possibile discriminare le donne o dichiarare gli omosessuali dei malati mentali, amplificando questi contenuti tramite gli algoritmi, in modo non trasparente e pagando per dare a questi contenuti più visibilità. Noi non siamo d'accordo. La maggioranza di questo Parlamento ha deciso di difendere davvero la libertà di espressione, con regole che devono essere implementate senza timidezze. Commissaria Vicepresidente Virkkunen, non perdiamo altro tempo.”