Salvatore De Meo
Member of the European Parliament · PPE · IT
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, il piano d'azione europeo sulla cibersicurezza e l'intelligenza artificiale rappresenta una scelta strategica per rafforzare la sicurezza, la competitività e la resilienza dell'Unione.”
“I think it is important to underline that, really, this action plan is not the end of our discussion, because this is now the real beginning of European efforts to ensure that AI becomes a strategic asset for our security, not a systematic vulnerability.”
“Come autorevolmente richiamato dalla lettera enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV, il progresso tecnologico acquista il suo pieno valore solo quando è al servizio della persona umana e ne custodisce la dignità.”
“But, as you said, also, and I underlined, massive investments are really needed now and urgently in this area. Also, the second priority in our action plan and an important pillar is, of course, to prepare our cybersecurity environment and also be able to fix the vulnerabilities fast.”
“We will work very closely with our Member States, with this House, with our industry, with the open‑source community, and with our international partners, of course, because this is a challenge that Europe cannot afford to face alone or too late. 2-0353-0000 Brīvais mikrofons 2-0354-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il mercato unico non è solo uno spazio economico comune, ma uno strumento geopolitico con cui trasformare la forza economica dell'Unione europea in potere di influenza globale.”
The complete record
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“Il nuovo pacchetto omnibus va nella giusta direzione, ma non serve scrivere nuove regole, serve una vera attuazione, soprattutto in settori chiave come il commercio elettronico, grande sfida dei nostri giorni, dove la mancata applicazione uniforme apre la strada a concorrenza sleale. Così come un altro passo concreto potrebbe essere l'introduzione di un 28° regime europeo che permetta alle imprese di operare e di crescere in tutta l'Unione, con un solo insieme di regole armonizzate, riducendo costi, tempi e incertezze. È evidente che solo il mercato unico completo, digitale e integrato potrà far ripartire il motore dell'economia ed avere un'economia che compete, innova e cresce insieme. 2-0047-0000 Catch-the-eye procedure 2-0048-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Commissario, la vera forza dell'Unione europea è sempre stata il suo mercato unico, motore di prosperità, innovazione e libertà economica. Eppure, questo motore procede a velocità ridotta perché troppa frammentazione, troppa burocrazia e troppe norme sovrapposte che confondono e rallentano le nostre imprese, soprattutto quelle piccole e medie. La carenza di investimenti e la dipendenza da tecnologie straniere rendono l'Unione vulnerabile sul piano strategico ed economico ed ecco perché serve un cambio di passo, con più armonizzazione, più semplificazione e una vera integrazione digitale.”
“Non è soltanto una questione di competitività, si tratta di una scelta strategica per rafforzare un settore chiave dell'economia europea e per dare certezza alle imprese, ai lavoratori e ai cittadini. 1-0135-0000 Intervenții la cerere 1-0136-0000”
“Certamente i produttori devono farsi carico dei costi del fine vita, ma non possiamo escludere le piccole e medie imprese che operano, per esempio, nel settore della demolizione e che costituiscono la spina dorsale del settore di alcuni Stati. In quest'ottica diventa fondamentale chiarire la definizione di "impianto di trattamento autorizzato" per evitare delle ambiguità e delineare invece con precisione le responsabilità dei diversi operatori, al fine di evitare confusione con altre operazioni di trattamento. Occorre, infine, costruire forme di collaborazione tra le case automobilistiche e gli impianti di demolizione dei veicoli, una collaborazione capace di generare fiducia reciproca e di coniugare gli obiettivi ambientali con la sostenibilità economica.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, ogni anno oltre sei milioni di veicoli in Europa raggiungono il fine vita, quindi è necessario fissare dei requisiti chiari sull'impiego dei materiali riciclati nei nuovi veicoli. Questo regolamento è un tassello fondamentale per l'industria automobilistica, che è chiamata ad adattarsi a nuove sfide produttive senza rinunciare a qualità e sicurezza e, allo stesso tempo, favorire un modello di economia circolare. L'obiettivo è chiaro: i veicoli di nuova produzione devono essere progettati sin dall'inizio per il riutilizzo, il riciclo e il recupero, così da ridurre l'impatto ambientale lungo l'intero ciclo di vita e contrastare la vendita illegale di veicoli rubati o addirittura rivenduti nei paesi più poveri.”
“Il Patto per gli oceani rappresenta una risposta politica ambiziosa e necessaria per coinvolgere istituzioni, imprese, comunità costiere e cittadini. In uno scenario globale sempre più complesso e delicato, il Patto per gli oceani non è solo una visione, ma una roadmap concreta per un futuro più blu, più sicuro e più sostenibile, con cui contribuire ad avere un'Europa più forte, resiliente e autonoma. 2-0125-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, per troppo tempo abbiamo focalizzato la nostra attenzione alla terraferma o tutt'al più alle fasce costiere, senza renderci conto di un orizzonte più ampio verso il quale oggi stiamo guardando con la consapevolezza che i nostri mari sono un patrimonio comune, vitale per l'equilibrio climatico, ma anche per la nostra sicurezza alimentare ed energetica, indispensabile per rafforzare la nostra autonomia strategica. In Europa, l'economia blu dà lavoro a circa quattro milioni e mezzo di persone e genera quasi 650 miliardi di euro di valore aggiunto. Tuttavia, gli oceani sono sotto pressione non solo a causa dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici, ma anche per l'assenza di un quadro regolatorio certo che ne possa proteggere e valorizzare le loro potenzialità.”
“È giunto il momento di rafforzare con grande convinzione il pilastro europeo della NATO per rendere l'alleanza più forte, più equa e più credibile. L'unità transatlantica è, e resta, il nostro orizzonte strategico, ma perché sia sostenibile tutti devono fare la propria parte e l'Europa oggi deve finalmente assumersi la responsabilità della propria sicurezza. 1-0137-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, di fronte ai gravi costi umani e alla crudeltà dell'aggressione russa, una guerra alle nostre porte che mina direttamente la nostra sicurezza, non possiamo più limitarci solo a dichiarazioni di condanna o a pacchetti di sanzioni. L'Europa deve passare dalla solidarietà all'assunzione di responsabilità. Per questo serve una svolta concreta nella nostra capacità difensiva, dove difesa non significa solo carri armati o investimenti bellici. Difesa oggi vuol dire protezione delle infrastrutture civili, dei nostri ospedali, delle reti energetiche digitali, vuol dire sicurezza alimentare, mobilità strategica, cybersicurezza. Vuol dire costruire una capacità di risposta credibile contro minacce che non sono più convenzionali, ma ibride, asimmetriche e pervasive.”
“La pace che vogliamo non può essere però frutto di una resa o di un compromesso imposto ma deve poggiare su condizioni giuste e condivise: la cessazione dell'aggressione russa, il rispetto dell'integrità territoriale ucraina e un vero ritorno al dialogo multilaterale. Serve una visione chiara con cui promuovere una difesa comune: rafforzare il pilastro europeo nell'Alleanza atlantica e rilanciare il ruolo geopolitico dell'Europa nella scena internazionale. In un mondo segnato da nuove tensioni e vecchi imperialismi, la vera pace non si ottiene arretrando, ma costruendo un ordine internazionale giusto e duraturo. 3-0056-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, io credo che l'Europa oggi debba riaffermare con determinazione il proprio ruolo di guida responsabile nel promuovere stabilità e sicurezza. Perché difendere l'Ucraina non è solo un dovere morale ma è un investimento strategico per la pace e la libertà del nostro continente. Sostenere Kiev significa difendere la sovranità degli Stati e la libertà dei popoli ma significa anche rafforzare la credibilità dell'Unione come attore globale capace di tradurre la solidarietà in azione concreta, senza mai rinunciare alla fermezza dei propri principi.”
“Ma il vero obiettivo deve essere più ambizioso: costruire una partnership economica strutturata con gli Stati Uniti e con il Canada, con zero dazi, con un libero scambio equilibrato e regole comuni che tutelino imprese, lavoratori e consumatori. Non possiamo limitarci a inseguire le scelte altrui. L'Europa ha le carte in regola per essere protagonista nel commercio ma potrà farlo solo se parla con una sola voce,rafforza la propria autonomia strategica e agisce con coraggio e serietà e lungimiranza. Un'Europa forte non teme il confronto ma lo guida. 2-0091-0000”
“Signor Presidente, Signor Commissario, onorevoli colleghi, le recenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti ci ricordano quanto sia fragile l'equilibrio economico globale e quanto sia necessaria, oggi più che mai, una voce europea forte, coesa e credibile. Di fronte a delle misure unilaterali che rischiano di colpire interi settori strategici della nostra economia, la risposta dell'Unione non può essere frammentata o esitante: deve basarsi sul dialogo e su una strategia chiara e condivisa. Dobbiamo rafforzare il mercato unico, rimuovere le barriere interne che ancora oggi ne limitano il suo potenziale e investire con determinazione nella nostra competitività industriale e tecnologica.”
“Oggi difesa significa anche cibersicurezza, tutela delle infrastrutture critiche, delle rotte commerciali, dell'approvvigionamento energetico; significa controllo dell'immigrazione irregolare e supporto nelle attività di protezione civile. La sicurezza non è un costo. Investire nella difesa non significa fare la guerra, ma è il presupposto della nostra stabilità sociale ed economica, della nostra libertà, della nostra credibilità internazionale. O diventiamo attori globali, o continueremo a essere solo spettatori di decisioni altrui. 2-0193-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, in un contesto geopolitico sempre più instabile la sicurezza e la difesa comune non sono un'opzione, ma una scelta obbligata. L'Europa ha bisogno di una capacità di deterrenza credibile, che mostri al mondo un'Unione forte, coesa e capace di proteggere i propri cittadini, i propri interessi e i propri valori. Per questo dobbiamo rafforzare il pilastro europeo all'interno della NATO, con cui dobbiamo essere in sinergia e non in competizione, assumendoci la nostra parte di responsabilità e rendendo l'Alleanza atlantica e l'Occidente tutto ancora più forte. Ma è fondamentale anche un cambio di percezione culturale, perché quando parliamo di difesa i cittadini non vanno spaventati, né possiamo pensare solo alla dimensione militare.”
“A fronte di ciò, dobbiamo prevedere controlli rigorosi per assicurare reciprocità nelle importazioni, prevenire concorrenza sleale a garanzia dei nostri agricoltori e dei nostri consumatori, così come dobbiamo rafforzare gli strumenti di tutela dei prodotti europei di indicazione geografica. Un'Europa competitiva non si costruisce solo con l'apertura dei mercati, ma anche con la tutela delle proprie aziende e delle proprie eccellenze. Questo accordo potrà definirsi equo se saremo in grado di garantire nuove opportunità, senza però sacrificare la nostra sicurezza e la nostra identità alimentare e soprattutto il futuro delle nostre imprese. 4-0094-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'accordo commerciale Mercosur con i paesi dell'America latina, pur rappresentando un'opportunità strategica, perché mira a rafforzare la competitività europea, diversificando le catene di approvvigionamento e riducendo la dipendenza da altri mercati, presenta però alcuni rischi e criticità che, soprattutto per il settore agroalimentare, meritano la nostra attenzione prima di procedere alla sua definitiva approvazione. Le nostre aziende agricole rispettano standard elevatissimi in termini di sicurezza, qualità, sostenibilità ambientale e benessere animale, a differenza di quelle dei paesi Mercosur.”
“Va bene diversificare i nostri rapporti commerciali, ma è necessario rafforzare le nostre filiere produttive e difendere le nostre imprese non con una ossessiva e frenetica iper-regolamentazione, ma con strumenti concreti che aumentino la competitività globale. Se vogliamo essere un attore credibile e autorevole nello scenario internazionale, dobbiamo smettere di reagire e iniziare ad agire, perché un'Europa forte non teme il confronto, ma lo guida. 2-0066-0000 Catch-the-eye procedure 2-0067-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, signor Commissario, in uno scenario commerciale globale in fermento e in continua evoluzione, l'unica domanda che dobbiamo porci è come rendere l'Europa realmente autonoma, forte e competitiva. Non possiamo limitarci a inseguire le scelte altrui. Le guerre commerciali non sono la soluzione, anzi rischiano di essere peggiori di quelle armate. L'Europa è un mercato grande e ricco, ma senza una politica commerciale ambiziosa, senza investimenti concreti in innovazione e senza una drastica riduzione della burocrazia rischiamo di essere prigionieri non solo delle decisioni altrui, ma prigionieri di noi stessi.”
“Ciò significa condividere conoscenze, tecnologie e risorse, oltre a costruire – come si sta facendo – partenariati solidi tra governi, organizzazioni internazionali, società civile e settore privato. Combattere la desertificazione significa investire nel futuro, nella nostra diversità, nella sicurezza alimentare e nella stabilità delle generazioni future. 4-0029-0000”
“La COP16 è stata un'occasione per riflettere sulle nostre responsabilità, perché l'Unione europea manca di un'azione comune adeguata e le risorse dedicate sono ancora troppo limitate rispetto alla portata degli interventi. Dobbiamo impegnarci e sostenere lo sviluppo di politiche sostenibili, promuovendo pratiche agricole rigenerative e resilienti, un uso responsabile delle risorse idriche e l'innovazione tecnologica per ripristinare gli ambienti degradati. La cooperazione internazionale, inoltre, è importante perché nessun paese può affrontare da solo questa battaglia. La desertificazione non conosce confini e le sue conseguenze si ripercuotono su scala globale. Solo lavorando insieme possiamo affrontare la complessità di questa sfida.”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, la desertificazione è una delle sfide più urgenti del nostro tempo, aggravata dal cambiamento climatico e dalle attività dell'uomo. Non è solo una crisi ambientale, ma un problema sociale ed economico che minaccia la biodiversità, la sicurezza alimentare e la stabilità delle nostre comunità, alimentando tensioni e migrazioni forzate. Pensate che, ogni anno, 12 milioni di ettari vengono degradati, mettendo a rischio la sopravvivenza di oltre un miliardo di persone. Questo dato ci allarma e ci ricorda che la desertificazione, insieme alla crescente scarsità dell'acqua, richiede risposte immediate, coordinate e ambiziose.”