Paolo Inselvini
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, a Kawel, in Nigeria, decine di cristiani sono stati massacrati. Ancora. Ancora una volta, donne e uomini, famiglie intere, uccisi soltanto perché cristiani. E Open Doors ci dice che negli ultimi due anni 5 000 cristiani sono stati uccisi.”
“Dobbiamo invece legare i nostri accordi di partenariato e commerciali al rispetto della libertà religiosa. Difendere i cristiani, infatti – i nostri fratelli – significa difendere la pace, la civiltà e anche difendere noi stessi, proprio laddove c'è più necessità. 3-0451-0000 IN THE CHAIR: SABINE VERHEYEN Vice-President 3-0452-0000”
“lo lo dico e lo ripeto: da sinistra a destra e al centro, tutti dobbiamo recuperare quella che per noi è l'umanità e la ricerca, davvero, della pace. Se lo facciamo, allora possiamo sederci a un tavolo in maniera unita e in maniera cauta e pragmatica, come sempre ha fatto il governo italiano, per cercare di trovare soluzioni di pace.”
“Diciamolo in modo trasversale, da destra a sinistra, senza divisioni. Perché non può esserci pace se il Libano continua a bruciare. E se il cedro del Libano non si spezzerà, questo dipenderà anche da quanto l'Europa saprà recuperare la propria centralità diplomatica nel Mediterraneo e in Medio Oriente.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il tanto agognato accordo tra gli Stati Uniti e Iran sembra finalmente arrivare. La speranza è che da venerdì si possa aprire una nuova fase di pace e stabilità, dopo mesi di guerra le cui prime vittime sono stati i civili e l'economia europea. Ma quanto durerà?”
“– Il punto, caro collega, è che, appunto perché noi dobbiamo fare in modo che l'immigrazione incontrollata si fermi, dobbiamo cercare di evitare di creare i problemi che abbiamo avuto con l'immigrazione incontrollata in questi anni in Europa, dobbiamo fare in modo che cessino le ostilità in Medio Oriente e in Africa e garantire la stabili…”
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“Dobbiamo invece legare i nostri accordi di partenariato e commerciali al rispetto della libertà religiosa. Difendere i cristiani, infatti – i nostri fratelli – significa difendere la pace, la civiltà e anche difendere noi stessi, proprio laddove c'è più necessità. 3-0451-0000 IN THE CHAIR: SABINE VERHEYEN Vice-President 3-0452-0000”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, a Kawel, in Nigeria, decine di cristiani sono stati massacrati. Ancora. Ancora una volta, donne e uomini, famiglie intere, uccisi soltanto perché cristiani. E Open Doors ci dice che negli ultimi due anni 5 000 cristiani sono stati uccisi. Dal cuore dell'Europa abbiamo il dovere di non tacere, ma non basta, non basta parlare, non basta denunciare, non basta dare il nostro cordoglio: dobbiamo agire. Dobbiamo cominciare, perché l'Unione europea deve dimostrare che noi sappiamo utilizzare gli strumenti diplomatici e di cooperazione per pretendere che le comunità cristiane vengano difese, che i responsabili vengano perseguiti e che avvenga davvero lo smantellamento delle reti terroristiche. Basta, quindi, esportare ideologia progressista in Africa.”
“– Il punto, caro collega, è che, appunto perché noi dobbiamo fare in modo che l'immigrazione incontrollata si fermi, dobbiamo cercare di evitare di creare i problemi che abbiamo avuto con l'immigrazione incontrollata in questi anni in Europa, dobbiamo fare in modo che cessino le ostilità in Medio Oriente e in Africa e garantire la stabilità. Perché, se invece alcune azioni fuori luogo che l'Occidente ha compiuto in questi anni creano instabilità lì, ecco che anche noi poi dobbiamo pagarne le conseguenze qui. Quindi, a maggior ragione, per cercare di non avere immigrazione incontrollata e irregolare qui, dobbiamo cercare di risolvere queste guerre, garantire la pace e il diritto di vivere in pace nella propria terra, che è quello che tutti gli ultimi pontefici hanno sottolineato.”
“Dear colleague, so you said that we need to protect the people, that we need to make a humanistic decision. I am quite surprised because, for me, that means if war continues, the only humanistic consequence that we could put into motion would be to take in these refugees and give them shelter. So, would you agree with me then that if there is no peace in the Middle East, if people still die, if civilians are still threatened, that we in Europe need to give them shelter? 2-0135-0000 Paolo Inselvini (ECR), reazione "cartellino blu".”
“lo lo dico e lo ripeto: da sinistra a destra e al centro, tutti dobbiamo recuperare quella che per noi è l'umanità e la ricerca, davvero, della pace. Se lo facciamo, allora possiamo sederci a un tavolo in maniera unita e in maniera cauta e pragmatica, come sempre ha fatto il governo italiano, per cercare di trovare soluzioni di pace. Ma questo sicuramente passa dalla tutela dei civili in Libano, dalla tutela di coloro che sono sfollati, che stanno cercando di tornare nelle proprie case. Ieri ho visto le carovane di migliaia e migliaia di auto che tornavano. Solo così possiamo cercare di aiutare una popolazione che è vittima del fuoco incrociato di una guerra che non ha voluto. 2-0133-0000 Lukas Sieper (Renew), Reaktion nach dem Verfahren der "blauen Karte". – Frau Präsidentin! Ich hoffe, ich darf diesen Seufzer für Social Media verwenden.”
“Diciamolo in modo trasversale, da destra a sinistra, senza divisioni. Perché non può esserci pace se il Libano continua a bruciare. E se il cedro del Libano non si spezzerà, questo dipenderà anche da quanto l'Europa saprà recuperare la propria centralità diplomatica nel Mediterraneo e in Medio Oriente. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 2-0131-0000 Lukas Sieper (Renew), blue-card question. – Dear colleague, you said that if there is no peace, there should be consequences. What should be the consequences then? 2-0132-0000 Paolo Inselvini (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu". – Io credo che innanzitutto debba essere fatto uno sforzo – come richiamato anche dal Nunzio apostolico in Libano, come richiamato da Sua Santità Papa Leone XIV – di umanità, da parte di tutti.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il tanto agognato accordo tra gli Stati Uniti e Iran sembra finalmente arrivare. La speranza è che da venerdì si possa aprire una nuova fase di pace e stabilità, dopo mesi di guerra le cui prime vittime sono stati i civili e l'economia europea. Ma quanto durerà? Perché, se una delle condizioni è la fine delle ostilità in Libano, realisticamente rischia di durare molto molto poco. Anche ieri Israele ha bombardato, rischiando di buttare all'aria tutti gli sforzi diplomatici. La parte più estrema, infatti, continua a forzare la situazione in modo vergognoso, continuando a scegliere la via della forza, dopo più di quattromila morti e un milione e mezzo di sfollati. E, nel frattempo, Netanyahu ieri ha annunciato che non ha intenzione di fermarsi. Basta!”
“Infatti non è la prima volta, anzi è l'ennesima, che, mentre associazioni, tramite manifesti o iniziative, cercano semplicemente di tutelare la vita nascente e dare un'alternativa a quelle donne e a quelle famiglie che un'alternativa sembrano non averla, ecco che cade la mannaia della censura. Questo è inaccettabile e noi dobbiamo dire qui, in questo Parlamento: esiste la libertà di espressione o qualcuno è più libero di altri? 1-0185-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiedere se qui in Europa esista davvero o meno la libertà di espressione. Questo perché, mentre qui al Parlamento europeo avvengono eventi sui bambini LGBT e mentre in tante città italiane come Budrio vengono fatti i gay pride nei quali si consegnano giochi erotici ai bambini, ecco che in città italiane come Cremona, governate dalla sinistra ovviamente, e come tante altre nei mesi precedenti, si censurano coloro che semplicemente vogliono aiutare le donne, i bambini, coloro che sono in difficoltà.”
“I am telling you this because those fireworks then find their way into other European Union countries and are being used by criminal gangs, including minors, to conduct their attacks. My question to you is very simple: we will be working together with the Commission on stronger rules against the illegal use of fireworks, will you support European rules against this practice? 3-0467-0000 Paolo Inselvini (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu". – La ringrazio, collega Hermida-Van Der Walle. Assolutamente. Noi cerchiamo di combattere il crimine in ogni sua forma e quindi siamo disponibili a parlare per trovare le soluzioni migliori possibili per combattere anche l'utilizzo illegale di questi fuochi artificiali, per cui siamo assolutamente disponibili a parlarne e discuterne. 3-0468-0000”
“Ma questo non basta: se un bambino cresce senza identità, senza speranza, senza le autodifese che permettono di saper riconoscere ciò che è giusto, ciò che è bello e ciò che è buono, diventa tutto molto più complicato. Servono educazione, prevenzione, disciplina, famiglia e qualcosa di più alto e di più grande in cui credere, per non lasciare i più fragili nelle fauci dei criminali. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 3-0466-0000 Raquel García Hermida-Van Der Walle (Renew), blue-card question. – Thank you, Mr Inselvini. According to the European Commission, illegal manufacturing of fireworks could contribute between 25 and 50 % of the national pyrotechnics market in Italy.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la criminalità organizzata recluta bambini per spacciare, consegnare armi e rubare. Le mafie li usano perché costano poco, sono più manipolabili e rischiano pene inferiori. Succede in tutta Europa e sta succedendo anche in Italia. E questo si aggiunge al fenomeno delle baby gang. Questo è il risultato di una disgregazione sociale causata dalla crisi dei valori, dall'immigrazione incontrollata e da un attacco costante alla famiglia; è il risultato di catene spacciate per libertà, piacere a ogni costo, droga, violenza, mancanza di sogni e di obiettivi. E le mafie si inseriscono proprio lì. È per questo che serve colpire duramente queste organizzazioni.”
“Non possiamo infatti continuare a parlare di sostenibilità, mentre si blocca – o per ideologia o per burocrazia – uno degli strumenti più efficienti che le nostre campagne stanno già producendo. È arrivato il momento di chiudere con la pagina disastrosa del Green Deal e sostenere chi rende davvero l'Europa più verde e allo stesso tempo più sovrana. 2-0291-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, siamo nel bel mezzo di una crisi energetica senza precedenti e per questo è arrivato il momento di abbandonare le ideologie green ed essere pragmatici. Oggi, il prezzo dei fertilizzanti è fuori controllo e i costi si scaricano sempre sugli agricoltori. È necessario abolire immediatamente ETS e CBAM sui fertilizzanti, ma soprattutto – ed è stata fatta prima un'apertura che apprezziamo – è arrivato il momento di utilizzare subito il digestato agricolo, e non solo attraverso una sperimentazione, perché il digestato non è un problema ambientale, ma una delle soluzioni: vuol dire meno dipendenza dalle importazioni, meno costi per gli agricoltori e un'economia circolare reale.”
“Come Papa Leone XIV, che ha dichiarato che porta con sé la foto di Jawad, quel bambino musulmano martire morto sotto le bombe a Beirut, che era impazzito di gioia all'arrivo del Papa: quel bambino era il segno di una coesistenza e di una pace possibili. E allora, portiamo anche noi nei nostri cuori quest'immagine di un bimbo la cui innocenza e purezza ci deve continuare a ispirare. 3-0484-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualche mese fa sono stato in Libano e con i miei occhi ho visto la distruzione e, soprattutto, la sofferenza di un popolo intero, in particolare della comunità cristiana, vittima innocente di un conflitto che dura da anni. La guerra in Iran, poi, come sappiamo, ha coinvolto ancor più gravemente il Libano. L'Europa, quindi non può limitarsi a esprimere preoccupazione e a dare il giusto aiuto umanitario ma deve avere un ruolo centrale, far trionfare la diplomazia e spingere per far rispettare il cessate il fuoco, per mettere fine alla guerra che in pochi mesi ha causato più di 2.000 morti civili e 1.000.000 di sfollati. Le situazioni umane sono complicate – è vero – ma dobbiamo trovare qualcosa a cui appigliare la nostra speranza, un'ancora di fede e allo stesso tempo di coraggio.”
“Ma non è andata così: forse perché evidentemente quando qualcuno qui viene etichettato di essere antidemocratico è semplicemente perché non si allinea alla vulgata di Bruxelles, all'ideologia "woke" e al politicamente corretto e quindi, poi, gli si tagliano i fondi. Evidentemente, se c'è stato qualcuno che ha tentato di influenzare indebitamente quelle elezioni, non sono coloro che voi avete sempre detto. Ma i cittadini europei – e lo sottolineo – non hanno bisogno di un tutore che insegni loro a votare. Quindi cerchiamo, una volta per tutte, di accettare e tutelare l'autodeterminazione dei popoli, senza pregiudizi e senza interferenze. 3-0269-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, per anni qualcuno in questi palazzi si è arrogato il diritto di decidere chi era democratico e chi no. Ma, dopo essermi recato a Budapest lo scorso mese come osservatore elettorale, vi posso dire una cosa: tutto ciò che è stato detto su Orbán in questi anni evidentemente erano delle invenzioni. Qualcuno parlava di elezioni farsa e ho trovato rispetto della democrazia, partecipazione e pluralismo. E semmai, se qualcuno voleva fare pressione, i numerosi rappresentanti delle ONG di Soros. Se Orbán fosse stato un dittatore, allora probabilmente non avrebbe accettato il risultato delle elezioni o addirittura non avrebbe permesso al popolo di votare.”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, lo dico senza alcun tipo di polemica: cos'è un diritto umano fondamentale? Perché sembra che ci siamo dimenticati cosa voglia dire questo concetto e quindi credo che tutti insieme dovremmo farci ricordare davvero cos'è un diritto fondamentale. Perché lo ha detto bene Papa Leone XIV recentemente: non sono le rivendicazioni di parte o autoreferenziali, non sono le questioni LGBT, il gender o l'aborto, ma la libertà di espressione, la libertà di religione, il diritto a vivere in pace nella propria terra, la libertà dei bambini di non essere oggetto di compravendita. Ma, soprattutto, la difesa del diritto alla vita costituisce il fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano. Questo lo dice Papa Leone XIV.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, perché? Mi sono chiesto spesso in queste settimane il perché di questo silenzio assordante dell'Unione europea riguardo ai file Epstein: uno scandalo che unisce stupri, omicidi, cannibalismo, pedofilia, satanismo. Uno scandalo globale che ha coinvolto decine di personaggi dell'elite, se così si può chiamare, occidentale. Epstein commetteva le peggiori atrocità insieme ai suoi complici e poi li ricattava per nome e per conto, forse, di qualche servizio segreto. Ma perché c'entra l'Europa? C'entra perché il popolo ha il diritto di sapere se qualcuno, anche qui in Europa, è stato uno di quegli schifosi carnefici e se ha preso delle decisioni ricattato da Epstein. L'Unione europea deve pretendere la verità, perché tutto questo non può essere normalizzato.”
“Una battaglia di realismo e soprattutto che rappresenta una mano tesa ad aiutare, ascoltare i popoli europei che sono stanchi di essere considerati cittadini di serie B proprio a casa loro. L'Europa non ha bisogno di scorciatoie pericolose, ma di imboccare la strada maestra della crescita demografica, della sicurezza e delle regole. 2-0529-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, diciamolo senza giri di parole, se chi entra illegalmente viene regolarizzato, il messaggio è semplice e chiaro: violare le regole conviene, ed esse pare che valgano solamente per i cittadini europei, mentre non valgono per i clandestini. Ed è questo il messaggio che la regolarizzazione di massa della Spagna manda a tutta l'Europa. Una sanatoria che premia l'illegalità, una decisione contraria al proprio popolo da parte di Sánchez e del suo governo. Chi governa seriamente, invece, come oggi fa l'Italia, nonostante i boicottaggi da una parte della magistratura, difende i confini, combatte i trafficanti e decide chi entra e a quali condizioni. Non è una battaglia ideologica, ma una battaglia di credibilità, sicurezza e rispetto per tutti i cittadini europei.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno vorrebbe nasconderlo anche qui in quest'Aula al Parlamento europeo. Vorrebbe infoibare la verità della violenza cieca perpetrata da Tito e dai suoi compagni comunisti. Odio ideologico, annientamento psicologico, innocenti trucidati, donne stuprate, bambini, anziani, uomini e donne umiliati, torturati e gettati vivi nelle profondità della terra per la solo colpa di essere italiani: questa è la verità sulle foibe. E oggi, perciò, anche qui in quest'Aula, voglio rendere onore ai nostri martiri e agli esuli istriani, dalmati e giuliani, coloro che, con il proprio enorme sacrificio, hanno insegnato ad ognuno di noi cosa voglia dire essere realmente e fieramente italiani. Ed è con loro che da qui, con forza e chiarezza, diciamo ancora una volta: viva l'Italia! 1-0214-0000”
“O relatório não é tanto (como eu dizia há pouco, no início) uma radiografia, mas é uma radiografia que aponta também para alguma terapia. Temos este dever perante o mundo. Esse é o dever da Europa. Não é o dever de impor, é o dever de apoiar, é o dever de incentivar, é o dever de estar solidária com aqueles que aspiram a uma coisa tão simples: poderem, um dia, participar aberta e livremente num debate como aquele que, hoje, nós aqui tivemos. 2-0535-0000”
“Nós apresentamos propostas concretas; já aqui foram referidas algumas, e salientadas: a adoção de um orçamento claramente destinado aos direitos humanos, à democracia, ao Estado de direito, no futuro QFP; temos de rever o regime global de sanções, para que estas sejam mais ágeis, para que abarquem um combate à corrupção e possam ser aprovadas no Conselho por maioria qualificada; o mecanismo Human Rights Defenders apoiou mais de 10 000 defensores de direitos humanos em 2024, mas é preciso também proteger essas pessoas do recurso crescente a ações judiciais abusivas por parte de Estados autocráticos e iliberais. Temos, portanto, um conjunto de iniciativas diversas que nós aqui apresentamos e que constam deste relatório.”
“Temos a obrigação de apoiar, de ouvir e de apoiar todos quantos no mundo lutam por esses valores e por esses princípios. E, como aqui já foi dito, verificamos que, infelizmente, tem havido uma retração do campo democrático e do respeito pelos direitos humanos no mundo.”
“Mas temos a obrigação de ouvir aqueles que, lutando por esses mesmos valores, vêm ter connosco e nos vêm pedir ajuda e apoio na luta que, em circunstâncias tantas vezes trágicas, travam precisamente pela afirmação desses valores fundamentais: são os valores da dignidade da pessoa humana, são os valores da autonomia individual, são os valores da liberdade de expressão em todos os domínios de associação - em todos os domínios -, são os valores da liberdade de pensamento, de acreditar ou deixar de acreditar nesta ou naquela orientação filosófica, de acreditar ou não acreditar no plano religioso. Esses são valores absolutamente essenciais e que, felizmente, estão consagrados no espaço político europeu. Isso é algo que nos define. E, ao definir-nos, também nos leva a contrair obrigações.”
“– Senhora Presidente, Senhora Vice-Presidente, caras e caros colegas, tivemos aqui durante os últimos minutos um interessantíssimo debate, coisa a que muitos povos no mundo aspiram e a que, infelizmente, não podem aceder; e um debate em que também puderam usar da palavra, com a legitimidade de terem sido eleitos, alguns e algumas que não são propriamente muito favoráveis aos direitos humanos e à valorização da democracia. Mas essa é a força da democracia - é, muitas vezes, dar também a palavra aos seus inimigos. Há um vasto consenso neste hemiciclo sobre este relatório, que ficou aqui bem explícito, e esse é um consenso em torno dos valores fundadores da União Europeia, que nós, naturalmente, não queremos impor arbitrariamente ao resto do mundo.”
“I do not underestimate the scale of democratic backsliding, repression and direct attacks on the rules‑based international order. We are under no illusions: our responses must keep evolving to match the harsher reality that we are living today. And yet, in an increasingly hostile global environment, I stand by our record. We preserved our core instruments, sustained support to those most at risk, and defended the international order and the UN Charter when they came under attack. Parliament's scrutiny strengthens our action. That is why we will continue to work closely with this House. In a volatile world, resilience and renewing commitment is a shared political task. Together, we will continue to defend and promote our long‑term vision for democracy and human rights worldwide. 2-0534-0000 Francisco Assis, Relator.”
“Ecco, quindi, che costruzioni ideologiche svuotano di significato i veri diritti umani e in questo modo quello che poteva essere uno strumento di giustizia rappresenta invece l'ennesima occasione persa. 2-0532-0000 (Fine della procedura "catch the eye") 2-0533-0000 Kaja Kallas, Vice-President of the Commission / High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy. – Madam President, honourable Members, let me conclude by thanking you for a substantive and forward‑looking debate. Your interventions leave no doubt about the urgency of the challenges we face, or about the responsibility we share in responding to them. This report rightly calls on the EU to do more, do it faster, and do it better.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, quali sono i primi diritti umani realmente negati in giro per il mondo? Ce lo spiega benissimo Papa Leone XIV. Il primo è il diritto alla vita, calpestato dalle guerre che vediamo ogni giorno e nella soppressione della vita nascente. La libertà religiosa, spesso negata soprattutto ai cristiani, la categoria più discriminata al mondo. La libertà di espressione, sacrificata sull'altare di una nuova neolingua orwelliana. Questi sono i primi diritti da tutelare a tutti i costi. Lasciando da parte invece le costruzioni ideologiche che purtroppo sono presenti in questo report e che sono state ripetute da qualcuno in quest'Aula.”
“Ed è per questo che credo che dovremmo allinearci a queste priorità e dovremmo chiedere a Sua Santità di poter venire qui, al Parlamento europeo. Non si sa mai che le sue parole di luce, le sue parole piene di fede e di speranza possano risvegliare qualche coscienza e tracciare una strada che l'Europa sembra aver perso. 1-0193-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da quest'Aula spesso sorda e disorientata che vorrei ringraziare Sua Santità Papa Leone 14º, perché con un discorso bellissimo rivolto alla politica e alla diplomazia ha riportato la luce, ha riportato chiarezza e ha tracciato la strada che anche questa Unione europea dovrebbe seguire se volesse salvare la nostra Europa. Ha parlato del pericolo alla nostra libertà di espressione, del pericolo della cultura della morte e ci ha ricordato che dobbiamo sostenere la vita e la famiglia, sempre. Ha detto che siamo chiamati a difendere i più fragili, anche quando sono ancora nel grembo materno. E ha denunciato quel pericolo alla libertà religiosa, non solo in giro per il mondo, ma anche qui, in Europa.”
“Questo è quello che dobbiamo fare e, oltre a questo, dobbiamo finalmente nominare un delegato contro la cristianofobia e per la libertà di culto. Questo dobbiamo fare per non lasciare da soli, ancora una volta, i nostri fratelli cristiani. 3-0542-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, 300 bambini rapiti in Nigeria e no, non è un caso isolato. Lo sappiamo che ogni giorno stragi, omicidi e rapimenti colpiscono i cristiani in Nigeria e in tutto il mondo. E, in particolare, Boko Haram in Nigeria utilizza lo strumento dei rapimenti per ridurre in schiavitù donne, bambini e uomini e per guadagnare denaro. E l'Unione europea non fa quasi nulla da questo punto di vista, siamo quasi inermi di fronte a queste stragi e a queste persecuzioni. È per questo che dobbiamo fare qualcosa e non lasciarli soli. Io credo che, in Nigeria e in tutto il mondo, l'Europa dovrebbe condizionare i propri accordi di cooperazione commerciale, i propri investimenti, non all'affermazione dell'ideologia progressista, ma dovrebbe affermarli, invece, e dovrebbe condizionarli alla difesa delle minoranze cristiane.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, eccoci qui, ancora una volta, quando si parla di Stato di diritto, utilizzate questo argomento per attaccare l'Ungheria e tutti coloro che non si allineano al vostro pensiero unico. Lo utilizzate come una clava politica per cercare di zittire tutti coloro che non la pensano come voi, utilizzando la scusa dei fondi pubblici. E questo fa anche la Commissione, negando i fondi, per esempio, alla Federazione delle associazioni familiari cattoliche europee o chiedendo indietro i soldi alla World Youth Alliance, non perché ha utilizzato i soldi in maniera negativa, ma semplicemente perché difende l'uomo e la donna, perché difende la dignità del concepito e lotta per difendere la vita sempre, quelli che dovrebbero essere i veri valori, ma che voi non accettate più.”
“Di fronte a questo, l'Unione europea deve farsi garante di pace e stabilità, in Libano e in tutto il Medio Oriente, culla della cristianità, terra di incontro e convivenza fra religioni, popoli e culture diverse. Il Libano soffre e chiede aiuto ed è nostro dovere rispondere presente a questa chiamata, non lasciando da soli i nostri fratelli. 2-0595-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, il messaggio che Papa Leone XIV ha lanciato dal Libano è di pace e speranza: ha chiesto che cessino le ostilità, che i cristiani, in particolare, possano vivere in pace nella propria terra. E, allora, quanta sofferenza devono ancora sopportare i libanesi innocenti di fronte a un conflitto che nel Sud distrugge la tanto agognata pace? Lo scorso ottobre ho avuto l'onore di essere in Libano, una terra meravigliosa, mosaico di popoli e civiltà. Purtroppo, ho anche visto con i miei occhi la sofferenza della gente, ho toccato con mano la disperazione di chi è stato costretto a seppellire i propri cari. In tutta questa sofferenza ho visto, però, anche la volontà di rialzarsi e di ricostruire ciò che era stato distrutto dalle bombe.”
“Faccio perciò appello alla coscienza di ognuno di noi, perché nel profondo del cuore sappiamo che per aiutare ogni donna dobbiamo aiutarla ad avere il diritto di portare a termine la propria gravidanza, dobbiamo dare a ogni bambino l'opportunità di vedere la luce e di provare le gioie e i dolori, le vittorie e le sconfitte che ognuno di noi ha la possibilità di vivere. Vivere: sì, questo è il primo e non negoziabile diritto. 2-0530-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, i diritti umani iniziano nel grembo materno: "My voice, my choice" è infatti un inganno, l'ennesimo inganno. Non volete garantire la salute e la sicurezza delle persone, perché, offuscati dall'ideologia, vi dimenticate del diritto più importante: quello a vivere, a nascere. Volete sovvertire il principio di sussidiarietà dell'Unione europea per affermare un diritto all'aborto che non esiste. Ma esistono dei doveri, quelli sì, i nostri, di difendere i più deboli, gli indifesi, gli scartati. Viviamo in un tempo strano nel quale si difendono le uova e i nidi dei rospi, dei piccioni, dei gabbiani, dei passeri, animali più tutelati dei piccoli esseri umani innocenti.”
“Auspichiamo, infatti – e siamo convinti – che con il commissario Várhelyi si possa avere un approccio serio e tecnicamente corretto, che possa rafforzare il ruolo delle scorte europee e della prevenzione sanitaria. Per questo, ho presentato un'interrogazione alla Commissione, per cercare insieme di prevenire queste crisi sanitarie, avere risposte più adeguate ai nostri territori e garantire strumenti e indennizzi rapidi. Noi non molliamo: difendere gli allevatori insieme significa difendere il nostro cibo, il nostro futuro e la nostra libertà. 1-0201-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, la dermatite nodulare contagiosa è una malattia animale classificata di gruppo A, e questo significa che stiamo parlando di una malattia ad alta priorità, che richiede misure immediate di prevenzione e controllo a livello europeo. Ma l'efficacia non si misura sulla carta: si misura nelle stalle. Io sto dalla parte degli allevatori, non di regolamenti scritti a 1 000 chilometri dalle campagne. Davanti a un focolaio in Francia, l'Europa, infatti, non può rispondere solo con divieti, abbattimenti e burocrazia, mentre chi lavora viene lasciato solo. Non è accettabile che a pagare siano le aziende agricole italiane o europee sane, produttive e che rispettano le regole, così si distruggono solo famiglie e territori.”
“Per proteggere i più giovani, le vite e il futuro, dobbiamo agire senza alcuna esitazione: significa dare più strumenti e più poteri alle forze dell'ordine, rafforzare i controlli, colpire le reti dello spaccio alla radice e assicurare certezza della pena; significa controllare i confini e impedire che i criminali trovino terreno facile, lavorando con decisione e con regole chiare. La libertà e gli spazi pubblici sicuri, infatti, sono una priorità e per questo non possiamo lasciare comandare i violenti. Noi, infatti, scegliamo lo Stato, la legge e la sicurezza. Vogliamo città sicure e le vogliamo libere dagli spacciatori di morte. E ai giovani vogliamo ricordarlo ogni giorno: la droga porta solo dolore, morte e distruzione. 1-0073-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, le nostre città non possono essere ostaggio della criminalità, delle bande e dello spaccio di droga. C'è chi pensa di poter distruggere intere comunità senza conseguenze e, come in Francia, arriva perfino a colpire e uccidere chi ha il coraggio di opporsi. È il momento di dire basta – fermezza e pugno di ferro contro chi semina paura e degrado per restituire i parchi, le strade e i quartieri alle famiglie, ai bambini e agli anziani.”
“Proprio per questo è fondamentale tutelare la diversificazione nell'utilizzo del denaro – ripeto – guadagnato con sacrificio. Non è una banalità. Le persone sono preoccupate perché si tratta di una prerogativa di indipendenza, di inclusione sociale e di libertà. 3-0560-0000”
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, la gente chiede di poter spendere il proprio denaro guadagnato con fatica come meglio crede, sia con pagamenti digitali, elettronici ma anche con i contanti, che vanno a tutti i costi preservati. Dopo aver lavorato giorno e notte, dopo aver pagato le tasse, nessuno vuole essere costretto a dover pagare con l'imposizione da parte di qualcun altro per quanto riguarda la modalità. Già oggi ci viene imposto quali auto comprare, cosa mangiare, dove informarci; almeno lasciamo alle persone la libertà di poter pagare come meglio credono. Non possiamo pretendere, infatti, che un unico sistema vada bene per tutti. Per alcuni l'innovazione è libertà; per altri può diventare un ostacolo o una gabbia.”
“Certo, il piano di pace di Trump non è perfetto, ma se anche Zelensky è disposto a sedersi al tavolo partendo da questa proposta, è evidente che non c'è altra possibilità e soluzione per l'Unione europea che mettersi a disposizione per portare a buon fine questa trattativa. Dopo la morte di oltre un milione di persone, questa è l'ultima speranza. Prendiamola insieme garantendo il futuro dell'Ucraina, la sicurezza dell'Europa e ricacciando indietro quelle tentazioni bellicistiche di chi vorrebbe l'escalation e un ritorno al 1914. 3-0077-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, finalmente uno spiraglio di luce! Finalmente c'è la possibilità di far parlare la diplomazia e tacere le armi per raggiungere in Ucraina una pace giusta e duratura. È un peccato che, ancora una volta, questa coraggiosa iniziativa non arrivi dall'Unione europea, ma dobbiamo ringraziare, invece, gli Stati Uniti di Trump, che sta cercando il dialogo con pragmatismo e lungimiranza. Spiace vedere ancora una volta che, di fronte alla speranza di pace, come è successo per il Medio Oriente, qualcuno qui e nei governi nazionali sembra irritato di fronte alla possibilità di porre fine alla tragedia di una guerra perpetua.”
“Pretendere la transizione, ma senza le risorse necessarie e diventando dipendenti a causa di una Commissione ideologica e convinta che bastino i regolamenti per cambiare il mondo. E oggi dobbiamo inginocchiarci per avere ciò che ci serve. Ecco, se l'Europa vuole davvero essere autonoma, deve smetterla di fare la maestrina e ricominciare a ragionare in modo lungimirante. Il mondo non aspetta i nostri dibattiti: cambiamo strada o finiremo in un vicolo cieco! 2-0237-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, oggi scopriamo con immensa sorpresa – per modo di dire – che l'Europa ha consegnato la propria sovranità industriale alla Cina. Facciamo la faccia stupita, come se non fosse il risultato di anni passati ad assecondare le follie di Greta Thunberg, anni nei quali l'UE ha imposto come produrre, quali auto comprare, come vivere, prendendo decisioni che ci legavano mani e piedi a qualcun altro. Nel frattempo in Cina investivano e si assicuravano il controllo delle filiere strategiche, che noi gli abbiamo regalato. Siamo dipendenti dalle loro materie prime perché i nostri cittadini sono stati obbligati a utilizzare tecnologie senza assicurarci, prima, di averne il controllo e la sostenibilità a livello di filiera. Un capolavoro strategico, insomma!”