Paolo Inselvini
Member of the European Parliament · ECR · IT
“Signor Presidente, signora Commissaria, onorevoli colleghi, a Kawel, in Nigeria, decine di cristiani sono stati massacrati. Ancora. Ancora una volta, donne e uomini, famiglie intere, uccisi soltanto perché cristiani. E Open Doors ci dice che negli ultimi due anni 5 000 cristiani sono stati uccisi.”
“Dobbiamo invece legare i nostri accordi di partenariato e commerciali al rispetto della libertà religiosa. Difendere i cristiani, infatti – i nostri fratelli – significa difendere la pace, la civiltà e anche difendere noi stessi, proprio laddove c'è più necessità. 3-0451-0000 IN THE CHAIR: SABINE VERHEYEN Vice-President 3-0452-0000”
“lo lo dico e lo ripeto: da sinistra a destra e al centro, tutti dobbiamo recuperare quella che per noi è l'umanità e la ricerca, davvero, della pace. Se lo facciamo, allora possiamo sederci a un tavolo in maniera unita e in maniera cauta e pragmatica, come sempre ha fatto il governo italiano, per cercare di trovare soluzioni di pace.”
“Diciamolo in modo trasversale, da destra a sinistra, senza divisioni. Perché non può esserci pace se il Libano continua a bruciare. E se il cedro del Libano non si spezzerà, questo dipenderà anche da quanto l'Europa saprà recuperare la propria centralità diplomatica nel Mediterraneo e in Medio Oriente.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, il tanto agognato accordo tra gli Stati Uniti e Iran sembra finalmente arrivare. La speranza è che da venerdì si possa aprire una nuova fase di pace e stabilità, dopo mesi di guerra le cui prime vittime sono stati i civili e l'economia europea. Ma quanto durerà?”
“– Il punto, caro collega, è che, appunto perché noi dobbiamo fare in modo che l'immigrazione incontrollata si fermi, dobbiamo cercare di evitare di creare i problemi che abbiamo avuto con l'immigrazione incontrollata in questi anni in Europa, dobbiamo fare in modo che cessino le ostilità in Medio Oriente e in Africa e garantire la stabili…”
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“E colpire un governo perché non si allinea rischia di diventare pericoloso per tutte le nazioni e per tutti i cittadini. Difendere l'Ungheria oggi, quindi, significa difendere uno Stato sovrano che porta avanti valori realmente europei e significa preservare la pluralità politica in Europa, senza la quale ci aspetta un futuro di conformismo, omologazione e comunismo. 1-0073-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo ennesimo tentativo di colpire l'Ungheria dimostra come le iniziative sullo Stato di diritto vengano ormai utilizzate dalla sinistra solo come arma politica contro chi non si allinea. Oggi viene accusata l'Ungheria di aver violato i valori fondanti dell'Unione. Ma quali sono questi valori? L'"ideologia gender", il Green Deal, la distruzione dell'identità, la blasfemia, l'utero in affitto? Se questi sono i valori dell'Europa sappiate, allora, che anche i padri fondatori, come De Gasperi, si sarebbero schierati con chi difende le radici cristiane dell'Europa, difende i bambini dell'"ideologia gender" e difende e promuove la famiglia. Il problema non è Orbán, il problema è altrove.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'utero in affitto è una forma di violenza e di schiavitù: trasforma la vita in merce, la maternità in contratto e il corpo della donna in strumento. E alla sinistra, anche oggi, questo sembra non interessare assolutamente. Dietro c'è sempre la solita ingiustizia: chi ha denaro compra, chi ha bisogno si vende, e a trionfare è l'egoismo a danno delle donne e dei bambini. E diciamolo chiaramente: non esiste surrogata altruistica: esiste un mercato di oltre 22 miliardi che riempie le tasche di cliniche e associazioni senza scrupolo; esistono bambini, strappati dal grembo materno. L'Italia, grazie al governo Meloni, ha avuto il coraggio di rendere la surrogata reato universale e ora il ministro Roccella ha proposto all'ONU una coalizione internazionale contro l'utero in affitto.”
“Questi sono numeri, non slogan, e devono diventare la base del nostro metodo. Serve però coerenza: non possiamo parlare di collaborazione e poi imporre modelli o condizionalità che non rispettano la sovranità dei nostri interlocutori. E lasciatemelo dire con chiarezza: l'Africa non aspetterà l'Europa! O ci saremo da protagonisti o ci ritroveremo spettatori del mondo che cambia. L'Italia si è accorta di questa urgenza: ora è il momento di seguirci. 2-0642-0000”
“Quindi, o torniamo protagonisti o saremo costretti ad essere irrilevanti. Seguiamo quindi la strada del piano Mattei e non ripetiamo gli errori del passato. Serve una cooperazione che generi valore per entrambi i continenti, vera, fondata su investimenti, infrastrutture, energia, formazione e non su aiuti calati dall'alto o, peggio, gestiti da multinazionali opache. Serve inoltre prevenire l'immigrazione clandestina alla radice e quindi non carità ma strategia, non assistenza ma alleanza e, allo stesso tempo, non invasione ma cooperazione. Secondo i dati della Commissione, infatti, ogni miliardo di euro investito in cooperazione produttiva – come quella che l'Italia sta mettendo in campo con il piano Mattei – può generare fino a 60.000 nuovi posti di lavoro e 1,8 punti di PIL.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, basta trattare l'Africa come un terreno di competizione tra potenze! Già altri lo stanno facendo e con grande rapidità. Noi dobbiamo iniziare invece a considerarla come un alleato strategico e non solo un problema da gestire. L'Africa non è solo un continente di bisogni: dobbiamo cooperare per condividere crescita, sicurezza e stabilità. Ha 1,4 miliardi di abitanti, che nel 2050 diventeranno quasi 2,5: età media 19 anni e un potenziale di crescita del PIL stimato tra il 4 e il 5% annuo. L'UE resta ancora il primo partner commerciale e il principale investitore ma la nostra quota si riduce ogni anno. Nel 2000 rappresentavamo il 36% del commercio africano; oggi siamo sotto il 25%. Abbiamo infatti consegnato la nostra quota di mercato ad altri, come la Cina.”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'agricoltura rappresenta il cuore economico e sociale dell'Europa. Uomini e donne che ogni giorno, con sacrificio, garantiscono cibo e futuro alle nostre comunità. E diciamolo con chiarezza: senza agricoltori non c'è Europa. Dobbiamo garantire meno burocrazia, prezzi giusti, tutela del reddito, etichettatura d'origine, sostegno alla zootecnia. E su questo si comincia a prendere la direzione giusta. Nei futuri accordi, inoltre, pretendiamo reciprocità. Chi vende in Europa, infatti, deve rispettare gli stessi standard che valgono per noi, perché non possiamo accettare concorrenza sleale. La nostra filiera, inoltre, è la più sicura, sostenibile e trasparente. In tutta Europa gli agricoltori rappresentano i primi custodi della terra e sono presidio di sovranità e libertà e per questo chiedono rispetto.”
“E dobbiamo fare, e faremo, ancora di più per quanto riguarda i rimpatri, l'opposizione all'immigrazione clandestina e gli accordi bilaterali. L'Europa ci segua, perché, se vogliamo preservare ciò che siamo, dobbiamo garantire a tutti – come ha detto papa Benedetto XVI – il diritto a non emigrare, il diritto a vivere in pace nella propria terra. 3-0240-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'immigrazionismo e l'ideologia globalista rappresentano una sciagura per l'Europa e per il mondo intero. Il desiderio di eliminare le nazioni, le identità e le differenze rappresenta una distopia distruttiva: lo è in teoria e si sta purtroppo dimostrando nella pratica. Per troppi anni speculatori senza scrupoli, come Soros, e trafficanti di esseri umani si sono arricchiti senza badare a chi muore in mare, fregandosene degli scontri sociali, del disordine e della perdita di radici. Questa visione danneggia i popoli che subiscono l'immigrazione, ma anche le persone che si spostano e i paesi di partenza stessi. L'Italia, infatti, sta facendo tanto nonostante gli indegni tentativi di boicottaggio della sinistra e di una certa parte di magistratura.”
“L'ultimo esempio è la strage alla chiesa di Sant'Elia di Damasco, perpetrata in quella Siria che ancora non ha superato dieci anni di guerra civile, lì dove governano coloro che segnavano le case dei cristiani per poterli identificare e uccidere scientificamente. Cosa dobbiamo vedere, ancora, prima di agire? Sembra che dei cristiani non interessi, e l'Europa si occupa di tutti fuorché dei cristiani. Questa sofferenza dobbiamo sopportarla ancora per tanto? Dobbiamo aspettare ancora, prima che l'Europa agisca? Agiamo, o i cristiani scompariranno uno alla volta, anche per colpa nostra. 3-0557-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, mentre le grandi potenze si sfidano per il dominio del globo, spesso incuranti delle vite umane, scorre senza sosta il rosso sangue di cristiani innocenti. Violenze, abusi, omicidi nei confronti di sacerdoti, donne, bambini e anziani sono diventati ormai una triste normalità, dalla Siria al Libano, dalla Cisgiordania alla martoriata Africa, i cristiani hanno visto crescere giorno dopo giorno l'odio e le stragi nei loro confronti. Non è un caso se i cristiani rappresentano la categoria più perseguitata al mondo. Per i figli di Cristo, il martirio per la fede è diventato quotidiano.”
“Qualcuno vuole una legge che limiti la libertà di parola e di espressione a chi semplicemente vuole testimoniare la propria fede e la legge naturale, e promuovere la famiglia fondata sull'unione fra un uomo e una donna. Avete ragione, avete proprio ragione: l'Europa deve imparare la lezione. Come al solito, come i vostri avi comunisti che avete difeso ieri, chi vuole eliminare la libertà sta a sinistra. 3-0202-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, sono pienamente d'accordo, la manifestazione di Budapest ci ha insegnato una grande lezione: la libertà di qualcuno è in pericolo, le idee di qualcuno sono discriminate, alcune persone sono etichettate negativamente da chi vuole imporre la propria ideologia. È proprio vero. A Budapest si sono riuniti da tutta Europa rappresentanti politici che chiedono di chiudere la bocca a chi non la pensa come loro. Hanno partecipato liberamente – senza essere arrestati dal cattivone Orbán – cercando di intromettersi in affari interni, a una manifestazione in cui sono stati esposti simboli blasfemi, messaggi di odio e discriminazione verso i cristiani e contro la decenza pubblica.”
“Dobbiamo renderci conto che l'ipersessualizzazione dei bambini e dei ragazzi, il libero accesso alla pornografia, che diventa sempre più spesso una dipendenza e una patologia, la propagazione dell'ideologia del godimento a tutti i costi e dell'ideologia gender non ci aiutano a combattere questa piaga, anzi la propagano. I bambini devono essere lasciati stare nella loro purezza e nella loro innocenza. Ed è nostro compito primario stare dalla parte dei bambini, a tutti i costi. 2-0024-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, scandalizzare, violare, violentare i più piccoli e innocenti rappresenta uno dei crimini peggiori che si possano solo immaginare. Dobbiamo indignarci e schifarci di fronte agli abusi nei confronti dei minori e con fermezza dobbiamo a tutti i costi fare giustizia. I predatori sfruttano le nuove tecnologie, si nascondono nell'ombra e lasciano ferite indelebili nelle vite dei più piccoli. Pene più severe, strumenti più efficaci sono fondamentali, ma non basta. Dobbiamo prevenire tutto questo. Dobbiamo creare una società nella quale non siano più accettate le parole di chi sostiene che la pedofilia sia solo un altro orientamento sessuale.”
“Infine, non possiamo affidare la gestione dell'acqua esclusivamente al mercato, vista l'esperienza negativa delle scelte sbagliate in materia di gas. Dobbiamo gestire l'acqua come un bene pubblico per garantire sovranità alimentare, sicurezza idrica e giustizia sociale alle nostre comunità, ai nostri agricoltori e ai nostri cittadini. 2-0440-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo puntare ad una gestione dell'acqua realmente resiliente, equilibrando sostenibilità ambientale, sicurezza alimentare e competitività del settore agricolo. Infatti, eventi atmosferici estremi, la siccità e l'inefficienza delle reti, con perdite che in alcune zone superano il 70%, stanno mettendo in crisi molti settori. Per questo dobbiamo dare risposte coraggiose e tempestive, riconoscendo il ruolo positivo dell'agricoltura nella gestione integrata del ciclo idrico. Servono investimenti in infrastrutture più efficienti, in invasi, in bacini di accumulo con sistemi di pompaggio e in nuove pratiche agricole a basso impatto idrico come le TEA. L'acqua, inoltre, in agricoltura non può essere considerata solo come un consumo ma come una risorsa strategica che genera valore.”
“In troppi, infatti, continuano a morire, oggi come allora, semplicemente per la propria fede. Che il ricordo dei martiri armeni dia il coraggio a un'Europa che deve difendere con orgoglio e senso di responsabilità chi oggi continua a essere perseguitato. 4-0098-0000”
“Signor Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, cacciati dalle proprie case, fatti marciare per centinaia di chilometri e infine assassinati sui cigli delle strade; uomini, donne e bambini sono stati violentati, percossi e massacrati dai loro aguzzini per odio etnico e religioso. Ricordiamo oggi il tragico genocidio armeno di 110 anni fa, quando un milione e mezzo di persone vennero massacrate dall'esercito ottomano. Il genocidio armeno fu, come detto da Papa Francesco, la prima grande persecuzione del Novecento, svolta proprio in una delle culle della cristianità a danno della prima nazione cristiana. È giusto ricordare questo martirio, ma non è abbastanza. La memoria, infatti, si onora con l'azione e noi oggi dobbiamo agire per continuare a stare al fianco dei fratelli armeni e per proteggere tutti i cristiani in generale.”
“Proposta bocciata dagli stessi che ora vorrebbero imporre all'Ungheria, e ad altre nazioni europee, come crescere le nuove generazioni, parlando di temi su cui l'Unione europea non ha alcuna competenza. Per noi questo non è più accettabile: l'Europa deve tornare a difendere i propri principi cristiani e a rispettare la sovranità dei nostri Stati e dei nostri popoli. 3-0293-0000”
“Signora Presidente, signor Commissario, onorevoli colleghi, come spesso accade in questo emiciclo, stiamo assistendo a dichiarazioni ipocrite e ideologizzate; dichiarazioni di chi vorrebbe sostituirsi alle decisioni legittime di uno Stato sovrano, cosa che purtroppo si verifica molto frequentemente. La legge ungherese si propone semplicemente di tutelare i bambini e le nuove generazioni secondo valori ispirati alla nostra identità e storia cristiana e, soprattutto, al buon senso, combattendo ideologia gender e derive woke. Oggi abbiamo proposto un emendamento per condannare l'abominevole pratica dell'utero in affitto: quella, sì, era un'occasione per tutelare davvero i diritti umani.”
“Now, would you be able to explain to me how the interests of a child who has always known two mothers, of whom one of the mothers now may be terminally ill and might die, will be taken care of, the interests of that child, if the other mother – who is not his biological mother – is not recognised as a mother? Because that is what is happening in Italy at the moment. 3-0354-0000 Paolo Inselvini (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu". – Grazie alla collega per il classico cartellino blu. La ringrazio per la domanda e la ringrazio per il fatto che mi fa sottolineare ancora una volta come noi ci basiamo su dati di realtà. Purtroppo, per quello che è la vostra ideologia, il 100% - ve lo svelo - dei bambini in Europa è nato da un padre e una madre; lo 0% da due madri o da due padri.”
“Lo facciamo per proteggere i bambini da un mercato che li riduce a oggetti di contratto. Non accetteremo nessun regolamento che serva per aggirare le nostre leggi nazionali e per legittimare la barbara pratica dell'utero in affitto. (L'oratore accetta di rispondere a una domanda "cartellino blu") 3-0352-0000 IN THE CHAIR: VICTOR NEGRESCU Vice-President 3-0353-0000 Raquel García Hermida-Van Der Walle (Renew), blue-card question. – Mr Inselvini, here we are again with the blue-card, I hope that this time you will answer my question instead of answering something else. You always talk about the interests of children – and I agree with you, we are all here trying to protect the interests of children.”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, chi è davvero genitore non è mai discriminato quando circola in Europa. Chi pretende di esserlo, invece, sofisticando la realtà o comprando bambini, incontra ostacoli oggettivi e giusti. Con questo nuovo regolamento l'UE ingerisce pesantemente nel diritto di famiglia degli Stati membri con il pretesto della libertà di circolazione. Quanti minori non vedono riconosciuti i loro genitori in un altro Stato dell'Unione europea? Da come ne parlate sembra che ogni famiglia debba temere di muoversi: ma non è così. Gli adulti invece, in stati civili come il mio, non vedono riconosciuti alcuni loro desideri: chi viene o torna in Italia e si è macchiato del reato di utero in affitto troverà problemi e ostacoli. È vero ed è giusto.”
“Signora Presidente, Commissario Šuica, onorevoli colleghi, stiamo parlando di transizione e ricostruzione giusta della Siria. Ma è davvero giusto parlare di questo con chi governa ora, la Siria? Con coloro che negli ultimi giorni hanno trucidato e assassinato migliaia e migliaia di donne, di bambini, di civili cristiani e alawiti? È con loro che vogliamo fare tutto questo? Lo avevamo detto dopo la caduta di Assad, che non c'era da esultare per coloro che avevano preso il potere. Lo avevamo detto. Eppure, qui c'era qualcuno che aveva reagito festante per l'avvento del regime di coloro, che anche noi qui ritenevamo terroristi e, che da un momento all'altro, si sono dimostrati, invece, per questo Parlamento, moderati.”
“Infatti, tutti gli europei chiedono la libertà di poter vivere le proprie città, la libertà di essere sicuri. 1-0122-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, qualcuno evidentemente ha bisogno di occhiali nuovi, perché ciò che sta accadendo in Svezia, come ciò che sta accadendo nelle città di tutta Europa, ha reso chiaro come le lenti ad alta gradazione ideologica della sinistra facciano vedere una realtà che non esiste. La realtà è che le gang, le violenze, gli stupri e lo spaccio di droga sono ormai all'ordine del giorno in tutta Europa, e questo a causa del perbenismo, del buonismo e dell'immigrazionismo della sinistra. È arrivato il momento, quindi, di mettersi gli occhiali della verità. Bisogna bloccare l'immigrazione incontrollata, combattere ogni droga e sostenere le forze dell'ordine, una strada, infatti, che il governo Meloni in Italia sta cercando di seguire da tempo.”
“3-0216-0000 Paolo Inselvini (ECR), risposta a una domanda "cartellino blu". – Noi, come governo italiano, stiamo da un lato lavorando sulla natalità, fornendo servizi per l'infanzia e facilitazioni fiscali, e stiamo lavorando per favorire il fatto che i giovani possono avere una casa propria; dall'altro lato, non crediamo che la soluzione alla crisi demografica sia l'immigrazione, e quindi stiamo cercando di combattere l'immigrazione illegale, perché questa non è la soluzione, anzi, è la soluzione per far morire più persone in mare. Perciò, crediamo che, per conciliare la demografia e le politiche in favore della demografia con la lotta all'immigrazione, il governo italiano stia facendo tutto ciò che può. Anzi, sta portando avanti le politiche migliori a livello europeo. 3-0217-0000”
“Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono momenti nei quali dobbiamo unirci per il bene comune, mettendo da parte ogni divisione, e temi sui quali è fondamentale collaborare in modo lungimirante. La crisi demografica ci chiede responsabilità. Il calo delle nascite rappresenta il pericolo più grande e stiamo già vivendo gravi conseguenze da un punto di vista economico, sociale e culturale. Stiamo morendo, persi nelle politiche ideologiche che stanno mettendo in ginocchio l'Europa, senza accorgerci che per risolvere tanti dei nostri problemi dovremmo concentrarci su questo: far nascere nuovi europei. Invertire la rotta è possibile. Dobbiamo avere coraggio, come sta facendo – permettetemi – il governo italiano. Abbiamo appena creato l'intergruppo per la demografia per dare questo segnale, sperando di contribuire in modo significativo.”
“Noi non abbiamo paura del confronto: sappiamo chi siamo, ma soprattutto sappiamo che la verità vince sempre. E se, come dice Sant'Agostino, la verità è come un leone che si difende da solo, a noi il compito di liberarla. 2-0114-0000”
“Signora Presidente, onorevoli colleghi, perché avete così paura della libertà di espressione? Perché avete così paura delle opinioni e del confronto? Per anni le piattaforme digitali, con il pretesto di combattere la disinformazione, hanno censurato. Da tempo, noi denunciamo il potere sproporzionato di multinazionali che condizionano le menti e le opinioni delle persone. La coraggiosa risposta della sinistra? Il silenzio. O peggio il sostegno colpevole ai censori. In nome del politicamente corretto, dell'ideologia gender e del Green Deal vi siete passivamente allineati e ora chiedete la censura di chi garantisce la libertà di espressione, così come esultate per l'annullamento ingiusto delle elezioni rumene. Si tratta di stare con la libertà o con coloro che sono pronti a piegarla per la propaganda della propria ideologia.”